Si gioca contro ... la Cavese

Scritto da  Francesco Calvano Mar 15, 2021
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Tutti uniti per Antonio. Tantissimi punti e posizioni di differenza al momento, molte battaglia sul campo, una sana rivalità: quante diversità con la Cavese, eppure oggi le due piazze si trovano unite nel dare forza ad Antonio Vanacore, ex centrocampista giallorosso e attuale

allenatore in seconda dei campani, ricoverato in condizione serie causa Covid. La mente andrà anche a lui quando mercoledì giallorossi e blufoncè scenderanno in campo per un match davvero davvero importante a questo punto del campionato.

LA STORIA
Un campionato (al momento) da dimenticare per la Cavese che pure, nel corso della sua storia, di campionati importanti ne ha vissuti e come. Stagioni straordinarie in particolare quelle dei primi anni ’80 quando la Cavese diventa “Real”. Arrivata in serie B solo l’anno prima, nella stagione 1982-83 gli aquilotti giunsero sesti nel campionato cadetto a tre punti dalla promozione e stupendo davvero tutti. Anche alcuni registi cinematografici italiani che le danno un “cammeo” in alcune pellicole cult come “Eccezziunale Veramente” e “L’allenatore nel pallone”.

I PRECEDENTI
Sono anni d’oro per la squadra, quei ruggenti anni’80, e lo sono anche per il Catanzaro. Lecito aspettarsi dunque molti precedenti tra le due compagini in quel decennio ed invece gli scontri diretti sono solo due in Campania. Due dei dieci totali che vedono una bilancia in netto favore dei campani che hanno vinto tre volte e pareggiato 6. Uno solo il successo giallorosso, ottenuto due stagioni grazie alle reti di Fischnaller e D’Ursi, quest’ultima ricordata per il coast to coast da un’area all’altra e l’esultanza alla Cr7. L’anno dopo ancora due gol ma il punteggio alla fine è un 2-2 ricco di storia giallorossa perché alle reti di Nicastro e ancora Fischnaller replicarono i due ex Germinale e Russotto. Catanzaro dunque in serie positiva da due stagioni dopo che le sfide alla fine dello scorso millennio videro sempre trionfare i campani.

GLI EX
Due squadre dunque ormai, ahinoi, esperte della serie C che, se nel corso degli anni hanno dato vita a numerosi scambi adesso si ritrovano con un solo calciatore che ha vestito entrambe le maglie: Ciro De Franco, sui tre colli nel 2010 e da un anno perno difensivo della Cavese.

IL MOMENTO ATTUALE
Un perno che, a vederla tutta, insieme ai compagni di reparto non sta facendo malissimo. 36 gol subiti infatti non rappresentano la peggior difesa del torneo, eppure la Cavese è ultima in classifica, triste, sconsolata e solitaria con 8 punti da recuperare sui cugini della Paganese. Un’impresa quasi impossibile la salvezza per i ragazzi di Campilongo che pagano un attacco davvero sterile, il peggiore del torneo. Un difetto palesatosi anche nelle ultime 4 sconfitte consecutive, tutti subite con un gol di scarto. Un dato che simboleggia che, con altre bocche di fuoco la Cavese se la sarebbe potuta giocare per la lotta ai playout. L’impresa di arrivarci ora è davvero ardua, anche se deve recuperare tre partite. Si, perché tra le tante problematiche della Cavese quest’anno il Covid è stato determinante. Una situazione anche psicologica dura da gestire anche da una squadra esperta ma con evidenti lacune. I problemi sembrano risolti tra i giocatori in campo, sebbene, - come già detto, c’è ansia per lo stato di salute di Vanacore - e quindi la Cavese può iniziare forse un nuovo campionato. Anche se sembra davvero troppo tardi. La speranza, però, è l’ultima a morire e già dal march contro le Aquile i blufoncè cercheranno l’impresa. Lo faranno con la squadra quasi identica a quella che ha perso di misura Foggia, con il consueto 3-4-3 così schierato: Russo; Gega, De Franco, Natalucci; De Marco, Favasuli, Matera, Nunziante; De Rosa, Montaperto, Gerardi.

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