Amarcord

“Ricordi quella volta…”: Catanzaro-Reggina, quando i derby erano nostri – di Aurelio Fulciniti

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Tra le note dolenti (tante) di questa stagione definita “di transizione” ma travagliata oltre l’inverosimile, ricorderemo senz’altro i derby persi in casa e in trasferta, fra campionato e Coppa Italia. Sei derby non solo persi, ma giocati con sufficienza, senza concentrazione e con un atteggiamento che definire irritante è dire poco. Niente pathos, niente furore agonistico, niente di niente. Tutte doti che hanno messo in campo solo gli avversari, che infatti hanno vinto con pieno merito. Davanti a quest’atteggiamento penoso, che adesso bisogna necessariamente dimenticare, quale migliore occasione per ricordare uno dei più bei derby contro la Reggina – appuntamento che negli ultimi anni è stato preso decisamente sottogamba – della storia del Catanzaro.

Era il 24 marzo 1985 e il Catanzaro di Giovan Battista Fabbri affrontava in casa la Reggina in un derby pirotecnico e pieno di bei gol, terminato col risultato di 4-2. Quel Catanzaro aveva una straordinaria abitudine che oggi sembra quasi smarrita: se capitava di subire un gol, la squadra non si perdeva mai d’animo e reagiva al punto di segnarne un altro. E magari due. Merito sicuramente del “calcio totale” che Fabbri aveva studiato fin dagli anni Settanta sull’esempio dell’Ajax di Crujff o dell’Olanda allenata dal “santone” del “calcio totale”, Rinus Michels e che l’allenatore bolognese aveva innestato perfettamente nel Lanerossi Vicenza (che arrivò secondo in Serie A nel 1977-78, subito dietro la Juventus). Ma anche merito, nel caso del Catanzaro, di un gruppo di irriducibili gladiatori amalgamati perfettamente da Fabbri e che furono promossi in Serie B al termine di una delle stagioni più spettacolari della storia dei giallorossi.

Sei gol, in quel Catanzaro-Reggina e vale la pena di raccontarli tutti. Il primo gol arriva dopo tredici minuti ad opera di Pino Lorenzo, pescato da solo in area da un lancio col contagiri di Carmelo Bagnato. Per trovare il secondo gol giallorosso bisogna aspettare il 66’ quando Sassarini verticalizza per Pesce il quale – a botta sicura – colpisce il palo più lontano. La palla rimbalza sulla linea e colpisce l’altro montante, sul quale arriva ancora Pesce, lesto a ribadire in rete. Sembra finita, ma la Reggina, in perfetto stile derby, non si dà per vinta: dopo sette minuti punizione dal limite di Fracas che sorprende il portiere Bianchi oltrepassando la zona “libera” della barriera. Passano altri tre minuti e arriva il pari amaranto: a segnare di testa è il compianto Franco Mondello, terzino, sganciatosi in attacco su un cross radente di Sciannimanico della destra. Un pareggio inaspettato, ma arriva il Catanzaro con due zampate da urlo. C’è appena il tempo di battere la ripresa del gioco che Iacobelli, imbeccato da solo in area, realizza con perfetta scelta di tempo. L’ultimo gol, il più bello di tutti, giunge all’85’ al termine di un’azione in cui la progressione e i dribbling di Borrello, con la triangolazione di Gregorio Mauro, portano al gol Sassarini, che insacca di prepotenza.

Un derby da ricordare, a futura memoria.

 

Aurelio Fulciniti

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