L'avversario di turno

SI GIOCA CONTRO… La Paganese

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Si gioca, stavolta sì, con certezza matematica.

Dopo la brutta pagina scritta – suo malgrado – dal Trapani, il Catanzaro debutta finalmente al “Ceravolo”, dal quale mancava dallo scorso 30 Giugno, primo turno playoff col Teramo.

Un debutto che avviene contro un’avversaria storica delle Aquile nelle ultime stagioni: la Paganese.

Una compagine da non sottovalutare perché gli azzurrostellati possono essere la vera mina vagante di questo torneo.

LA STORIA

Un torneo, la serie C, che i campani conoscono bene avendovi partecipato ben 18 volte senza però mai fare quel salto di qualità – e categoria – che li portasse nel calcio quantomeno di serie B dove altre compagini vicine – vedi Nocerina e Cavese – sono riuscite. Eppure qualche soddisfazione c’è nel palmares come uno scudetto di serie D e la partecipazione al prestigioso, all’epoca, torneo anglo – italiano. Per il resto la classica storia di una squadra di provincia, tra salite e ricadute, delusioni e gioie e una passione immancabile. 

I PRECEDENTI

La stessa che si è potuta sempre ammirare nelle sfide contro il Catanzaro che al “Ceravolo” sono state otto. Bilancio in netto favore dei giallorossi con 5 successi e una sola sconfitta. Due invece i segni “x” e anche molto recenti come quello della stagione 2014/2015 quando la ara finì 1-1 con le reti di Ilari per il Catanzaro e Calapai per la Paganese.  Due anni, stesso risultato ma modalità diverse: vantaggio ospite e pareggio su autorete. Emozionanti anche le vittorie. Se due anni fa il Catanzaro si impose 4-1 (Giannone, Eklu e doppio D’Ursi), alla mente ritorna il bello quanto decisivo successo nel primo anno di gestione Cosentino, quello della cavalcata in C1. In quella stagione una delle avversarie più toste era proprio la Paganese di un certo Grassadonia. Ma il Catanzaro in casa s’impose 2-1 grazie a una magia di Carboni nel finale. 

GLI EX

C’erano in quella partita, tra gli altri, anche Ciro Sirignano e Tommaso Squillace, oggi azzurrostellati e quindi ex di turno. Indimenticabili per ragioni diverse i due: Squillace segnò il primo gol in assoluto in campionato dell’era Cosentino, Sirignano è stato un baluardo della difesa tra i più amati dai tifosi giallorossi negli ultimi anni. Amato come il mister della Paganese, quell’Alessandro Erra che ha ottenuto sulla panchina del Catanzaro due grandissime salvezze, specie quella contro la Vibonese ai playout.

Le sue lacrime di emozione al termine dell’incontro resteranno icona indelebile. Altri ex poi, sempre tra le fila della Paganese, sono Alessio Benedetti e Daniel Onescu.

Tommaso Squillace

LA SITUAZIONE ATTUALE

Ci saranno tutti nella trasferta al “Ceravolo” e tutti e 4 molto probabilmente partiranno titolari nell’undici che mister Erra sta pensando di schierare.

Una formazione che scenderà in campo col dente avvelenato e vogliosa di rifarsi dopo la pesante sconfitta interna con la Ternana per 3-0. Un risultato forse esagerato anche visto che alla prima gli uomini di Erra avevano pareggiato a Catania, dopo essere stati parecchio tempo in vantaggio.

Due prestazioni diversissime, che rendono difficile capire cos’è davvero la Paganese.

Sicuro può essere una mina vagante, un disco impazzito capace di fare risultato con chiunque, specie dopo gli ultimi botti di mercato come l’arrivo di Ettore Mendicino in attacco. Si pensa alla sua partenza da titolare, dopo i 20 minuti all’esordio di domenica.

Sarà lui uno dei cambi che, consentiranno anche a chi ha giocato già domenica, di riposare.

Ecco allora che l’undici ipotetico potrebbe scendere in campo schierato col 3-5-2: Fasan; Sbampato, Sirignano, Cesaretti; Carotenuto, Onescu, Benedetti, Scarpa, Squillace; Mendicino, Diop.

 

Francesco Calvano

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