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SI GIOCA CONTRO… Il Cosenza

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nuova cosenza15 febbraio 2015. Sono passati una manciata di secondi dall’inizio della ripresa. Il Catanzaro attacca sotto la “Mammì”. Cross di Squillace, colpo di testa di Bernardo….gol. 1-0, il “Ceravolo” impazzisce. I giallorossi grazie a quella rete battono il Cosenza. Probabilmente guardando il resto del campionato, si può asserire che il torneo delle aquile sia finito proprio in quel derby vinto, a denti stretti. Da lì in poi, solamente tre successi e ripetute batoste a salvezza ormai acquisita. L’inizio di questa stagione, poi, è disastroso. 1 punto, tre partite perse, due in casa, nessuna vittoria, gioco che latita, moduli sistematicamente modificati a gara in corso, dubbio che la rosa sia all’altezza. Proprio ora, quando i dubbi impazzano e negli occhi dei tifosi si scorgono paura e rabbia, torna la partita dell’anno, il match più sentito, che può valere un campionato intero: il derby con il Cosenza. Per il Catanzaro ha un valore che va ben oltre i meri 3 punti: significa vivere o morire, continuare a sperare o buttarsi nello sconforto generale. Il tecnico D’Urso probabilmente ha una sola opzione per restare sulla sua prima panchina in una società professionista: il successo. Il centrocampista Agnello, nella conferenza stampa di inizio settimana ha sottolineato come tutti i reparti stiano soffrendo. “Una gara che va giocata innanzitutto con la testa e successivamente con la tecnica”, ha affermato il classe ‘92, quasi a voler ribadire che i problemi giallorossi riguardano anche l’aspetto psicologico. Dalla sua è comunque molto soddisfatto per essere arrivato a Catanzaro, perché rappresenta un salto in avanti per la sua categoria. Chi invece è cosciente di cosa significhi questo incontro è Mancuso che lo ha giocato anche l’anno scorso. “Sto cercando di trasmettere il valore del derby”, ha dichiarato, augurandosi uno stadio pieno che possa portare le aquile alla vittoria.  È anche per tutte queste ragioni che dall’altra parte, sponda Tirreno, la trasferta sui Tre Colli, viene assaporata come l’occasione per “uccidere” calcisticamente i più grandi rivali. È una chance da non sprecare, perché probabilmente negli ultimi trent’anni di scontri, le aquile non erano mai state con le ali fasciate a portata delle zanne dei lupi. Si c’erano state occasioni in cui i rossoblu partivano con il favore del pronostico, ma i giallorossi non avevano mai vissuto un momento così. In più c’è il dato storico. Derby di Coppia Italia di Lega Pro dello scorso anno a parte, il successo al “Ceravolo” manca dal 19 marzo 1950 – ben 65 anni e mezzo – quando decise Begnini.

ultras cosenza_lupiCertamente il Cosenza si presenta con uno stato di forma migliore rispetto a quello del Catanzaro, ma un successo dell’US significherebbe agguanto in classifica. I lupi, infatti con 4 punti in tre gare (devono recuperare la trasferta di Catania), vengono da un brutto capitombolo a Messina, dove sono stati sconfitti per 2-0 giocando male. Sino ad ora hanno bagnato l’esordio in casa con una vittoria in extremis sul Martina, pareggiato al “San Vito” con l’Akragas 0-0 ed appunto perso sullo Stretto. Il tutto porta ad una partita vinta, una pareggiata ed una persa con un solo gol fatto e due subiti. In trasferta risulta solo la debacle in Sicilia.

I precedenti al “Ceravolo” in campionato sono ventuno. Quattordici successi dei giallorossi, sei pareggi ed appunto una sola vittoria rossoblu. Addirittura 40 i gol realizzati dalle aquile contro solamente gli 8 dei lupi. La prima gara si disputò nel lontanissimo 5 marzo 1930 e finì 2-1 per il Catanzaro. Il 17 novembre 1935 si registrò un imponente 8-0 per l’US. Il Cosenza non segna sui Tre Colli dal 18 novembre 1984. In quella circostanza fu inutile il gol di Del Rosso sul punteggio di 3-0, per effetto delle reti di Gregorio Mauro e della doppietta di Surro, che andrà successivamente in rete realizzando la sua personale tripletta. Subito dopo il 3-1 i rossoblu sbagliarono un calcio di rigore. Due anni dopo finì 2-0 con reti di Tavola  e Benetti. In entrambi i campionati, alla fine i giallorossi festeggiarono la promozione in B.

massimo palancaNella serie cadetta si registrò una tripletta di O’Rey Massimo Palanca, il 9 aprile del 1989. L’anno successivo finì 0-0, come il 3 maggio 2009, con palo di Antonio Montella. In quella Seconda Divisione i rossoblu hanno ottenuto il salto di categoria, mentre il Catanzaro è stato eliminato dal Pescina.

 

 

 

 

Bernardo_cosenza_esultanzaL’ultimo incontro è stato deciso da quel gol di testa di Bernardo. Il calciatore in forza alla Viterbese, ha esultato nell’occasione toccandosi i baffi, in ricordo di Palanca, ed entrando ufficialmente nei cuori dei tifosi giallorossi. In quella sfida c’è da ricordare una prestazione monumentale di Mimmo Giampà, che dovrebbe accomodarsi in panchina.

L’anno scorso, però, il Cosenza si è tolto una grande soddisfazione sconfiggendo i giallorossi in Coppa Italia di Lega Pro per 1-3. In quell’occasione, le aquile hanno pagato fra l’altro, la scelta di Mister Moriero di giocare con riserve e berretti. Da quel momento il rapporto pubblico-tecnico si ruppe e non fu più ricucito, fin quando il Presidente Cosentino fu costretto, anche dai pessimi risultati ad esonerare l’allenatore salentino.

ultras cosenzaI dubbi per Mister Roselli riguardano le due punte Vutov e La Mantia non al meglio della condizione, anche se pare che il primo si sia completamente ripreso dall’infortunio. Inoltre anche Caccetta è in forse per la sfida del “Ceravolo”. Il Cosenza dovrebbe comunque schierarsi con il 4-4-2, modulo utilizzato fin qui. In porta Perina; Ciancio, Tedeschi, Blondett e Pinna in difesa; a centrocampo Criaco, Arrighini, Corsi (se non dovesse farcella Caccetta) e Statella; in avanti sicuramente Arrighini, con Vutov seriamente candidato per un posto da titolare.

Vincere è l’unica cosa che conta. Per la maglia e per il passato, il Catanzaro ha il dovere di non buttare al vento ciò che la storia ha insegnato fino ad ora. Bisogna spiegare le ali e volare lassù dove osano solo le aquile.

Ferdinando Capicotto

 

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