L'avversario di turno Primo Piano

SI GIOCA CONTRO… Il Messina

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acr messina logoDopo tre squadre di vertice (Foggia, Salernitana, Lecce), al “Ceravolo” arriverà un Messina con l’acqua alla gola, che dovrà fare patrimonio delle poche chances rimaste per mantenere la categoria senza passare dai playout. Orfano dei tre squalificati (Calvarese, Giandonato e Razzitti) e dell’infortunato Bernardo, il Catanzaro – guidato per la terza volta consecutiva da Mister D’Urso-, affronterà una compagine che tenterà il tutto per tutto, pur di vincere una sfida dal sapore antico.

 

Quartultima in compagnia del Savoia (piazzata meglio per gli scontri diretti), la squadra dello Stretto ha sino ad ora totalizzato 28 punti ed insieme all’Aversa è il team che, con appena cinque vittorie (due nel derby con la Reggina), ha ottenuto meno successi in questo torneo. Se poi si guardano gli scontri disputati lontano dal “San Filippo”, i dati sono ancor più sconcertanti. Una sola vittoria, nel lontanissimo anticipo del 12 settembre (terza giornata), sei pareggi e nove sconfitte. Solo dodici i gol realizzati in trasferta e ventitre quelli subiti. La vittoria manca dalla terza di ritorno. Nelle ultime undici partite sono giunti solo 4 punti (tre racimolati da mister Di Costanzo, subentrato a Grassadonia dopo l’1-2 con il Melfi), frutto di altrettanti pareggi e sette sconfitte (di cui sei consecutive). Il neo tecnico oltre ai tre pareggi è incappato nella sconfitta all’esordio a Foggia 2-0.

 

messina_rigione_orlando_san filippo_il giallorossoI precedenti sono ben venti.  Bilancio che pende a favore delle Aquile con sette vittorie a quattro, mentre per nove volte è uscito il segno X. A favore dei giallorossi anche il bilancio dei gol segnati: ventisette a diciassette. Sfogliando l’album dei ricordi, le due rivali non si incrociano dalla stagione 1999-2000, quando la capolista Messina si fece raggiungere 2-2 (rimontando lo 0-2 iniziale) da un Catanzaro in piena crisi. Ai due gol fra ’18 e ’20 di Bertoni e Rossi, risposero prima Benincasa in chiusura di primo tempo e De Leonardis in apertura di ripresa su calcio di rigore. Nella stagione precedente la vicecapolista Catanzaro un Messina, terzo in graduatoria. L’US non approfittò del passo falso del Catania (che perse a Frosinone) ed i siciliani con Corona numero 11, si imposero 1-2 grazie a Del Nevo e Torino nel primo tempo. Inutile il gol di Marsich al ’50 ed i peloritani operarono il sorpasso. Ad essere promossi in quella stagione furono comunque Catania e Benevento che ai playoff fece fuori prima l’US e poi il Messina. I giallorossi non vincono al “Ceravolo” dal 27 settembre 1987, quando alla terza giornata in Serie B, decisero prima Palanca su rigore e poi Bongiorni nel primo tempo. Una delle partite più avvincenti è però quella che risale al 21 aprile 1985 a sette giornate dal termine. Le Aquile erano prime con 36 punti ed il Messina inseguiva insieme al Palermo a quota 35 (all’epoca il successo valeva 2 punti). I padroni di casa guidati da Mister Fabbri passarono in vantaggio con un’autorete di Bellopede al ‘6, pareggiata da Ranocchi al ’34, con il Catanzaro in dieci per espulsione di Musella al ’22 e quindi con tre quarti di gara da disputare in inferiorità numerica. Ma quella era una grande squadra e al ’43 Bagnato riportò in vantaggio i calabresi. Catalano riportò in equilibrio il match su rigore al ’49. Finita qui? Assolutamente no. L’US tornò in vantaggio con la seconda autorete di giornata (stavolta ad opera di Anellino al ’73). All’87 Cascione chiuse definitivamente l’incontro con il primo rigore stagionale assegnato alle Aquile. In quel torneo il Catanzaro conquistò la promozione in Serie B insieme al Palermo.

 

Mister Nello Di Costanzo, che pochi giorni fa ha dichiarato “dobbiamo abbandonare l’idea di salvezza diretta e concentrarci sui playout” dovrebbe schierare i suoi con un4-4-2 classico. In porta Berardi; difesa con Silvestri, Stefani, Pepe e Benvenga; Izzillo, Damonte, Mancino e Ciceretti a centrocampo; l’ex Corona e Orlando tandem d’attacco.

il giallorosso copertina_giorgio corona_messinaDopo nove anni torna al “Ceravolo” Re Giorgio Corona (doveroso da parte nostra, omaggiarlo con una copertina celebrativa), che con la maglia delle Aquile in tre stagioni ha realizzato quarantasei gol in centonove partite, ottenendo la sua prima promozione in carriera, in Serie B nel 2003-2004 incorniciata da diciannove gol e figurando come vicecapocannoniere del torneo. Nei due campionati successivi in serie cadetta conclusi entrambi con l’ultima posizione, Corona fu l’ultimo a mollare, restando nel cuore dei tifosi: in lui trovarono un vero idolo, che forse mancava dai tempi di Palanca. Il Messina ha in società anche un altro ex: il direttore sportivo Fabrizio Ferrigno, altro protagonista di quella stagione, con la fascia di capitano al braccio.

All’andata finì 1-1 con protagonista Rigione, che prima causò il fallo da rigore (dubbio) trasformato da Stefani al ’75 e poi pareggiò al ’93.

Il rammarico è il non poter trovare uno stadio gremito, ma in ogni caso, auspichiamo una gara accesa, all’insegna della sana rivalità sportiva, sul campo.

 

Ferdinando Capicotto

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