Il rigore di Pecorino salva il Catanzaro: punto d’oro al “Bentegodi”

Il rigore di Pecorino salva il Catanzaro: punto d’oro al “Bentegodi”

Luci e ombre dall’anticipo di Verona. I giallorossi aprono il match soffrendo più del dovuto sul ritorno veemente dei padroni di casa. Tuttavia, i ragazzi di Gorgone vengono premiati dagli episodi e strappano un pareggio alla vigilia insperato.

Surreale, forse mai visto prima. Giorgio Gorgone si ritrova a Verona già sapendo – probabilmente – che sarà la sua ultima partita sulla panchina giallorossa. Quella che Turati rifiutò dopo i corteggiamenti estivi e che, voci di radiomercato, hanno fatto desistere alcuni colleghi in questi giorni dall’accettare l’incarico dopo la debacle contro il Mantova. Retroscena inventati? Chissà.

La verità è però un’altra. Questa sera il Catanzaro si gioca un pezzo della sua dignità. I giocatori, tutti quanti, responsabili di una situazione che così non si può accettare: senz’anima e senza idee domenica scorsa, in balìa di una svolta che tarda ad arrivare.

Si diceva della dignità. Quella che al “Bentegodi” il tifo giallorosso ha mostrato di avere, dando senso, cuore e ragione d’appartenenza. Sui 18038 totali sono circa 800 i tifosi giunti da ogni parte d’Italia, nonostante la classifica deficitaria e il tilt aereo nazionale di questa mattina.

Per il suo ultimo ballo, forse, Gorgone conferma la difesa: Ruggero, Antonini e Imperiale alle spalle di Pigliacelli. cambia alcuni interpreti. In mezzo la novità tattica con l’inserimento di Giovane a dare manforte a Petriccione con Mosti (soluzione già vista a Bolzano); sulle fasce ci sono Di Francesco e Candela dal primo minuto. E poi l’altra novità, forse la più clamorosa: Pafundi in panchina, Iemmello a ricucire il gioco per l’unico terminale offensivo Pecorino. Anche il Verona non se la passa bene, Baroni però ha dalla sua bomber Mosquera: quattro le reti rifilate agli avversari in una media di poco più di una partita. Una sfida che manca da vent’anni.

Candela apre il match, ritorno aggressivo del Verona

Prima palla gol al 3’ per il Verona. Mosquera sfonda centralmente, trovando Livramento che scarica in porta trovando l’opposizione di Antonini: proteste locali per un presunto tocco con il braccio ma l’arbitro, il signor Perri, non ravvisa la massima punizione. Il Catanzaro manovra dal basso, cercando il pertugio giusto. Ci prova allora Giovane, di testa, staccandosi dalla marcatura sull’assist di Di Francesco: Perilli blocca facile (6’).

Minuto 10. Di Francesco scappa sulla sinistra, lo spunto a servire Imperiale che aggancia in area, si gira e disegna un cross basso arcuato per Candela che calcia di prima intenzione trovando l’angolino vincente. Vantaggio giallorosso, Catanzaro 1 Verona 0. Festeggiamenti contenuti da parte del gruppo, Gorgone ne approfitta per dare indicazioni ad Antonini.

Il gruppo a celebrare la rete di Candela (credits: Us Catanzaro 1929)

Risponde il Verona, quattro minuti dopo. Discesa di Livramento sulla destra, palla in mezzo a Mosquera che spalle alla porta scarica dietro per Sarr che tenta la conclusione: larga sul fondo. Aumenta la pressione la squadra di Baroni, che tuttavia latita di precisione negli ultimi metri: il Catanzaro si difende con ordine. E riparte quando può: Pecorino, servito ottimamente da Candela (innescata dalla visione periferica di Iemmello), non riesce a colpire con forza e Perilli ringrazia respingendo l’insidia (22’).

Ghiotta occasione per Iannoni al 24’, su una corta respinta della difesa giallorossa: il 44 da buona posizione cerca il tiro a giro sparando alto sopra la traversa. Cresce il Verona. Parte sempre tutto da Livramento, sulla destra, tiro-cross radente per Mosquera che non arriva di un soffio ma la diagonale è in direzione Sarr sul secondo palo: Candela ci mette il piede e salva dal tap-in dell’attaccante gialloblu (33’). È però il preludio al pareggio veronese, piuttosto meritato: Livramento, questa volta a sinistra, punta Candela arriva sul fondo e mette in mezzo per Mosquera che scappa dalla marcatura di Ruggero e appoggia in rete. Tutto da rifare per il Catanzaro.

Prova a esorcizzare il ritmo la squadra di Gorgone, grazie al possesso, ma può ben poco sulla riaggressione veemente dell’Hellas. Livramento entra duro su Imperiale, giallo per lui. Ancora Iannoni, questa volta in terzo tempo sugli sviluppi in corner, con Pigliacelli che guarda la sfera uscire. Dall’azione successiva Sarr impegna l’estremo difensore giallorosso che chiude in angolo.

L’ultima palla del primo tempo è di marca Catanzaro, con Giovane che guadagna il fondo campo senza trovare però la misura giusta nello spiovente. Si chiude sull1-1 un primo tempo che ha visto il Catanzaro andare in buca al primo (e unico) affondo ma poi soccombere per il ritorno importante dei ragazzi di Baroni.

Pecorino di rigore, il Verona spinge ma deve abdicare

Mosti resta negli spogliatoi, Tchaouna è la novità della ripresa. Il canovaccio però non cambia, è sempre il Verona a fare la partita con il Catanzaro che non sembra avere forza nelle gambe per ripartire con convinzione.

Mosquera si divora il vantaggio. Iannoni riceve dal limite, lavorando bene tra le linee, palla del 44 che lascia all’attaccante il tempo di incrociare il diagonale mancando di pochissimo il palo più lontano (52’). Scontro di gioco aereo tra Petriccione e Dawidowicz, ha la peggio il play ospite che resta a terra frastornato. Gioco fermo qualche minuto, ma Petriccione resiste e rientra in campo.

La pressione dell’Hellas è sempre forte, con gli scaligeri che spingono per cercare il gol del vantaggio. Con fatica il Catanzaro gestisce i risicati spazi di manovra.

Scocca l’ora di gioco e Gorgone rileva Giovane, dentro Alesi. Anche Baroni cambia: fuori Livramento, ecco Akalé che fa il suo esordio stagionale. Squillo di Pecorino al 64’, l’ex Sudtirol riceve da Tchaouna dal limite e tenta la conclusione a giro ma senza coordinazione la soluzione risulta piuttosto velleitaria.

Alcuni scatti del match (credits: Us Catanzaro 1929)

Minuto 66. Calcio d’angolo Verona. Sarr battezza nel cuore dell’area piccola: il Catanzaro difende a zona e Mosquera, senza neanche saltare, impatta di testa per il sorpasso scaligero. Vantaggio Verona e terza doppietta consecutiva del colombiano. Catanzaro ancora una volta punito da palla inattiva e in oggettiva difficoltà, soprattutto mentale oltre che fisica. Il riflesso di una squadra che più di questo non sembra offrire.

Al 72’ Gorgone lascia fuori Iemmello e Di Francesco, dentro Pafundi e Arditi. In casa Verona c’è il ritorno tanto atteso di Frese, reduce da un infortunio delicato, al posto di un ottimo Sarr. Pafundi ci impiega un minuto per dare uno sprazzo di fantasia alla manovra: break sulla trequarti e filtrante a Pecorino che si addomestica il pallone ma viene sgambettato da Dawidowicz. Perri è irremovibile: calcio di rigore. Dal dischetto va Pecorino che calcia a mezza altezza: Perilli non ci arriva. Al 75’ è 2-2: pugno chiuso per Gorgone che esulta con sensibile concitazione. Giallo ad Alesi per aver buttato il pallone nell’azione successiva.

Triplo cambio Verona: fuori Calabrese, Le Borgne e De Battisti, Slotsager, Harroui e Cerbone dentro. Il Catanzaro sembra ora rinvigorito dal pareggio, dando la sensazione di voler addormentare il match. Al 85′ esce Pecorino, autore del pareggio, con Gorgone che pesca dalla panchina Koffi: è una grossa chance per i giallorossi, che possono sfruttare l’inferiorità numerica dell’Hellas perché Cerbone accusa un problema muscolare e deve dare forfait, con Baroni che ha esaurito i cambi. 

Nonostante il cambio di inerzia, lo spartito non subisce modifiche. Il Catanzaro rimane compatto dietro la linea del pallone, a protezione del risultato: il Verona spinge, con le ultime forze. Ammonito nel finale Imperiale, punito il suo intervento su Akalé. Scaduti i cinque di recupero, Perri comanda la fine dei giochi: Verona stoppato in casa, per il Catanzaro il primo pareggio stagionale. Un punto di ripartenza, forse. 

 

Commento all'articolo

Il Giallorosso nel cuore