Il Punto Interviste

Pulvirenti dopo la sconfitta: “Merito al Catanzaro, ma Catania padrone del campo”

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Scuro in volto e con qualche sassolino da levare, si presenta in sala stampa Giovanni Pulvirenti, allenatore del Catania, costretto a trangugiare un altro boccone amaro (quinta sconfitta consecutiva), seppur la sua squadra abbia offerto una buona prova. Ma la determinazione e la fame del Catanzaro hanno prevalso e, per una volta, la fortuna ha strizzato l’occhio ai giallorossi, in particolare in occasione dei due legni colpiti dagli ospiti, quando la palla è uscita beffardamente invece di insaccarsi.

Il tecnico rossoazzurro offre un’analisi dettagliata, nel computo generale del lavoro portato avanti dai suoi ragazzi la scorsa settimana, riconoscendo la forza di reagire sotto di due gol, incassati in rapida successione. Ma qualcosa è andato storto: <<Non ricordo parate di Pisseri. La squadra è stata nella metà campo avversaria per settantacinque minuti, ha preso un palo e una traversa… Non abbiamo avuto un episodio a favore, ma riconosco degli errori. Ci manca attenzione, risolutezza, cattiveria e poi abbiamo subito l’ennesimo gol su calcio piazzato>>, afferma Pulvirenti, dopo aver perso una sfida storicamente sentita da entrambe le tifoserie. Adesso, il Catania rischia concretamente di veder svanire l’obiettivo dei playoff, tanto proclamato, trovandosi a 39 punti, a due lunghezze dalla decima posizione (l’ultima utile per gli spareggi promozione).

Tralasciando i problemi in casa etnea, relativamente al match, il mister aggiunge: <<Il 2-0 avrebbe tramortito anche un toro, ma i ragazzi, giocando palla al piede, non si sono piegati. Abbiamo fatto subito gol e sfiorato il pareggio più volte>>. Incalzato dalla stampa siciliana, presente al “Ceravolo”, l’allenatore del Catania aggiunge, aspramente: <<Non ho visto padronanza del Catanzaro. Non ha tirato in porta, non ha prodotto trame di gioco, a parte il gol dopo cinque minuti. Il Catania ha tenuto il campo con criterio, però do merito agli avversari per la vittoria, ma io, da istruttore, ho un’idea di calcio diversa>>.

 

Cosimo Simonetta

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