Interviste

Sabato, l’appello ai tifosi: “Delusione legittima, ma stateci vicini”

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Cuore in mano, estrema onestà e tanta saggezza: il Roberto Sabato di sempre. Perlomeno, il terzino sinistro dell’US dà ulteriore prova di umiltà e attaccamento, nel presentarsi in sala stampa avvilito per ciò che non riesce proprio a cambiare nonostante i tentativi, ma con gli occhi arditi di chi vuole rialzarsi e dare tutto per i compagni e per la gente: <<Possiamo spendere tante parole, ma bisogna fare i fatti, perché le statistiche parlano chiaro, è inutile nascondersi – ammette l’esterno lucano-. A dire il vero esprimiamo anche un buon calcio, creando tanto, ma ci troviamo in una fase in cui, per non subire la rete dobbiamo prendere “zero tiri” e, per segnare, dobbiamo prima creare quindici palle-gol! Siamo in un evidente momento di difficoltà, mentre il Francavilla, col minimo sforzo, ci ha fatto male e per poco non portava a casa la vittoria. Spero che questo pareggio ci dia fiducia e serenità>>.

Sui Tre Colli da circa due anni, se Sabato non avesse avuto a cuore la “causa Catanzaro”, avrebbe colto al volo l’occasione di andar via (vedi Casertana, a gennaio), dopo tre mesi trascorsi a correre e sudare da solo, fuori rosa. Invece no, invece il ragazzo si è rimesso in discussione ed ha dimostrato che ricominciare daccapo, a trent’anni, è possibile e, al netto della sua esperienza e della sua maturità, approfitta dei microfoni per fare un pubblico appello ad una tifoseria giustamente ferita: <<Chiedo alla gente di starci vicino e darci una mano! E’ inutile, a questo punto, gettare la croce addosso, perché stiamo soffrendo tutti per questa situazione – osserva-. Il Catanzaro è un bene comune e vi garantisco che, avendo un aiuto dall’esterno, ognuno riuscirebbe a dare quel qualcosa in più e le avversarie si intimorirebbero>>, ammette a gran voce il numero 3 giallorosso.

In particolare, fa riferimento esplicito alle invettive piovute, puntualmente, nei confronti dei giovani del gruppo, non avendo spalle solide per sostenere il peso della contestazione, che pregiudica inevitabilmente le prestazioni: <<Se al primo errore il giovane di turno viene “affossato” dai fischi, non viene certo aiutato, tutt’altro! Dobbiamo restare uniti per ottenere l’obiettivo minimo di questa stagione, ossia la salvezza. Capisco che non sia facile vivere questa situazione, mi metto nei panni della gente, giustamente delusa. A dire il vero, da quando sono qui, avrei voluto togliermi una soddisfazione – dice, alludendo alla chance di giocarsi la promozione tramite i playoff-. Noi calciatori dobbiamo assumerci per primi le responsabilità>>, sostiene Sabato, uomo che non è abituato a mollare, ma a reagire alle avversità. Emblematica la sua chiusura: <<Lo scorso anno ci davano per spacciati, io non ho mai smesso di crederci>>.

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