Il Punto

Tutti i numeri in trasferta: rendimento da ultimo posto per l’US con 9 punti conquistati

banner

Se il Catanzaro ha terminato la regular season al terzultimo posto e di conseguenza è costretto a giocarsi la salvezza attraverso i play-out, uno dei fattori è sicuramente costituito dal percorso lontano dal “Ceravolo”.

I numeri parlano chiaro: nella speciale classifica degli incontri in trasferta, i giallorossi sono ultimi, desolatamente ultimi. Numerose volte le aquile, specialmente negli scontri diretti hanno pagato degli episodi negativi – dovuti a gravissime amnesie – con mancanza di reazione.

Unica compagine a non aver raggiunto la doppia cifra di punti conquistati con a malapena 9, con una media di 0,47 a partita. Un dato spaventoso e raccapricciante.

Il ruolino recita una sola vittoria, (5%), sei pareggi (31%) e ben dodici sconfitte (63%).

Il successo è stato ottenuto a Pagani per 1-2 con il gol di Icardi a dieci minuti dal termine; segni X con Akragas, Monopoli, Casertana, Cosenza, Andria e Juve Stabia; sconfitte con Francavilla, Lecce, Matera, Catania, Foggia, Siracusa, Messina, Taranto, Melfi, Reggina, Vibonese e Fondi. Da segnalare che dal ritorno di mister Erra le aquile hanno pareggiato al “Menti” e perso tutte le altre seppur sempre di misura.

Passiamo ad analizzare i gol fatti, solamente dodici con una media di 0,31. Per intenderci il Catanzaro realizzava una rete ogni tre partite. Da brividi, ed infatti sono state ben dieci le gare senza andare a segno, più del 50%. Di questi dodici gol, nove sono giunti su azione, mentre tre da calcio piazzato. Una curiosità: alle aquile non è stato concesso alcun rigore lontano dal “Ceravolo”.

Le reti sono state distribuite in egual misura: sei nel primo tempo e sei nel secondo. Quattro volte nel primo quarto d’ora di gioco; una tra il 15’ ed il 30’, tra il 30’ ed il 45 e tra il 45’ ed il 60’; tre tra il 60’ ed il 75’, due nell’ultima parte di gara.

Il “bomber” è stato Sarao con tre reti, seguono Zanini ed Imperiale con due; un gol per Prestia, Cunzi, Carcione, Icardi e Tavares. Nessun gol per Giovinco.

Mancosu ha effettuato due assist, mentre un passaggio vincente per Giovinco, Sarao, Cunzi, Carcione ed Icardi. Veramente poco, troppo poco.

Più corpose le reti incassate, ben ventinove con una media di 1,52. Solamente due volte il Catanzaro non ha subito gol, nei pareggi di Agrigento e Caserta. Se i giallorossi hanno preso “solo” dieci gol nel primo tempo, ben meno concentrati lo sono stati nella ripresa dove hanno capitolato ben diciannove volte.

Quattro gol sono stati presi nel primo e nell’ultimo quarto d’ora degli iniziali quarantacinque minuti, due tra il 15’ ed il 30’, Nel secondo tempo addirittura sette reti tra il 45’ ed il 60’ e tra il 75’ ed il 90’ con cinque reti tra il 60’ ed il 75’. Si evince che si è spesso sbagliato l’approccio e la fase finale della gara. Due sono stati i rigori concessi agli avversari (Lecce e Juve Stabia). In particolare quello concesso alle vespe sul finire è costato molto ai giallorossi che conducevano 1-2. Due punti persi.

Ben trentuno i giocatori impiegati dai tre tecnici che si sono seduti in panchina. Non viene considerato Spader che non ha guidato il Catanzaro solo in un match in casa. A livello di gettoni, i più presenti sono stati Prestia e Giovinco con diciotto gare giocate. Per quanto riguarda il minutaggio comanda Prestia con 1673 minuti, seguito da Esposito con 1431; poi ci sono Maita 1224, Giovinco 1192, Icardi 1091, Cunzi 926, Patti 924.

Se i giallorossi in casa non hanno mai ricevuto un rosso, in trasferta ne hanno beccati dieci: tre Prestia, due Patti, uno Sarao, Pasqualoni, Sirri e Di Bari. A questi si aggiunge quello di Bensaja nel post gara di Vibo.

Il più ammonito è stato Esposito con quattro gialli, tre Giovinco e Cunzi, due Prestia, Van Ransbeeck, Sabato, Sarao, Patti, Carcione, Icardi, De Lucia, Mancosu; un’ammonizione per Tavares, Di Bari e Pasqualoni.

Cinque volte, invece è stato sventolato un rosso agli avversari.

I numeri parlano chiaro: con questo andamento il risultato non poteva essere diciottesimo posto in classifica generale. Non si è arrivati ultimi solo grazie al discreto rendimento interno. Il fatto preoccupante è che i novanta minuti decisivi saranno al “Razza” di Vibo dove si è già perso 2-1. Per mantenere la categoria oltre ad una buona prestazione casalinga, bisogna sicuramente giocare con un altro passo, altrimenti la Serie D sarà realtà.

Ferdinando Capicotto

 

Related posts

US, la puntualizzazione dell’avvocato Rondinelli

admin

Logiudice torna a parlare – Il Punto

admin

Proiezione playoff – Il punto di Claudio Pileggi

admin