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Zavettieri, la fotografia della sua gestione: due vittorie in sedici partite

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A pagare nel mondo del calcio è quasi sempre l’allenatore. Questo concetto è ancor più esaltato in casa Catanzaro con mister Zavettieri che è il quarto tecnico a saltare in stagione. Ma la notizia più clamorosa è il ritorno sulla panchina giallorosso di Alessandro Erra. Già, proprio il trainer allontanato a metà agosto in chiaro contrasto con le scelte effettuate dal d.s. Preiti – e che ci aveva visto lungo considerando il campionato delle aquile – è stato richiamato per salvare (anche quest’anno) il Catanzaro. L’impresa è forse più difficile della passata stagione, quando arrivò sui Tre Colli a novembre e riuscì incredibilmente a mantenere la categoria senza nemmeno passare dai play-out. A questo punto si è molto curiosi di capire perché ripuntare su di lui, dopo la conferenza stampa di Preiti ad agosto. Sembra una chiara dimostrazione di quanto il direttore sportivo conti in questo momento in società e che probabilmente se non ci fosse un contratto di ferro di tre anni a legarlo con le aquile, il Presidente Cosentino se ne sarebbe già privato. Una specie di separazione in casa.

Ma veniamo a capire i perché dell’esonero di Zavettieri, un tecnico preparato ma che ha commesso una serie di errori non tanto in fase di approccio ai match, quando durante le gare con un Catanzaro che diventava troppo vulnerabile proprio nei momenti in cui segnava. Problemi specialmente di carattere che il tecnico non è riuscito a colmare. Certo, non si pretende di avere il Conte della situazione, ma quantomeno un certo tipo di scossa sarebbe servita in determinate occasioni ed invece i giallorossi hanno spesso commesso sempre gli stessi errori e la partita di Messina è la chiara fotografia della gestione di Zavettieri.

I numeri recitano 16 partite, due vittorie, ben otto pareggi e sei sconfitte per un totale di 14 punti. Meno di un punto a gara quindi: media retrocessione. Quindici gol fatti, venti subiti.

Al “Ceravolo” 7 punti in sette partite frutto di una vittoria (Vibonese), quattro pareggi (Melfi all’esordio, Reggina,Fondi e Francavilla) e due sconfitte (Juve Stabia e Lecce).  Sette reti all’attivo, otto al passivo.

Fuori casa altrettanti 7 punti in nove partite a fronte di un successo (Paganese), quattro pareggi (Monopoli, Casertana, Cosenza e Andria) e quattro sconfitte (Catania, Foggia, Siracusa e Messina). Otto a dodici il computo delle segnature.

Bisogna elogiare Zavettieri del suo operato sicuramente viste le enormi difficoltà dal punto di vista dell’organico. Spesso in panchina sono dovuti andare dei componenti del settore giovanile. Alle volte è stata un’impresa mandare in campo 14 giocatori tra titolari e subentrati di categoria. Ma il salto di qualità sperato e chiesto non è arrivato. I numeri sono chiari e seppur il Catanzaro non abbia mai giocato male e probabilmente avrebbe meritato più punti di quanti ottenuti, Zavettieri non è riuscito nell’impresa che fece Erra l’anno scorso. L’ormai ex tecnico  con la Juve Stabia collezionò ben 14 pareggi e stava andando nella stessa direzione, solo che probabilmente non sarebbe bastato.

Insomma si ritorna alle origini. Riuscirà Erra a fare l’impossibile con una rosa non scelta assolutamente da lui ed in così poco tempo? Bisogna essere positivi, bisogna sostenere il Catanzaro, ora più che mai per evitare il baratro dei play-out. Non è impossibile. Le squadre del girone non sono trascendentali, persino le grandi. Basti pensare che il Taranto ha demolito il Foggia 2-0. Occorre crederci, essere uniti e remare nella stessa direzione. La squadra delle aquile non è poi così scarsa. Ci sono calciatori giovani dalle buone prospettive. Già a partire dallo scontro diretto con l’Akragas l’imperativo è solo uno: vincere.

Ferdinando Capicotto

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