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US, Maglione rassicura: “Salviamo la categoria. Il progetto Noto punta in alto per il futuro”

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Lucido, secco, perentorio e inequivocabile: Francesco Maglione, come promesso tempo fa e ribadito la scorsa settimana, si espone per tracciare il punto della situazione, spaziando a 360° sulla situazione del Catanzaro Calcio, evidenziando alcuni aspetti tecnici (lui che, primariamente, cura l’ambito amministrativo) all’indomani di una sconfitta che, per quanto legittima, ha suscitato un po’ di malumore.

Il dg giallorosso torna a parlare, dopo la presentazione ufficiale dell’organigramma, dello scorso 17 luglio, ripartendo proprio da quanto annunciato in quella data, presso il centro di formazione federale: <<All’epoca dissi che ci attendeva un lavoro di ristrutturazione completa, dal punto di vista organizzativo e amministrativo-contabile della società rilevata dal Gruppo Noto, al quale va’ un profondo ringraziamento per il grande sforzo economico (e non solo) nel dover riavviare da zero, dopo aver rischiato concretamente di non iscriversi al campionato>>. Premettendo gli elogi verso la famiglia Noto, senza tralasciare, ovviamente, quanto fatto dai predecessori: <<Nel verificare i conti, ho notato quanto sia stato massimo l’impegno economico della famiglia Cosentino, che non ha lesinato investimenti negli anni e di questo occorre dare merito. I problemi giudiziari, subentrati a fine maggio, hanno fatto poi precipitare tutto, impedendo di onorare i pagamenti, entro i tempi imposti dalla federazione. Andremo incontro ad una penalizzazione, non per responsabilità di Cosentino, ma per le vicende che lo hanno coinvolto, che lo hanno impossibilitato. Non ci fosse stata per l’opera di mediazione del sindaco Sergio Abramo, l’US sarebbe fallito – ammette-. Tuttavia, c’è stata un’operazione chirurgica da parte nostra, nel far rientrare i conti e i bilanci, al fine di dare continuità e stabilità societaria al progetto Noto, che è pluriennale>>. 

Cifre, calciomercato, mugugni post-Reggio, Maglione passa allo scanner l’intero perimetro: <<Ereditando una situazione su cui gravavano diversi contratti, non potevamo partire con i “botti”, ma dovevamo badare a numeri e conti, altrimenti non sarebbe stato possibile programmare. Quindi, a innesti e conferme, dovevano corrispondere determinati sgravi. La nostra operazione chirurgica, di innesti e uscite, è riuscita nell’ambito del budget preventivo e rispetto al bilancio di previsione di quest’anno>>, osserva il direttore, il quale elogia Piero Doronzo per la bravura nel destreggiarsi in sede di mercato e non solo. <<Merito al DS Doronzo, il vero braccio esecutivo, che ha portato a compimento diciotto operazioni, con sette conferme e ben sette uscite, senza le quali non sarebbe stato possibile fare gli acquisti>>, evidenzia il responsabile amministrativo dell’US, interpellato circa la posizione di Icardi – in predicato di uscire e accostato a diversi club, ma rimasto sui Tre Colli, alla fine- e Sabato, rimasto fuori a causa della regola degli “Over“, che restringe il cerchio ad un limite massimo di quattordici calciatori: <<Icardi a tutti gli effetti è un nostro giocatore. Non vi sono state offerte commisurate al valore che noi riteniamo abbia il giocatore. Se, durante la stagione, dovessero verificarsi le offerte adeguate – poiché noi seguiamo una politica di valorizzazione dei nostri patrimoni-, a Icardi non verranno certo tarpate le ali, per le sue ambizioni>>.

Capitolo Sabato: <<Scelta dolorosa – e anche beffarda per il ragazzo, aggiungiamo noi, vedendosi estromesso a pochi minuti dalla chiusura del mercato-, ma rimane un giocatore dell’US, che si allena regolarmente>>. Per inciso, l’elenco è sempre modificabile, in caso di eventuale rescissione da parte di qualche “Over”, e ciò reinserirebbe l’ex Alessandria. Già, quasi dimenticavamo la penalizzazione. Sulla tempistica della decurtazione che si abbatterà sulla classifica delle Aquile (sperando non sia una “stangata”), l’avvocato Maglione, si lancia in una previsione: <<Alla luce della mia esperienza, credo che entro un mese la CoViSoc provvederà ai deferimenti nei confronti nostri e di altre società. A noi contestano tre violazioni, per le quali potrebbero comminarci tre punti, ma siamo tutelati dai legali nelle sedi opportune, così come stiamo facendo per il procedimento in corso, in riferimento al presunto illecito di Catanzaro – Avellino, sul quale non possiamo fare previsione, ma siamo vigili e ci difenderemo>>.

Su Tony Letizia, l’avvocato Maglione svela un aneddoto singolare: <<Si è trattato dell’operazione più lunga! E’ stato il primo giocatore che avevo scelto! In verità, avevo incontrato il suo procuratore già i primi di luglio, ma la stranezza del calcio vuole che l’acquisto si sia concluso a tre minuti dalla chiusura, dopo due mesi>>, ironizza, precisando che, per strappare alla concorrenza Anastasi e Letizia, il Catanzaro non ha “sforato” il budget (che ammonta sui due milioni di euro), proprio perché il margine era stato creato grazie alle sette uscite. Su Letizia inoltre, era previsto un investimento al 50% del suo costo, avendo trovato l’accordo col Foggia Calcio. <<Sarà un campionato d’assestamento e transizione, altrimenti non verrebbe garantito il futuro del Catanzaro come vuole la famiglia Noto, che punta a edificare una società importante nel panorama nazionale. Tutto dovrà quadrare sempre nel budget preventivo. Dobbiamo rispettare rigidamente i parametri>>, ripete il garante delle casse societarie, che verranno rimpolpate da altre entrate, quali i contributi di Lega, gli introiti degli spettatori e, ovviamente, gli sponsor.

Non solo materia amministrativa, ma anche squisitamente tecnica. Dimostrando di muoversi bene tra spogliatoio e campo, il direttore generale sgombera il campo dalle illazioni piovute sul tecnico e alcuni giocatori, dopo la sconfitta del “Granillo”, invitando stampa e tifoseria ad avere <<buon senso, equilibrio e calma>>, senza troppi giri di parole: <<Il diritto di critica dei giornalisti è sacrosanto, ma ho avvertito troppi allarmismi, preoccupazioni e attacchi eccessivi verso l’allenatore e alcuni giocatori, perciò sento di dover tutelare e stemperare il clima da pressione e tensione e alla stampa chiedo di fare altrettanto. Questa proprietà il 17 luglio non aveva promesso né garantito niente, anzi, si era detto di “assestare e consolidare”. Dunque, perché tante aspettative? Perché considerare la rosa da vertice o playoff?! Creare troppe aspettative, non è giusto. Prioritario difendere la categoria, fare una salvezza dignitosa, per porre le basi per l’anno prossimo, quando sicuramente il progetto sarà molto più ambizioso, con obiettivi importanti>>. L’annuncio del dg Maglione, risuona come musica: <<Il progetto Noto è molto ambizioso e l’anno prossimo si punterà ad un progetto di vertice, ve lo posso anticipare>>.

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