L'avversario di turno Primo Piano

SI GIOCA CONTRO… La Vibonese

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Il Catanzaro ha commesso un unico, grande, errore, in questa stagione che, con o senza i playout, sta volgendo al termine: consentire, ad altri, di decidere del proprio destino.

Come in una partita a dadi, infatti, battere la Vibonese, per quanto di vitale importanza, potrebbe non bastare: per salvarsi, è fondamentale inanellare vittorie, fino alla fine. Insomma, una chiusura col botto, impossibile da realizzare per il Catanzaro “annichilito” da Messina, Melfi, Taranto, Reggina; viceversa, la squadra che ha affrontato a testa alta le big del girone C, non ha paura di niente ed è capace di qualsiasi impresa.

Ma da grandi, cosa vogliamo fare? Ci ritroviamo praticamente a maggio, a porci ancora questo interrogativo, quando tutto, o quasi, è stato scritto… ma non la nostra sorte.

L’amichevole dell’estate 2015

I giallorossi devono fare mea culpa e cospargersi la testa di cenere, per i tanti punti gettati alle ortiche banalmente, perché ad averne anche sei/sette, tra quelli persi, non ci troveremmo qui, oggi, sull’orlo del burrone, sull’orlo della Serie D. Invece no, invece l’US è con l’acqua alla gola ed in questa condizione, deve darsi il colpo di reni finale per tirarsi via dalle mangrovie, a partire da Vibo Valentia, dove troverà un avversario, che sembrava avviato verso il patibolo della retrocessione qualche mese fa: con l’arrivo di Campilongo in panchina e altri innesti di qualità, passo dopo passo, sono giunte vittorie decisive: in particolare, all’indomani del 4-1 incassato a Siracusa, i rossoblu hanno racimolato tre vittorie e quattro pareggi, segnando un ruolino degno di alta classifica. La Vibonese quindi può sperare di farcela, sebbene abbia tre punti in meno delle Aquile, ma con altri due scontri diretti a disposizione (Taranto fuori e Messina in casa). Insomma, farebbe male a non crederci.

Moi

Terzultima a quota 32, frutto di sette vittorie, undici pareggi e diciassette sconfitte (una in più dell’US), la Vibonese dispone comunque del peggior attacco del torneo, con appena ventitré gol fatti (sette dei quali realizzati da capitan Saraniti, seguito da Viola con quattro, gli uomini più temibili) e quarantaquattro subiti.

 

 

 

Sirignano nel 2012

Il Catanzaro, sulla scorta delle batoste patite proprio contro compagini modeste, non può perseverare nell’errore, ma deve ripetere quanto di buono è stato fatto in passato a Vibo: infatti, nei sei precedenti al “Luigi Razza” (senza contare la Coppa Italia), le Aquile hanno vinto quattro volte, perdendo due: la prima volta, finì 3-2 per i padroni di casa al termine di un divertente botta e risposta, il 1° aprile di dieci anni fa, in una domenica dall’inaspettato caldo torrido. Nella mente dei tifosi giallorossi, però, resterà per sempre lo 0-2 del 2012, firmato Sirignano e Masini, che sancì il primato in classifica del team di Cozza, avviato verso la promozione: di quel gruppo, faceva parte il portiere Riccardo Mengoni, rimasto affezionato ai nostri colori, attuale secondo portiere dei Leoni.

Reduce dall’1-1 maturato a Pagani, dopo essere passato anche in vantaggio con Sowe (tre gol per lui finora), mister Salvatore Campilongo dovrebbe schierare un 4-4-2 (a differenza del 3-5-2 lanciato al “Torre” sabato scorso), con Lettieri al posto dello squalificato Franchino, l’ex Moi centrale insieme a Manzo e Silvestri, davanti al portiere Russo. Cerniera mediana formata da Viola e Minarini, con Giuffrida ed il burkinabé Yebrè in mezzo al campo; dunque, attacco guidato da Saraniti e Sowe.

All’andata, un Giovinco-super timbrò il 2-0 al “Ceravolo”: il numero 10 del Catanzaro, a secco di reti in trasferta, ha intenzione di interrompere il personale digiuno. Ma questo dato interessa poco: la vittoria è indispensabile, non importa come.

 

 

Cosimo Simonetta

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