Il lampo di Koffi, poi i fischi del “Ceravolo”: l’Ascoli ne fa sei, è la peggiore sconfitta casalinga di sempre per i giallorossi

Il lampo di Koffi, poi i fischi del “Ceravolo”: l’Ascoli ne fa sei, è la peggiore sconfitta casalinga di sempre per i giallorossi

Le Aquile sprofondano sotto i colpi di un Ascoli organizzato, ben messo in campo e con qualità. Koffi illude, poi il tracollo. Dagli spalti i tifosi chiedono di tirare fuori gli attributi ma la reazione non c’è: nemmeno l’onore

Diradare le nubi o sprofondare negli abissi. Non ci sono alternative per il Catanzaro: ora o mai più qualcuno ha battezzato nell’aprire l’ottava giornata delle Aquile. Di scena al “Ceravolo” c’è l’Ascoli di Tomei, una squadra che gode di quello che sembra soffrire la compagine di Gorgone: la sensazione famelica di vincere i propri limiti, di varcare la soglia delle idee e di vincere, soprattutto.

Da un lato la necessità di dimostrare che il pareggio di Verona non sia stato un caso, che il cambio di atteggiamento possa cristallizzare le ritrovate certezze. Dall’altro, instillare nell’ambiente e nella squadra tutta la convinzione che un nuovo cammino – magari senza meta, se non quella segnata dalla salvezza – può essere possibile. Tutti insieme, tutti uniti.

 

Gorgone ridisegna lo spartito e spariglia le carte tranne che in difesa dove le scelte paiono “obbligate”. Antonini, Imperiale e Ruggero a coprire Pigliacelli; in mezzo cambia il partner di Petriccione perché Franky Tchaouna parte con i galloni di titolare, insieme al duo Candela e Di Francesco sulle fasce. Davanti Pafundi e Iemmello con Koffi terminale offensivo. Tanta curiosità per capire quanto questo schieramento – indubbiamente a proiezione anteriore – possa coniugarsi con gli equilibri di reparto. Tomei si affida a Damiani e Corradini in mediana: Silipo e D’Uffizi con Acampora a sostegno di Gori.

Koffi rompe l’equilibrio, ma poi l’Ascoli si scatena

Clima dal sapore autunnale al “Nicola Ceravolo”, dal colpo d’occhio diverso rispetto alle ultime uscite: i tifosi del “Picchio” occupano la Curva Mammì, i supporters delle Aquile colorano la Tribuna Ovest e i Distinti. Sono 4747 gli spettatori complessivi: 3757 i giallorossi, 157 quelli provenienti da Ascoli.

Fase di studio tra le due squadre, con il Catanzaro che sembra voler addomesticare l’inerzia di gioco. La prima emozione però è di marca ospite con il tentativo di Gori: assist di Silipo a inventare sulla trequarti, l’ex Avellino si gira e calcia forte in direzione Pigliacelli che deve alzare sopra la traversa (9’). Dal successivo corner spazza via la difesa giallorossa.

Ancora Ascoli. Dialogano bene Gori e Corradini, la punta fa da sponda e serve dietro il play bianconero che dentro l’area lascia partire la conclusione deviata da Antonini: Pigliacelli si distende in angolo. E qui Oliveri, indisturbato, manca di poco il tap-in vincente a difesa battuta (13’).

Non riesce a proporsi in avanti il Catanzaro, con i giallorossi che faticano in fase di impostazione oltre che a tenere la sfera per qualche errore tecnico di troppo. Dalla tribuna si alza invece uno striscione piuttosto eloquente degli ultras della Capraro riguardo allo stato dei lavori dello stadio apparentemente fermi.

Minuto 18. Rinvio di Pigliacelli dal fondocampo, la sfera guadagna la metà campo con Tchaouna che prende posizione e appoggia a Di Francesco che converge verso il centro e premia l’inserimento di Koffi: si allargano le maglie di Oliveri e Damiani, Koffi aggancia in profondità e si invola verso la porta. Vitale accenna l’uscita ma Koffi lo trafigge con un piattone preciso alla sua sinistra: alla prima occasione il Catanzaro passa in vantaggio (18’). Prima rete in giallorosso per il numero diciannove.

 

Esulta il pubblico giallorosso, tramortito dalla pioggia. Ma l’esultanza dura pochissimo: ennesimo calcio d’angolo guadagnato dall’Ascoli, D’Uffizi confeziona un cross arcuato al centro dell’area piccola e Gori sbuca tutto solo per colpire di testa. La sfera rimbalza e si insacca per il pareggio fulmineo degli ospiti (21’).

Aumenta d’intensità la poggia, esaltando il contenuto agonistico del match. Il Catanzaro reagisce ancora con Di Francesco che a mezza altezza serve dietro Pafundi che calcia di prima intenzione ma trova l’opposizione di un difensore. Ci prova anche Petriccione da fuori area, conclusione piuttosto velleitaria (25’).

Alla mezzora Catanzaro vicino al vantaggio. Rimpallo vinto da Tchaouna che premia la sovrapposizione di Di Francesco, scatto in avanti del fantasista con la difesa dell’Ascoli che si apre ancora una volta a metà: Di Francesco sterza, si sistema la sfera e calcia secco alzando sopra la traversa. Grossa occasione mancata, Di Francesco chiede scusa nella circostanza a Iemmello praticamente libero da marcature.

L’Ascoli risponde a suo modo, con la qualità dei suoi dirimpettai. Corradini si mette in cattedra, palla a D’Uffizi che dal limite serve Acampora il quale si coordina e con il mancino disegna una parabola imprendibile per Pigliacelli. Rimonta compiuta, è 2-1 Ascoli (32’).

Il Catanzaro si spegne progressivamente, palesando fragilità e poca lucidità. Altro calcio d’angolo, D’Uffizi disegna in mezzo al campo; Oliveri spizza di testa e Gattoni sul secondo palo schiaccia di testa senza l’opposizione di Imperiale. Tris Ascoli e Catanzaro ancora battuto (35’). Ammonito qualche minuto più tardi il centrale, per un fallo commesso da dietro su Koffi a centrocampo.

Piovono fischi dal “Ceravolo”, poche idee in mezzo al campo. Prova a scuotere i suoi Pafundi che si accentra, ma finisce per esaurire il suo sprint in un dribbling in più concludendo con il piede debole: blocca facile Vitale (43’).

L’Ascoli non si ferma e a ogni ripartenza è una sentenza. Nell’unico minuto di recupero, Silipo entra in area, scarica dietro per Gori che si gira in un fazzoletto e offre l’assist a Corradini che deve solo depositare per il 4-1. Catanzaro all’intervallo in evidente scollamento, mentale oltre che fisico.

I tifosi alzano la voce, in campo ci sono solo gli ospiti

Il gol di Gattoni a firmare il momentaneo 3-1

Una fotografia, a scandire il rientro dagli spogliatoi. Pietro Iemmello entra per primo in campo, il restante gruppo qualche secondo dopo. Gorgone rileva Koffi, dentro D’Alessandro: chiaro l’intento di spostare Iemmello avanti. Tomei concede riposo ad Acampora, al suo posto Milanese.

Iemmello fa quello che più ama fare, tornare in mezzo al campo per ricucire il gioco. Dai suoi piedi nasce il tentativo di Candela, servito da Di Francesco, ma la conclusione è tutta da rivedere (52’). L’Ascoli, dal canto suo, non accenna a placare il suo credo calcistico: ripartenza fulminea di Silipo, sgroppata a superare un maldestro Imperiale; la sfera giunge sui piedi di Corradini che calcia secco cogliendo la traversa piena. La palla rimbalza di nuovo in campo per Milanese che di collo pieno ribatte di prima intenzione: Pigliacelli non trattiene ed è 5-1 Ascoli (53’).

Sprofonda il Catanzaro, umiliazione netta per le Aquile. Triplo cambio per Gorgone: fuori Ruggero, che alza le mani in segno di scuse, per Postiglione (esordio per lui); fuori Di Francesco per Buso (prima da inizio anno per l’ex Lecco) ed ecco Mosti per Pafundi. Assetto tattico che non conosce modifiche. Cambia anche Tomei: fuori Corradini per Perciun; Damiani per Ricci; Silipo per De Pieri.

Petriccione e Iemmello si caricano la squadra, il capitano scambia con il play e serve Mosti in profondità: esce Vitale con energia ma il sig. Calzavara non ravvisa gli estremi per il fallo.

Non trova lo specchio della porta Buso, che si tuffa sul secondo palo provando a cogliere la sponda di Iemmello: la palla esce di poco a lato (67’). L’Ascoli sembra ora accontentarsi, prediligendo il possesso a fronte di un Catanzaro che, non con troppa convinzione, abbozza un tentativo piuttosto insicuro di riscatto. Gori a centimetri dal 6-1, Pigliacelli guarda uscire la sfera (69’).

Venuti è l’ultimo cambio operato da Tomei, esce l’ex Oliveri. Ancora Ascoli pericoloso, soprattutto sull’out di sinistra: Pigliacelli ancora reattivo. Alza la voce il “Ceravolo” che chiede ai giocatori di tirare fuori gli attributi. Ma è un film già visto in queta stagione: Gori questa volta fa il 6-1, davvero inerme la linea difensiva giallorossa. Milanese nella circostanza scappa via a Petriccione, allarga per Perciun che serve il bomber bianconero che con la punta deposita in rete (75’). Si tratta della ventesima rete incassata da inizio campionato, al netto di nove gol realizzati. Il check del Var conferma la decisione di campo. Entra Alesi, fuori Tchaouna.

Continua a cantare la curva, anche negli ultimi minuti più surreali. Triplice fischio e il Catanzaro realizza la sconfitta casalinga più umiliante di sempre. Consumato lo spazio delle parole, è ora di passare ai fatti. Davanti ai suoi tifosi, la squadra riceve cori e manifestazioni di dissenso: “Voi non siete il Catanzaro”. Serata amara al “Ceravolo”.

 

Commento all'articolo

Il Giallorosso nel cuore