Lo striscione bianco in curva Capraro esposto nella ripresa Lo striscione bianco in curva Capraro esposto nella ripresa

Squali-Gatto o rito propiziatorio? Strascichi post derby - Il Punto

Scritto da  Giuseppe Mangialavori Nov 09, 2022
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Anche il Catanzaro paga sul lato disciplinare, ma spettacolo davvero poco edificante quello offerto in curva “Mammì”.

Vince il Catanzaro, vince Catanzaro, perdono i pochi che ancora pensano che il calcio possa essere uno sfogo a frustrazioni personali o peggio a rivalità sociali in realtà inesistenti. Certo, viabilità insufficiente e pianificazione delle contromisure non all’altezza, hanno in qualche modo contribuito a facilitare disordini, ma questo non può diventare una scusa a comportamenti incivili a cui abbiamo assistito impotenti anche all’interno dello stadio. La prossimità del “Ceravolo” ad abitazioni e vie strette, è purtroppo un dato di fatto e rappresenta un problema gigantesco non più procrastinabile ma da affrontare e risolvere per l’Amministrazione comunale e società giallorossa se si vuole pensare in grande. A costo di decisioni dolorose ma obbligate.

In ogni caso il big match si è colorato tutto di giallorosso. Clima che ha ricordato la massima serie degli anni 70-80. Stadio stracolmo come ai bei tempi, sold-out e gradinate ribollenti di passione fino al più recondito angolo disponibile, con la curva ospiti che ha accolto i 999 tifosi giunti da Crotone.

Non proprio edificanti gli spettacoli registrati dalle parti della “Mammì”. E non si può neanche parlare di eccesso di passione, perché mostrare il deretano in pubblico è piuttosto un chiaro sintomo di serie problematiche personali. Tuttavia, in Redazione ci siamo interrogati sul gesto e abbiamo cercato di darne una spiegazione antropologica, ripiegando su due possibili interpretazioni. La prima, solitamente quando i gatti mostrano il sedere, nel mondo animale,  in questo modo vogliono solo salutare l’altro e contribuire così a dire che non c’è aggressività nei suoi confronti: ecco perché la nostra prima conclusione è benevola verso i tifosi pitagorici, perché ci troveremmo dinanzi a Squali-Gatto e l'intenzione era in realtà amichevole verso noi catanzaresi. La seconda interpretazione, a Crotone il gesto probabilmente è un rito propiziatorio atto a richiamare la Dea fortuna dalla propria parte: e pensando che in parte avrebbe anche funzionato visti i due pali iniziali colpiti dalle Aquile, ci fa ipotizzare possa essere andata realmente così. I dubbi purtroppo siamo convinti che rimarranno… Trascuriamo invece volutamente di parlare dei siparietti e delle condotte censurabili di distruzione di seggiolini della curva ospiti, dell'aggressione alle forze dell'ordine o degli sforzi circensi di chi, arrampicandosi sulle grondaie dei palazzi, ha messo in apprensione i residenti: sembreremmo di parte, ma le scene purtroppo si commentano da sole.

Tornando alla gara, sul gioco in campo non c’è stata storia e Chiricò e compagni unitamente al buon Lerda, sono andati in chiara difficoltà rispetto alle trame ricamate dagli uomini di Vivarini, un gigante di signorilità che non ha ceduto alle molteplici provocazioni indirizzate alla sua attenzione. Sull’asse Ghion-Biasci-Vandeputte, finalizzato dall’ottimo Iemmello desideroso di rivalsa dopo l’errore in irpinia, nasce il gol del vantaggio. La replica di Curcio nella ripresa è molto simile, capace di lasciare di sasso l’ex Branduani, beccatissimo dagli spalti nel ricordo delle “docce” e “saltelli” estivi. Peccato solo per i troppi cartellini gialli che ora ci priveranno in trasferta di Vandeputte, Brighenti e Biasci, a cui sono sommati gli stop imprevisti di Iemmello e Gatti decretati dal giudice sportivo insieme alla squalifica (immeritata) per il DG Foresti fresco di riconoscimento per le 100 gare da dirigente in giallorosso. Ma ora la classifica dice +4 sui corregionali terzi e +3 sul Pescara di mister Colombo ora secondo grazie ad un penalty contro il Gelbison arrivato a due minuti dal termine della gara. E questo patrimonio non possiamo permetterci di disperderlo, forti di una rosa che siamo sicuri sarà in grado di sopperire alle assenze, per quanto pesanti.

Strascichi da derby dunque, ma come tali vanno gestiti e archiviati in fretta senza farsi distrarre dall’obiettivo vero, perché il Catanzaro di quest’anno sa correre veloce ed è capace di essere più forte di tutte le avversità: a Monterosi dunque per l’ennesima prova di maturità da superare.

Avanti tutta Catanzaro!

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