Apre Dorval, risponde Varas: il Padova stoppa un buon Catanzaro, è 1-1 al “Ceravolo”

Apre Dorval, risponde Varas: il Padova stoppa un buon Catanzaro, è 1-1 al “Ceravolo”

Dai fischi contro l’Ascoli agli applausi convinti di questa sera: le Aquile disputano una prestazione sugli scudi, mancando più volte la possibilità di vincere l’incontro. Prima rete in giallorosso dell’esterno algerino, Varas firma il pari: nel mezzo il ritorno al “Ceravolo” di Pompetti tra i fischi 

Senza ansia, senza paure. Ritrovando la dignità smarrita. Sette giorni sono passati dall’umiliante 6-1 subito in casa con l’Ascoli e il Catanzaro sembra aver vissuto anni, non ore. C’è un nuovo allenatore in città, Michele Mignani, a cui è stato dato il compito di traghettare le Aquile verso un obiettivo diventato scontato in questi brillanti anni: salvarsi.

In mezzo la trasferta di Benevento, bagnata con un pareggio d’oro strappato sul finale. Chiamato però ora dalla continuità. Questo pomeriggio c’è il Padova dell’ex Antonio Calabro, di Marco Pompetti, dei nodi che vengono al pettine e di punti che adesso pesano come un macigno. “Aspettatevi una squadra che farà prestazione”, ha dichiarato alla vigilia il neo tecnico giallorosso. Ai ragazzi l’attesa risposta sul campo.

La sfida non tradisce adrenalina e tanta emozione. Nel pre gara un momento speciale, la nota di colore migliore di queste settimane, forse: Jacopo Petriccione premiato dal presidente Floriano Noto per le cento presenze in giallorosso. Uomo, simbolo, faro del centrocampo e non solo.

Il presidente Noto consegna la maglia celebrativa a Jacopo Petriccione per le cento presenze in giallorosso

Dolcetto o scherzetto? Mignani opta per un solo cambio rispetto a quattro giorni fa. C’è Frosinini come braccetto di destra, Ruggero si accomoda in panchina. La linea di difesa viene completata da Antonini e Imperiale: in mezzo Petriccione con Tchaouna e Alesi (Mosti ancora in panchina) mentre sulle fasce Candela e Dorval; davanti Koffi sospinto da capitan Iemmello. Sponda Padova, Calabro lascia Pompetti in panchina: Varas e Moro lì davanti.

Nonostante una classifica deficitaria e uno stadio a ranghi ridotti, il pubblico di Catanzaro risponde ancora una volta: 4552 gli spettatori totali, di cui 110 giunti da Padova.

Dorval spezza l’equilibrio, Catanzaro padrone del campo

Primo episodio al 7’. Spiovente di Pigliacelli a cercare Iemmello, Sorrentino giudica male l’uscita con il pallone che scavalca l’estremo difensore ospite: Iemmello addomestica la sfera preparandosi a calciare a porta sguarnita, Fusi torna sul capitano e un contatto (leggero) fa cadere Iemmello. Proteste da parte di Mignani e i suoi che chiedevano la massima punizione. L’arbitro Turrini della sezione di Firenze non è dello stesso avviso.

L’episodio corrobora la manovra giallorossa che prende ritmo con il passare dei minuti, dopo l’iniziale fase di stallo. Scambio corto di Alesi con Koffi, il numero 30 calcia dal limite non trovando lo specchio della porta (11’). Il primo ammonito del match è Candela, fermata la ripartenza di Varas al quarto d’ora.

Il confronto si accende di nervosismo, anche per via di alcuni interventi non ravvisati dal direttore di gara: su tutti un fallo commesso da Capelli di poco fuori dall’area di rigore ai danni di Alesi (24’). È il Catanzaro a fare comunque la partita, il Padova muove in transizione. Ci prova Iemmello, dagli sviluppi di un angolo, ma la conclusione viene neutralizzata dal muro biancoscudato. Ammonito Giunti al 26’, punito per un contrasto aereo su Frosinini. Dalla punizione nasce il vantaggio giallorosso: Petriccione scodella in mezzo, Frosinini raccoglie il rimbalzo con la sfera che carambola sulla difesa avversaria; la palla arriva a Dorval che di prima intenzione scarica il sinistro e buca all’angolino Sorrentino. Al 28’ è 1-0 Catanzaro.

Canta forte il “Ceravolo” e i ragazzi di Mignani sciorinano gioco con personalità. I ragazzi di Calabro non sembrano offrire idee efficaci, a fronte di un Catanzaro motivato. Sfiora il raddoppio il Catanzaro, manovra avvolgente con Alesi che cerca in area Koffi: ancora Aquile reattive sulle seconde palle, è infatti Candela a raccogliere la respinta corta di Lovato e calciare secco in porta con la sfera che sibilla il palo alla sinistra di Sorrentino (39’). Si iscrive al match anche Imperiale: cross preciso di Alesi, l’ex Carrarese stacca di testa più in alto di tutti ma la traiettoria esce di poco a lato (44’).

È l’ultimo sussulto prima dell’intervallo. Il pubblico apprezza salutando i giallorossi applaudendo: dai fischi di sette giorni fa agli applausi, è già un altro Catanzaro.

Il ritorno di Pompetti da avversario, tra i fischi

Con la maglia numero 14, in biancoscudato, Pompetti

Zuelli e Pompetti sono le novità della ripresa: fischi copiosi per l’ex della gara. Calabro ridisegna così il suo Padova. È proprio Pompetti a disegnare un pallone geniale per Carissoni che di sponda rimette al centro per Artistico il quale manca il tap-in: c’era però fallo su Antonini, Turrini ferma il gioco (50’).

Il Catanzaro prova a sviluppare manovra nello stretto, creando surplus in transizione. Ammonito nel frattempo Dellavalle per una brutta entrata su Candela. Calabro opera il terzo cambio della serata: fuori Sgarbi, dentro Cocchi (corteggiato in estate dal Catanzaro, peraltro).

Minuto 56. Iemmello recupera sfera e porta palla trotterellando sulla trequarti, finta a eludere Pompetti e conclusione insidiosa: Sorrentino si distende sporcando la palla sul palo. Catanzaro ancora vicino al raddoppio. Crescono i giallorossi, ancora pericolosi con Iemmello dagli sviluppi di una respinta da calcio d’angolo: si salva la difesa del Padova (62’).

Nel finale Sorrentino salva su Mosti

Il primo cambio in casa Catanzaro scocca al 64’: esce Candela, entra al suo posto Ruggero con Frosinini spostato avanti a dare manforte alla linea mediana.

Minuto 65. Pompetti apre il gioco su Capelli, palla scodellata sull’altro versante: Varas arriva di gran carriera e impatta incrociando con il piattone. È pareggio Padova, Catanzaro punito alla prima vera occasione ospite ma colpevole di essersi trovato poco ordinato in fase di ripiegamento.

La partita è in bilico, il Catanzaro con orgoglio si ripropone avanti. Mignani si gioca le carte Mosti e D’Alessandro: fuori Frosinini e Petriccione. Proteste vibranti al 76’: palla contesa in area, Koffi subisce un colpo piuttosto energico da Lovato e resta a terra con il Padova che continua a giocare e perviene al tiro con Moro. Il metro di Turrini non convince il pubblico giallorosso, che chiedeva un altro provvedimento.

Finisce la gara di Iemmello e Koffi, dentro Arditi (ristabilito dopo lo svarione di Benevento) e Buso decisivo nel finale di martedì. Mignani scommette sulla loro carica. Risponde Calabro rilevando Artistico: dentro Bortolussi. I cambi non nascondono la voglia di entrambi gli allenatori di andare a vincerla. Ammonito Arditi, fallo a gamba tesa su Pompetti: ingenuo l’ex Primavera, suffragato da tanta veemenza.

Al 86′ è super intervento di Sorrentino: azione illuminante dei giallorossi, al piccolo trotto Arditi scarica su Buso che supera un uomo, entra in area e guarda in mezzo scaricando dietro Mosti. L’ex Juve Stabia calcia di prima intenzione trovando Sorrentino reattivo, con il piede a spazzare via il tap-in sulla linea di porta. Catanzaro poco fortunato e a centimetri dal sorpasso. 

La squadra dai tifosi al triplice fischio

Nel finale ci prova con le ultime forze rimaste in corpo la squadra di Mignani, anche se a mancare è precisione. Pesa la sfera e il Catanzaro si incarica dell’ultimo tentativo: Dorval serve Franky Tchaouna che, praticamente da fermo, scarica in porta. Il Padova si salva. Non c’è più tempo: finisce così, 1-1. Un punto a testa, ma conferme per il Catanzaro dopo Benevento. 

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Il Giallorosso nel cuore