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SI GIOCA CONTRO… Il Lecce

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La striscia positiva del Catanzaro di sei risultati utili consecutivi è in forte pericolo. I giallorossi, ancora senza quei rinforzi chiesti a gran voce da tecnico ed ambiente, ospita nel posticipo del lunedì sera, il Lecce. I salentini sono una squadra costruita per vincere il campionato ed ottenere la tanto agognata promozione in Serie B.

Al momento i pugliesi sono secondi in classifica per virtù dello scontro diretto perso in casa con il Matera, a pari punti con i lucani. 46 quelli conquistati da entrambe le compagini sin qui per effetto di tredici vittorie, sette pareggi e solo due sconfitte. In trasferta il Lecce è primo nella classifica speciale dei match giocati fuori casa con 24 punti ottenuti a fronte di sette successi, tre pareggi ed una sola sconfitta (a Catania per 2-0 lo scorso 23 ottobre). Venti le reti segnate dai giallorossi, dieci quelle subite. 

La poderosa incornata di Razzitti contro il Lecce due stagioni fa

Sin qui al “Ceravolo” sono tredici gli incontri disputati con nove vittorie delle aquile contro le due dei pugliesi con due pareggi. Addirittura 30 a 12 per l’US il computo dei gol segnati. L’anno scorso fu la partita della svolta per gli allora uomini di mister Erra. Sotto 0-1 alla fine del primo tempo con rete di Doumbia, all’inizio della ripresa dapprima pareggiò Giampà, successivamente un fortuito autogol di Cosenza permise ai calabresi di vincere e di intraprendere un cammino importante fino alla fine del 2015. L’anno precedente stesso risultato, 2-1 in un match condito da tre espulsioni dei salentini. A segno Razzitti, Mancuso e Lepore su rigore. Nella stagione 2013-2014 con Brevi in panchina terminò 0-0. Le compagini non si affrontavano dallo 0-0 del 1988. Il primo match giocato nel 1947 finì 3-1 con reti di Alo che firmò una doppietta e Stanganelli. Il Lecce non vince dal 1983 quando andò a segno Rizzo al 49′. All’andata terminò 3-0 per i pugliesi con due gol di Caturano ed uno di Torromino.

Nel 4-3-3 di mister Padalino ci dovrebbero essere Bleve in porta; Vitofrancesco, Cosenza, Giosa e Contessa; Tsonev, Arrigoni e Mancosu a centrocampo; Doumbia, Caturano e Pacilli in avanti.

Il Catanzaro deve portare il cuore oltre l’ostacolo con l’auspicio che il “Ceravolo” possa rappresentare finalmente un uomo in più e non un giudice che punta il dito al primo errore.

Ferdinando Capicotto

 

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