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A Vibo il futuro dell’US, Mancosu: “Ultima chiamata, niente alternative”

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Più “pratico”, che “estetico”: non avrà doti tecniche eccelse, ma tanto fiato, cuore e abnegazione, Marcello Mancosu.

Nel momento più delicato dell’anno, l’ex Lupa Roma sta trovando continuità, proponendo prestazioni ragguardevoli, sebbene abbia un’autonomia limitata sotto l’aspetto della tenuta fisica. Titolare fisso da oltre un mese, il centrocampista sardo si prepara ad affrontare il rush finale del campionato, partendo dalla trasferta di Vibo Valentia, dove si decideranno le sorti del Catanzaro: <<La Vibonese è il crocevia della stagione. Vincere, potrebbe consentirci di giocarcela in casa con la Casertana e andare a Fondi, all’ultima giornata, sperando di trovare una squadra abbastanza tranquilla, magari contando su due risultati su tre. Intanto ci saranno altri scontri diretti, quindi il calendario non è ostico… dipende da noi>>, osserva Mancosu.

Ma aggrovigliarsi il cervello, tra calcoli e supposizioni, non serve assolutamente a nulla: le chiacchiere “stanno a zero”, mentre i fatti dicono che il Catanzaro versa in terzultima posizione; il primo inciampo sul cammino che condurrà al termine del campionato, condannerà aritmeticamente le Aquile ai playout. Un’impresa ardua e con un minimo margine di riuscita, ma occorre massimizzare questa tenue speranza (parafrasando le parole di Erra, nel post-Siracusa) con le vittorie.

Vincere è l’obbligo, non rappresenta nessun “evento eccezionale” e al “Luigi Razza” faranno la differenza la lucidità e l’agonismo: <<Sarà una battaglia in campo, ma si vincerà soprattutto “con la testa”, considerando la stanchezza a questo punto della stagione>>, aggiunge l’esterno sardo, che non riesce a trovare una spiegazione per la quale i giallorossi, in questa difficile annata, abbiano sempre steccato le gare con le cosiddette squadre “abbordabili”, salvo poi rialzare la testa contro compagini molto più quotate.

Generoso su entrambe le corsie, il numero 11, però manca nei sedici metri, dove non riesce proprio a dare la zampata decisiva. Per gonfiare la rete – vero grande handicap del Catanzaro- occorrerebbe l’apporto di tutti gli uomini deputati alla manovra, non solo da parte degli attaccanti di ruolo: <<Tendo a sacrificarmi sempre, anche aiutando il terzino, ripiegando. Do il massimo finché posso, il sacrificio è nella mia indole, anche per dimostrare affidabilità alla squadra>> rivela il calciatore dell’US.

<<Dipenderà tutto da questa, non vi sono altre gare per rimediare: è l’ultima chiamata>>: sull’importanza della sfida con la Vibonese, Mancosu è drastico, perché la realtà lo impone. Vincere per continuare a sperare o piegarsi, in ginocchio, arrendendosi ai playout: non esistono “seconde” possibilità.

 

Cosimo Simonetta

 

 

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