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US, che peccato! Catanzaro raggiunto nel finale dalla Juve Stabia: 2-2 al “Menti”

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Il Catanzaro sfiora l’impresa al “Menti” di Castellammare: 2-2 il risultato finale, con le Aquile che vanno subito sotto, per poi ribaltare il risultato e subire, nel recupero, il pareggio su calcio di rigore. Peccato. Tutta un’altra squadra, molto simile a quella vista con il Matera. Combattivi e determinati, i giallorossi hanno giocato con personalità sul campo della quarta in classifica.

Mister Erra schiera i suoi con il 4-4-2. Come preannunciato alla vigilia, nell’undici iniziale ci sono De Lucia in porta; Pasqualoni, Prestia, Sirri e Sabato in difesa; Mancosu, Maita, Van Ransbeeck e Cunzi a comporre la linea mediana; Giovinco in avanti con Sarao: quando le indicazioni trapelate, lasciavano presagire l’impiego di Basrak o, tutt’al più, Gomez, il tecnico conferma il lungo attaccante ex-Lumezzane. Scelta che si rivelerà determinante.

Nemmeno il tempo di iniziare, che la Juve Stabia è già in vantaggio: discesa di Lisi sulla sinistra, cross basso dal fondo per Paponi che anticipa Prestia e insacca sul palo di De Lucia. Aquile costrette da subito inseguire. Al 5’ traversone di Cutolo per Morero che di testa, indisturbato, manda alto. L’US patisce il colpo e non riesce a proporsi in avanti. Ma il calcio è strano e all’8’ Mancosu imbecca Sarao che insacca con il destro, per il pareggio giallorosso. Due minuti dopo, Capodaglio per Cutolo che calcia a lato. Le Vespe fanno la gara senza però incidere più di tanto. Il Catanzaro dopo il gol di Sarao si difende ordinatamente. Al ’40 occasionissima per gli ospiti con Prestia, che chiama in causa Russo. Il portiere si rifugia in angolo. Dal corner ancora il difensore colpisce e stavolta realizza la rete del vantaggio dell’US. Seconda rete per il centrale giallorosso, che all’andata aveva colpito una clamorosa traversa. Finisce il primo tempo con le Aquile inaspettatamente sopra per 1-2.

Al 49’ Pasqualoni tenta un destro improbabile dalla fascia, ma Russo che blocca in due tempi. Il copione tattico della ripresa sembra già scritto: campani protesi in avanti alla ricerca del pari; Catanzaro a denti stretti a difendere il prezioso vantaggio. Al 59’ De Lucia para il diagonale del neo entrato Liviero. Si copre mister Erra, inserendo Patti al posto di Giovinco, passando così al 5-3-2. Al 74’ Bensaja prende il posto di Van Ransbeeck, poi Basrak per Cunzi, autore di un destro finito abbondantemente alto, al 79’. Spinge la Juve Stabia, ma combattono a testa alta i giallorossi, in una gara dai ritmi molto elevati e con il nervosismo alle stelle. All’85’ tiro di Matute deviato in corner. La sfortuna però è un elemento che perseguita il Catanzaro ed al 90’ Cancellotti sfugge a Basrak e crossa; Maita colpisce con la mano in area: rigore. Kanoute spiazza De Lucia. Ma non è tutto, perché scoppia la rissa e le Vespe rimangono in dieci. Capone di Palermo non ci pensa due volte e, nonostante il gioco sia rimasto bloccato, fischia la fine tra le polemiche, con i giocatori del Catanzaro accusati dalla stampa locale di aver tenuto una condotta antisportiva.

Amarezza tra gli ospiti, fino al 90’ fuori dalla zona playout. Il penalty nel finale lascia le Aquile nella zona rossa. Certo, questa è la risposta che si chiede agli uomini di mister Erra, dal punto di vista della personalità. Ma qual è il vero Catanzaro? Domenica arriva il Catania, per una sfida sentitissima.

Ferdinando Capicotto

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