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Serie C, attesa per il Consiglio Federale del 20 maggio

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In attesa del Consiglio Federale previsto per il 20 maggio, decisivo per le sorti di questa annata del campionato di Lega Pro, proviamo a fare il punto della situazione a partire dalla proposta fatta dall’Assemblea di Lega Pro il 7 maggio scorso.

 

Cosa ha proposto l’Assemblea di Lega Pro

L’Assemblea di Lega Pro costituita da tutti i Presidenti della Società e in testa il suo Presidente Francesco Ghirelli, ha affrontato nella seduta del 07 maggio scorso tutti i punti necessari alla decisione di come concludere il campionato alla luce dell’emergenza epidemiologica che ha obbligato alla sospensione di tutti i campionati dal mese di marzo: blocco delle retrocessioni e dei ripescaggi, promozione diretta in serie B delle prime tre squadre nei rispettivi gironi e infine modalità per individuare la quarta promossa in serie B stabilita seconda il “merito sportivo”. Ma se per la maggior parte delle proposte la maggioranza assoluta è stata raggiunta, sul criterio del merito sportivo l’Assemblea esce di fatto spaccata, con 23 Società favorevoli, 16 contrarie e ben 17 astenute. 

Di certo non si può dunque parlare di idea condivisa quella di non disputare i play off, peraltro in favore di un criterio, quello del coefficiente di ponderazione (media punti/partite giocate) che di fatto prova ad equiparare i club nonostante la diversità nel numero di partite giocate che oscillano da un minimo di 26 del girone B ad un massimo di 30 nel girone C: facile in questo caso immaginare critiche ed osservazioni che potrebbero trovare prevedibile sfogo in estenuanti ricorsi estivi.

Favorito da questo criterio è il Carpi che con i 61,2 punti (pochi centesimi in più della Reggiana ma con una partita in meno giocata) sembrerebbe il club predestinato a salire sull’ultimo treno utile che porterebbe dritto in serie cadetta insieme a Monza, Vicenza e Reggina. 

La posizione dei club

Soddisfatto chiaramente il Presidente del club modenese Stefano Bonacini, per il quale la promozione potrebbe rappresentare la vera rivincita contro il Coronavirus essendo stato colpito direttamente anche lui dalla malattia che lo ha costretto ad un lungo periodo di isolamento e persino al ricovero in ospedale.  Ma deve fare i conti con la frangia ben agguerrita degli scontenti da questa soluzione, che vedrebbe in prima linea i Presidenti di Bari, Ternana e Reggiana per i quali risulta inaccettabile il criterio proposto e già pronti, nel caso, ad adire le vie legali a tutela delle legittime aspettative, considerate anche le risorse investite nella stagione, beffate da un poco convincente calcolo di merito, peraltro neanche equiparato.  

Cosa dicono gli esperti 

Parere autorevole quello dell’avvocato Eduardo Chiacchio, che ha già espresso la sua opinione negativa sulla scelta del parametro. E’ vero, la Uefa detta il criterio del merito sportivo ma – a detta del professionista – <<lo stesso può assumere un significato ampio e nessuna norma regolamentare della FIGC stabilisce il criterio della media ponderata per individuare una squadra da promuovere in serie B o per assegnare un titolo>>. In ogni caso, la decisione di adottare il quoziente punti per definire una promozione non avrebbe precedenti nei campionati professionistici pertanto – sempre secondo l’esperto di diritto sportivo – la proposta non potrebbe essere ratificata dal Consiglio Federale per il semplice principio del buon senso. Basti pensare alle diversità di situazioni tra le prime due squadre coinvolte nel conteggio per capire il messaggio: la mancata disputa della gara nell’ultima giornata utile da parte del Carpi in casa del Salò, in piena zona rossa, mentre la Reggiana in quella stessa giornata ha giocato e pareggiato, è già materiale sufficiente per contestare il criterio senza equiparazione. Tale episodio favorisce di pochi centesimi, ma decisivi, la squadra del Carpi che non è detto che avrebbe vinto la sfida a Salò, qualora disputata.

Altro esperto di diritto sportivo, l’avvocato Alessandro Mazzucato, è sulla stessa lunghezza d’onda del collega ed ha espresso molti dubbi sulla proposta della Lega che – a suo dire – quasi certamente non verrà approvata dalla FIGC. L’unica soluzione sportiva che possa mettere al riparo la Federazione dalla pioggia di ricorsi, sarebbe dunque la disputa dei play off, soprattutto se serie A e serie B dovessero davvero ripartire come sembra.

Le altre proposte in atto

L’idea di disputare i play off a fine giugno non è affatto tramontata, magari con il supporto di una finestra televisiva che consentirebbe di diffondere le partite e consentire ai tifosi di seguire ugualmente le proprie squadre. Certo bisognerà valutare innanzitutto l’evoluzione del virus nel breve-medio periodo e solo se i dati saranno positivi, la soluzione di disputare l’appendice al campionato potrebbe essere presa in considerazione, magari tra le Società in grado di mettere in pratica i protocolli sanitari: questa tra l’altro la posizione espressa proprio dal patron dei giallorossi Floriano Noto prima dell’Assemblea di Lega a fronte di una sospensione della stagione regolare.

Altro scenario che al momento sembra più fantacalcio che una reale possibilità, è la revisione dei format dei campionati, in particolare della serie B che sarebbe divisa in due gironi da 20 squadre ciascuno. Certo idea suggestiva per quanto fantasiosa ma se ne parla già da un po’ di tempo e il Coronavirus l’ha fatta ritornare quanto mai di moda: sicuramente se ne parlerà ancora e si potrebbe anche ipotizzare di passare ad una ipotetica fase progettuale qualora questa formulazione garantisse per i club una panacea sia economica (visti gli introiti previsti nella serie cadetta) che legale (dissuasiva su eventuali ricorsi). 

I tifosi

Un rebus dunque senza precedenti e non facile da risolvere: la parola passa dunque al Consiglio Federale chiamato ad esprimersi il 20 maggio sulla questione, unica sede tra l’altro legittimata a scrivere una nuova regola qualora i play off dovessero saltare. Certo, al momento non si può prevedere con certezza come evolverà la situazione, soprattutto a livello sanitario e conseguentemente anche a livello sportivo. L’estate in ogni caso si preannuncia ancora una volta molto calda e in tutto questo il mondo della tifoseria è divisa: tra il desiderio di rivedere la squadra dal vivo (e non in tv) e la possibilità di potersi ancora giocare una chance per la promozione. 

Pronti a fare la loro parte qualunque sia la decisione finale sull’epilogo della stagione, il reale desiderio di tutti è in ogni caso vedere tutto lo sport ripartire al più presto ma in totale sicurezza, per le Società, gli atleti, le loro famiglie e naturalmente per chi con tanta passione vuole essere presente come sempre sugli spalti ad incitare i propri colori. E chissà che in tutto questo il Catanzaro non possa ancora dire la sua.

 

Danilo Ciancio

 

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