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Sanderra, le cifre di un esonero inatteso: cosa è andato storto?

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stefano sanderra_cosenzaNon si è trattato del classico fulmine a ciel sereno. A Catanzaro piove da un bel po’. La notizia dell’esonero di Stefano Sanderra ha comunque suscitato scalpore. L’episodio di Rigione e i risultati scadenti delle ultime giornate devono essergli costati molto cari. Chi sperava di vederlo come allenatore anche per la prossima stagione sarà rimasto deluso, perché nella stagione 2015/2016 i giallorossi avranno un nuovo trainer. Ciò vuol dire niente continuità tecnica ed il rischio che il prossimo allenatore faccia “una lista della spesa” tutta sua è elevato, con la conseguenza di una nuova rivoluzione nel calciomercato.

Eppure il rapporto tra le parti era iniziato con ben altri propositi. Il tecnico romano era arrivato a Catanzaro all’indomani del pareggio esterno con il Lecce. In quell’occasione era stato Massimo D’Urso a guidare l’US, dopo l’esonero di Checco Moriero in seguito alla sconfitta di Salerno per 2-1.

D'Urso in sala stampa al "Via del Mare"  (foto: sololecce.it)
D’Urso in sala stampa al “Via del Mare”
(foto: sololecce.it)

L’esordio era stato positivo con la vittoria in extremis per 1-0 col Barletta al “Ceravolo”. A Messina era giunto un prezioso pareggio sempre allo scadere che teneva le Aquile agganciate al treno dei playoff. Le sconfitte contro Casertana in casa e a Pagani ridimensionarono tutto un ambiente già deluso, per una vetta che si allontanava inesorabilmente e la frattura tra Kamara (tornato a furor di popolo) e la società. Le dichiarazioni di Sanderra, poi, non fecero che dare certezze ai dubbi già palesati dalla tifoseria: la rosa non era all’altezza delle aspettative. Dopo la vittoria di misura contro la Reggina con gol di Fofana, anche lo stesso presidente Cosentino sbottò, rivelando apertamente che l’obiettivo stagionale si sarebbe limitato alla salvezza.

catanzaro_esultanzaIl Catanzaro inizia l’anno con la vittoria sul campo della Lupa Roma (successo esterno che mancava dalla quarta giornata). C’è però aria di smantellamento e le sconfitte con Juve Stabia, Benevento e Martina hanno in una squadra improvvisata, senza né capo né coda, il comune denominatore. I giocatori ad uno ad uno lasciano la piazza e ricambi al di là di Giampà e Caputa non ne arrivano. Sanderra non ci sta, così non si può andare avanti. Negli ultimi giorni di mercato giungono in Calabria molti calciatori nuovi, in cerca di riscatto personale, così il tecnico riesce a mandare in campo una formazione dignitosa. Ecco le vittorie con Melfi, Matera e nel derby col Cosenza: queste due, forse le più belle della stagione. Si torna, seppur cautamente, a parlare di playoff. Del resto sarebbero seguite partite abbordabili contro Aversa, Lamezia e Ischia. Poi sarebbe venuto al “Ceravolo” il Foggia per uno scontro diretto, prima di andare in casa del Savoia. Se non 15 punti, le Aquile ne avrebbero potute centrare almeno undici. Il mordente visto nel precedente trittico però è svanito ed il successo arriva proprio solo contro i satanelli, travolti 3-0. Ma non è uno “scontro diretto” perché ad Aversa sono i giallorossi che ne prendono tre, mentre con la Vigor non si va oltre l’1-1 (davanti al grottesco scorcio di uno stadio riservato ai soli abbonati con una folta delegazione di imbucati biancoverdi in tribuna); ad Ischia è un pari senza reti con Russotto che sbaglia per di più un rigore. A Torre Annunziata gli uomini di Sanderra ne beccano addirittura quattro, per una delle giornate peggiori del torneo, se non la più brutta. Le motivazioni sembrano fare la differenza ma l’US indossa i panni del “buon samaritano”, iniziando a regalare punti a destra e manca. Contro la Salernitana in casa non basta un ritrovato cuore: è 1-2 per i granata allo scadere. La vittoria contro il Lecce per 2-1 è immeritata, però restituisce morale, specie ai pochi intimi presenti all’ex “Militare”. Sarà anche l’ultima perché a Barletta è 1-1; fra le mura amiche è 0-0 col Messina con il ritorno di Corona da avversario; a Caserta un’altra prevedibile sconfitta chiude i conti con la Campania; con la Paganese è di nuovo pari noioso. Infine la debacle di Reggio, che è costata la panchina a Sanderra.

 

Stefano SanderraDi certo, non è il caso di addebitare responsabilità unicamente a Stefano Sanderra, anzi ha dato dimostrazione di essere un uomo perbene, prima che un buon tecnico e l’impressione è che non sia stato seguito a dovere. Ma si sa che in queste circostanze a rimetterci è sempre l’allenatore.

Nelle ventiquattro partite da tecnico dell’US (incluse le tre in cui era fuori per squalifica) sono giunte otto vittorie, sei pareggi e dieci sconfitte, per un totale di 30 punti, con una media di 1,25 a match. Ventiquattro i gol fatti (media di uno a partita) ventinove i gol subiti (quindi 1,20). In soldoni, quest’anno il Catanzaro il gol lo ha quasi sempre subito.

Al “Ceravolo” il ruolino di marcia parla di 21 punti in dodici gare (1,75 a gara) frutto di sei vittorie, tre pareggi e tre sconfitte, con tredici gol fatti (media di 1, 08) e otto subiti (0,66). In casa le cose non sono andate poi tanto male. Il tallone d’Achille emergeva puntualmente in trasferta, dove sono stati ottenuti solo 9 punti in dodici gare (0,75 a partita): appena due vittorie (Lupa Roma e Matera), tre pareggi e addirittura sette sconfitte. Solo undici reti segnate (0,91 a gara) e ben ventuno subiti (1,75). Fuori dalle mura amiche i gol non arrivavano nemmeno pregando.

Probabilmente sono state le motivazioni a costare la panchina al tecnico perché i numeri sono il frutto dell’atteggiamento messo in campo dai calciatori nell’arco di un campionato a fasi molto alterne che, fortunatamente, sabato avrà il suo epilogo.

 

Ferdinando Capicotto

 

 

Ferdinando Capicotto

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