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“Visto ciò che volevo, prima dell’amnesia finale. Lavoreremo sulla testa”: parla Dionigi

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Un dato, simbolico ma evidente, è balzato agli occhi di tutti: l’animosità ed il trasporto nel “vivere” la partita di Dionigi, rispetto al suo predecessore, noto per l’aspetto quasi compassato e remissivo. Insomma, l’atteggiamento tipico di chi farebbe carte false pur di essere ancora là, in campo, a sgomitare, incassare e dare calci in una partita “maschia” (e di calci, stasera, se ne sono visti parecchi), divorando l’erbetta.

<<Nel finale di partita, come dei “polli”, abbiamo rovinato quanto di buono era fatto in soli quattro giorni – ammette con grande rammarico, ma con altrettanta voglia di voltare pagina alla svelta, mister Dionigi-. Abbiamo fatto un grande primo tempo, costringendo il Matera, che finora ha messo sotto tutte le avversarie, a giocare di ripartenza, aggredendolo alto, impedendogli di uscire. Costringere un ottimo avversario a “snaturarsi” col 4-4-2, evidentemente è sinonimo di qualcosa di positivo>>.

Soddisfatto dell’intensità dei suoi, per novanta minuti, il trainer giallorosso non riesce proprio a digerire la grave svista che ha causato il secondo gol, a tempo scaduto, tracciando quelli che sono stati i “pro” e i “contro” del match, con estrema sincerità: <<Abbiamo recuperano tantissimi palloni nella loro metà campo, ma non siamo stati lucidi nell’ultimo passaggio, pur arrivando tante volte al cross. Nell’intervallo, nonostante lo svantaggio, mi ritenevo contento della prestazione. Poi siamo ripartiti forte e, al di là del gol annullato e del rigore non concesso, fino al raddoppio ero tutto sommato contento, perché ho visto mettere in pratica il lavoro svolto in pochi giorni, per quanto riguarda la fase di non possesso (ed era ciò che mi interessava), visto che sulla fase offensiva si è potuto lavorare poco. Quella stupidaggine finale, ha rovinato tutto! Il Catanzaro ha fatto la partita, aggredendo e costringendo il Matera, a cui rivolgo comunque i complimenti, a difendersi e giocare in ripartenza>>.

Stando a quanto seminato in pochi giorni, pare che il neo allenatore dell’US, abbia colpito il gruppo, sotto l’aspetto empatico: <<C’è tanto lavoro da fare, specie dal punto di vista mentale. Ecco, il secondo gol è figlio di una carenza mentale. Per l’impegno non posso rimproverare nulla, anzi, vorrei dare questo tipo di identità, con maggiore intensità e aggressività. Non sono preoccupato e non mi scoraggio, perché convinto della potenzialità di questa squadra, ma il lavoro da portare avanti è sulla testa dei ragazzi, che palesano poca lucidità e personalità. Elementi da acquisire con questo modo di giocare>>.

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