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US, al peggio non c’è mai fine: via i colpevoli

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Cosentino_PreitiIl Catanzaro ha raggiunto il punto più basso dell’era Cosentino. Imbarazzante. Questo è il termine ideale per descrivere la rosa costruita dal D.S. Preiti, artefice della situazione in cui versano le aquile. Ritornano ormai frequenti le parole che avrebbe usato Alessando Erra quando era tecnico dei giallorossi. Durante il ritiro l’allenatore che portò ad una salvezza insperata l’US nella scorsa stagione, aveva giudicato non all’altezza l’organico allestito sino a quel momento ed il campanello d’allarme era stata sicuramente la partita di Coppa Italia di Lega Pro persa 2-0 a Monopoli. Da lì in poi una serie di figuracce di tutto il Catanzaro, tra cui il derby perso dopo 66 anni di storia al “Ceravolo” con il Cosenza con il punteggio di 0-3 e con in panchina a guidare le aquile una vittima sacrificale quale Giulio Spader. Di Bari, Prestia, Giovinco, Esposito, Sabato, Tavares e tutta la rosa costruita da Preiti stanno facendo rimpiangere i vari Moi, Squillace, Agnello, Razzitti ed anche Mancuso (a segno molteplici volte nella Sambenedettese) che l’anno scorso venivano giudicati poco competitivi.

Di Bari_Juve Stabia_2016 No, qui di poco competitiva c’è una squadra che fa acqua da tutte le parti, con un reparto arretrato degno della Prima Categoria – sempre ammesso che i vada Di Bari, Prestia e via dicendo riuscirebbero a contenere le avanzate degli attaccanti di quelle squadre – e con dei calciatori in avanti che passeggiano letteralmente in campo, capaci poi quando hanno un’occasione davanti alla porta avversaria di sbagliarla. No, procedendo verso questa strada il Catanzaro sta prendendo un treno che conduce direttamente in Serie D. Quando l’anno scorso l’1 novembre 2015 Mister Erra esordiva con una sconfitta in casa con il Matera, i giallorossi erano ultimi in classifica, la situazione era gravissima. Per intenderci ora è addirittura peggio. Già perché questo sarà l’organico che dovrà continuare fino al 29 dicembre, quando l’US ospiterà il Francavilla per la seconda giornata di ritorno, prima della lunga pausa di venti giorni. Di mezzo chiaramente la grossa occasione per il Cosenza per festeggiare il secondo derby vinto in una stagione, avvenimento che forse non è mai accaduto. Ma il derby è l’ultima preoccupazione perché il rischio è l’anno prossimo di giocare contro compagini come Roccella e Palmese, squadre con le quali si disputano le amichevoli estive per testare di solito l’organico. Già, e proprio con una di queste il Catanzaro di quest’anno ha addirittura perso al “Ceravolo” 0-1 sette giorni prima della disfatta con i lupi. Con il Sersale, oggi ultimo in D, i giallorossi hanno sofferto nella ripresa come se di fronte avevano un team di Serie B. Il tutto sotto gli occhi sconcertati del povero Erra. Ed allora cosa fare? Presidente Cosentino se lei è presente, sarebbe ora di battere un colpo, di rompere questo inaudito silenzio che si protrae ormai da mesi. È indubbia la buona fede degli “orrori” commessi da Mister Gicos sin qui, primo fra tutti fidarsi di persone inaccettabili quali Ortoli o lo stesso Preiti. Ma con il D.S. di quest’anno si stanno superando veramente tutti i limiti. Chi sta cercando di produrre qualcosa è il tecnico Zavettieri che si è ritrovato con un organico distrutto da tutti i punti di vista dal suo predecessore l’opinionista Somma, già perché non ce la sentiamo di dare l’appellativo di allenatore ad una persona abituata ormai alle poltrone della televisione che alle panchine delle squadre, dalle quali viene ripetutamente sollevato dopo una manciata di partite. Il problema è che la faccia – preoccupata – del tecnico prima nella conferenza stampa di ogni vigilia la dice tutta su quale sia il suo vero stato d’animo. Lo stato d’animo di chi è seriamente angosciato da una situazione che sta sempre più peggiorando. Il Catanzaro visto a Catania ieri ne è una prova tangibile. Biagianti che segna dopo un minuto, gli attaccanti etnei che si ritrovano ripetutamente davanti a Grandi graziandolo, il 2-1 di Mazzarani lasciato da solo, il gol di Di Grazia che ha tempo di prendere pure la mira; in mezzo Prestia che aizza la folla con “Forza Palermo” invece di pensare di essere alla seconda espulsione in campionato e che i suoi stanno perdendo e probabilmente perderanno l’ottava partita del torneo; Cunzi che per quanto corra e di questo va fatto un plauso, sbaglia l’ennesimo gol della sua stagione a tu per tu con il portiere. Per non parlare di chi ha letteralmente passeggiato in campo, anche da subentrato. No, a Catanzaro non sembra esserci fine al peggio e l’alba nemmeno si intravede. La trasferta di Foggia non bisognerà nemmeno considerarla, perché sarebbe da pazzi pensare di uscire dallo “Zaccheria” con un risultato utile, complice anche la felice idea di Di Bari, Prestia e Pasqualoni di farsi espellere. Zavettieri si trova così con il solo Patti difensore centrale di ruolo. Pensare agli svincolati è improponibile perché si tratta di giocatori fuori forma e che non sarebbero utili alla causa giallorossa. L’unione di intenti invocata dal mister sarebbe il primo passo giusto, ma bisogna cominciare da chi è in testa a tutto: dal Presidente Cosentino, ripetiamo, rompendo questo silenzio e mettendo da parte chi è risultato incompetente sin qui. Mister Gicos è giunta l’ora che faccia capire le sue intenzioni e per chiarire verso quale futuro si sta procedendo. Il silenzio non è più ammesso E se nuova rivoluzione dovrà essere a gennaio che sia, purché porti alla salvezza. Se muore il calcio sui Tre Colli, è morta un’intera città. Catanzaro merita rispetto!

Ferdinando Capicotto

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