Catanzaro, adesso serve continuità: contro il Padova per dare forza alla svolta di Mignani
Il punto conquistato al Vigorito in piena zona Cesarini ha restituito fiducia alle Aquile. Dopo l’arrivo di Mignani alla vigilia della gara con il Benevento, la sfida con il Padova diventa un’occasione importante per confermare i primi segnali positivi. E ci sono anche gli incroci con gli ex Calabro e Pompetti.
Nel calcio ci sono risultati che valgono più di quanto dica la classifica. Il punto conquistato dal Catanzaro a Benevento, arrivato in piena zona Cesarini, è uno di questi. Non soltanto per come è maturato, ma soprattutto per il momento in cui è arrivato, con una squadra chiamata a voltare pagina e un nuovo allenatore, Mignani, arrivato praticamente alla vigilia della partita del Vigorito.
Non c’era molto tempo per cambiare, né per chiedere ai giocatori di assimilare nuove idee in poche ore. C’era, però, la necessità di ripartire, di ritrovare fiducia e di portare a casa qualcosa di positivo da una trasferta tutt’altro che semplice. Il Catanzaro ci è riuscito, aggrappandosi alla partita fino all’ultimo e trovando un pareggio che può rappresentare un punto di partenza importante.
Adesso, però, viene il difficile: dare continuità a quel risultato.

Mignani, la prima risposta è arrivata. L’esordio di un nuovo allenatore porta sempre con sé curiosità e aspettative. Nel caso di Mignani, il tempo per preparare la squadra è stato praticamente nullo. Per questo motivo, più che cercare subito una rivoluzione tattica, era importante capire quale risposta avrebbe dato il gruppo in una situazione delicata. Il pareggio di Benevento ha lasciato segnali incoraggianti, soprattutto per la capacità di non arrendersi fino alla fine. Sarebbe esagerato parlare già di svolta, perché una sola partita non basta per cambiare il volto di una stagione. Ma sarebbe altrettanto sbagliato sottovalutare il valore di un risultato arrivato in extremis, quando il rischio di tornare a casa a mani vuote era ormai concreto.
A volte, per ripartire, serve proprio questo: un episodio che restituisca un po’ di serenità e faccia capire alla squadra che il lavoro può portare risultati. Ora toccherà a Mignani costruire su questa base, lavorando sui meccanismi, sull’equilibrio e sulla capacità del Catanzaro di affrontare le partite con maggiore continuità.
Quel punto al Vigorito pesa anche sul morale. Il pareggio di Benevento non risolve ogni problema e non cancella le difficoltà incontrate in precedenza. Ma nel calcio anche il modo in cui si conquista un risultato può fare la differenza.Riuscire a evitare la sconfitta negli ultimi minuti può dare una spinta importante al gruppo, soprattutto quando si sta cercando di ritrovare fiducia. Il Catanzaro ha dimostrato di voler restare in partita fino alla fine, una qualità che dovrà accompagnare la squadra anche nelle prossime uscite.

Il punto del Vigorito assume quindi un significato particolare per almeno tre ragioni: permette di muovere la classifica, offre a Mignani un inizio positivo e restituisce alla squadra una piccola dose di fiducia da cui ripartire. Adesso, però, non bisogna fermarsi all’entusiasmo del finale. La vera risposta arriverà dalla capacità di confermare sul campo quanto di buono è emerso a Benevento, compreso quel Buso che da un paio d’anni dimostra di essere capace di grandi cose ma sempre messo all’angolo del progetto degli allenatori giallorossi. Perché un pareggio può aiutare a cambiare l’umore, ma sono le prestazioni successive a dare credibilità a un nuovo percorso.
Padova, un’occasione da non sprecare. La prossima sfida con il Padova arriva in un momento significativo. Il Catanzaro ha bisogno di dare seguito al risultato del Vigorito e dimostrare che quel punto non è stato soltanto una parentesi positiva, ma il primo passo verso una maggiore stabilità. La continuità, del resto, è una delle cose più difficili da trovare nel calcio. Non basta una buona reazione, così come non basta un gol nel finale per considerare superate tutte le difficoltà. Serve confermarsi, partita dopo partita, attraverso l’atteggiamento, l’attenzione e la capacità di restare compatti anche nei momenti complicati. Contro il Padova sarà importante vedere un Catanzaro capace di giocare con personalità, senza farsi condizionare troppo dalla pressione del risultato. Mignani avrà qualche giorno in più per lavorare rispetto alla trasferta di Benevento e provare a trasmettere alla squadra le prime indicazioni con maggiore calma.
I tifosi si aspettano risposte, ed è comprensibile. Ma più che pretendere cambiamenti immediati, sarà importante osservare i segnali di crescita: una squadra più ordinata, più convinta e capace di gestire meglio le diverse fasi della partita. Se a tutto questo dovesse aggiungersi un altro risultato positivo, allora il punto del Vigorito acquisterebbe un peso ancora maggiore.

Calabro e Pompetti, una sfida con qualche storia in più. A rendere più interessante la partita ci sono anche gli incroci con gli ex Calabro e Pompetti. Nel calcio, i legami con il passato non mancano mai e possono aggiungere un pizzico di curiosità a una sfida già importante per la classifica e per il momento delle squadre.
I nomi degli ex richiamano inevitabilmente ricordi, esperienze e percorsi condivisi con l’ambiente giallorosso. Ma quando l’arbitro fischierà l’inizio, conterà soprattutto quello che Catanzaro e Padova riusciranno a mettere in campo. Per le Aquile, la priorità resta una sola: dare continuità al nuovo corso e dimostrare di aver imboccato la strada giusta. Tutto il resto farà da cornice a una gara che può dire molto sul momento della squadra.

La zona Cesarini può essere l’inizio, non il punto d’arrivo. Il calcio regala spesso occasioni per ripartire quando meno te lo aspetti. Il Catanzaro ha trovato a Benevento un pareggio prezioso, arrivato quasi allo scadere e capace di alleggerire almeno in parte le preoccupazioni del momento. Mignani è arrivato con pochissimo tempo per preparare la sua prima partita e ha iniziato il percorso portando a casa un risultato utile. Ora ha l’opportunità di lavorare per dare alla squadra maggiore identità e convinzione. La sfida con il Padova sarà un passaggio importante proprio per questo. Non serviranno proclami, né facili entusiasmi. Servirà un Catanzaro disposto a lottare, capace di confermare la voglia mostrata al Vigorito e pronto a trasformare un punto conquistato all’ultimo respiro in qualcosa di più concreto. Perché nel calcio la differenza non la fa soltanto il modo in cui si riparte, ma la capacità di continuare a camminare nella stessa direzione.
Benevento ha restituito un po’ di fiducia. Adesso tocca al Padova dire se il Catanzaro di Mignani è pronto a costruire qualcosa di più solido.



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