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Il Punto | Le maschere del calcio nazionale e il rischio "disinnamoramento"

Scritto da  Giuseppe Mangialavori Mar 28, 2022
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Aquile ridimensionate solo dall'arbitro

Il Catanzaro torna da Castellamare con un punto (che dobbiamo definire) guadagnato vista l'evoluzione della partita e questo grazie ad un'ottima reazione della ripresa e ad un Biasci sempre più determinante insieme al belga giallorosso. Una prestazione dalle due facce sia pur considerando il primo tempo condizionato da un approccio non proprio all’altezza del potenziale dei giallorossi e dallo svantaggio che concretizzatosi su palla inattiva (male Martinelli su Tonucci nell'occasione). La lezione di Monopoli non è purtroppo servita alle Aquile che anche contro le Vespe di un agitatissimo Novellino, dopo appena undici minuti di gioco, si sono trovate a dover rincorrere: errare è umano, ma perseverare - anche in ottica playoff - potrebbe essere rischioso. Mister Vivarini sta plasmando la squadra per il cammino post regular season, ma dovrà dedicare più di un'attenzione a questo aspetto che oltre ad assumere connotati di tipo caratteriale, rischia di cronicizzarsi a discapito dell’obiettivo da raggiungere. Nella ripresa, malgrado l’inferiorità numerica dovuta ad una ennesima direzione arbitrale illogica tale da distribuire cartellini gialli a senso unico, il Catanzaro si è presentato senza il proprio capitano Martinelli e anziché patire l’inferiorità numerica, ha reagito mettendo sotto i padroni di casa e raggiungendo il meritato pareggio nato sull’asse Vandeputte-Biasci, con quest’ultimo finalizzatore di pregevole fattura. Dopo il pareggio, la gara si è giocata solo nella metà campo della Juve Stabia, con i giallorossi catalizzatori di cartellini gialli: non un solo fallo fischiato dal comasco Sig. Di Graci che non sia stato accompagnato da un’ammonizione. Allucinante

Il secondo posto delle Aquile, minacciato da Monopoli ed Avellino, non è di certo figlio unico delle malefatte dei direttori di gara. Tanti (troppi) i punti gettati al vento nel girone di andata con una condotta a dir poco sufficiente degli atleti in partite che - con un minimo di attenzione in più - avrebbero potuto consegnare ai tifosi giallorossi ben altri risultati. Ma da quando il Catanzaro ha iniziato a minacciare seriamente la vetta, determinati atteggiamenti e decisioni arbitrali, hanno minato in modo determinante la rimonta della squadra del Presidente Noto. Un segnale da cogliere, probabilmente, la gara casalinga contro la Paganese: dopo avere arbitrato a senso unico, al gol di Biasci l’arbitro non indica il centrocampo ma indugia, cercando un segno dal suo collaboratore lato “Distinti” che tuttavia non arriva. La sensazione delle immagini sono quasi di arresa all’evidenza. In tutta sincerità, già in quell’occasione forse la Società giallorossa avrebbe dovuto alzare le antenne (e la voce) nelle giuste sedi.

Il comprensibile sfogo del Direttore Generale Foresti nella Sala Stampa del "Menti", dovrà essere supportato nelle sedi opportune, corredato da azioni significative della Società che, malgrado i cinque anni di noviziato, forse ancora non si arrende a quella che purtroppo sembra una realtà del calcio nazionale e del “movimento” (come lo chiamano i più avveduti). Per non ridurre il tutto ad interventi spot che potrebbero solo sortire controazioni silenti e con tempistiche inaspettate, bisogna presenziare e farsi valere nelle “stanze dei bottoni”, quelle stesse stanze dove ora - alle prese con l’ennesima "figuraccia azzurra" - vengono riproposti i soliti dischi rotti: settore giovanile, predominanza dei club, presenza di troppi stranieri, importanza delle serie minori, etc..

“Così è se vi pare” direbbe il buon Pirandello, ma le maschere del calcio nazionale oramai sono consumate dal tempo e rischiano di uccidere lo sport più bello del mondo in un Paese che registra sempre più un disinnamoramento soprattutto da parte delle giovani generazioni. Malgrado tutto, il Catanzaro c’è e grazie ad una Proprietà virtuosa e vogliosa di arrivare in alto continua la sua marcia di consolidamento del secondo posto in ottica playoff: secondo, terzo o quarto posto che sia, la cosa determinante sarà il fuoco che dovrà scorrere nelle vene dei giallorossi e la motivazione che solo i giusti portano nel cuore.

Avanti tutta Catanzaro!

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