L'avversario di turno Primo Piano

SI GIOCA CONTRO… L’Akragas

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Tredici partite da qui alla fine della stagione e per il Catanzaro potrebbe trattarsi già di “ultima spiaggia“. Lo sciagurato sperperio di punti nella prima parte di campionato ha posto l’US nella condizione di non poter più sbagliare, avendo fallito quasi tutti gli incroci favorevoli al “Ceravolo“, in particolare nell’arco di tempo agosto/ottobre. Cosenza, Paganese, Messina, Melfi, Reggina, sono alcune delle battaglie, tra le mura amiche, che hanno visto le Aquile cadere quando sarebbe bastato poco per vincere, combattendo ad armi pari. I punti persi sono dunque irrecuperabili, ma vi è ancora l’opportunità di colmare il gap con la quota salvezza, approssimativamente verso i 40 punti o giù di lì.

Il Catanzaro si presenta all’impegno di sabato, con l’Akragas, al termine di una settimana movimentata (l’ennesima), culminata con il cambio della guida tecnica (l’ennesima) o, per meglio dire, con il ritorno di Alessandro Erra, evidentemente “specializzato” in situazioni difficili. Ci auguriamo che il tempo ed i risultati, possano finalmente dar ragione al suo lavoro, conducendo la squadra al porto sicuro della salvezza. Al “Ceravolo” verrà un cliente scomodo, quell’Akragas che si avvia al fallimento (e verso cui la tifoseria giallorossa può manifestare comprensione e vicinanza, avendo vissuto tale amarezza), nelle mani dell’Amministrazione comunale dei Templi da inizio 2017. Una situazione ai limiti del paradosso: un presidente che annuncia di non poter tirare avanti la carretta; l’illusione di una “cordata” pronta a subentrare all’orizzonte (ah, terminologia tanto adoperata sui Tre Colli!); il conseguente smantellamento dell’organico, costretto a privarsi dei pezzi pregiati, da cui ha tratto beneficio lo stesso Catanzaro, che si è garantito le prestazioni dei validi Zanini e Gomez. Insomma, il team rivelazione del campionato 2015/2016, non esiste più.

Zanini

Tuttavia, nella sventura sta emergendo un gruppo di giovanissimi (molti dei quali del settore giovanile biancoazzurro) che non hanno nulla da perdere e, nonostante il fardello addossato, stanno onorando al meglio il “Gigante”, simbolo della città: ecco, i veri “giganti” sono loro. A ciò si aggiunga che i ragazzi di Lello Di Napoli (storico “vice” di Campilongo), saliranno in Calabria rinfrancati dall’incredibile vittoria in rimonta nel derby siculo col Catania, davanti più di tremila spettatori, ragion per cui venderanno cara la pelle.

Ad oggi, i siciliani hanno racimolato 24 punti in classifica (appena tre in più dell’US), insieme al Taranto, prossimo avversario dei giallorossi, al netto di ben undici sconfitte, nove pareggi e cinque vittorie, tre delle quali ottenute in trasferta (Catania, Caserta e Vibo, sempre per 0-1), con ventidue gol fatti e trentasette subiti. Insomma, uno score non proprio differente da quello delle Aquile.

 

Le due squadre si sono incontrate cinque volte all’ex “Militare“, a partire dal lontano 5 febbraio ’33, allorquando l’UFS Catanzarese si impose per 6-0; sfogliando gli almanacchi, emergono tre vittorie del Catanzaro, uno 0-0 nel 1993, la vittoria in Coppa Italia nell’agosto 2014 (2-0, gol di Martignago e Silva Reis) e la sconfitta dello scorso anno, patita per un contropiede capitalizzato al ’67 dal neo entrato Di Grazia. Per la cronaca, Razzitti si era visto annullare una rete. All’andata il Catanzaro ha fatto ritorno dallo stadio “Esseneto” con un punticino (0-0); clamorosa la doppia chance sciupata da Giovinco ad un quarto d’ora dal termine.

L’Akragas ha continuato ad allenarsi sul sintetico di Fontanelle, potendo contare su tutti gli effettivi ad eccezione del difensore Sepe, per un problema alla caviglia, che lo pone in dubbio per sabato. La formazione non dovrebbe discostarsi molto dall’undici che ha sorprendentemente battuto il Catania: nel 3-5-2 Di Napoli dovrebbe schierare Riggio, Mileto e Sepe davanti al portiere Pane; Pezzella e Longo esterni, con Coppola, Palmiero e Bramati in mediana. Attacco affidato all’argentino Cochis e Salvemini. Panchina per Sicurella e l’ex giallorosso Cocuzza.

 

Cosimo Simonetta

 

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