Gelli “gela” il Catanzaro: vittoria di misura del Cesena, giallorossi sempre più ultimi
La risolve il centrale di casa superata la mezz’ora di gioco della ripresa, sull’ennesima palla inattiva subita dalle Aquile. Nel mezzo l’occasione di Koffi (salvata sulla linea da Frabotta) e una prestazione ordinata ma poco efficace in zona offensiva: ora la sosta utile a schiarirsi le idee
L’ultimo sforzo regalandosi magari il primo acuto pieno fuori dalle mura amiche. Sfidando il tabù Cesena e i divieti che ammazzano il pallone, il Catanzaro di Michele Mignani fa visita al Cesena alla ricerca di punti vitali per la sua classifica.
Di contro i romagnoli, in scia positiva, che vantano i favori del pronostico anche se Diamanti alla vigilia non ne ha volute sentire. “Sarebbe un errore pensarlo, non siamo i favoriti”. Parole che caricano una vigilia segnata dal divieto di trasferta per i tifosi residenti in Calabria e a Firenze, dopo i disordini del marzo scorso fuori dal “Manuzzi”. Ma le imposizioni non hanno fermato lo straordinario afflato del popolo giallorosso sparso in ogni latitudine tanto da colorare il settore ospiti in 180 (9689 gli spettatori complessivi). In tribuna spicca la presenza del commissario tecnico dell’Italia Roberto Mancini accanto ad Andrea Mancini, diesse dei romagnoli e figlio del tecnico.

Mignani rincontra il suo recente destino e sceglie uno spartito simile alle ultime uscite. Ma con una novità sostanziale: fuori Petriccione, dentro Mosti in linea mediana. Dietro maglia da titolare conquistata ancora da Frosinini, con Antonini e Imperiale a chiudere la cerniera; con Mosti c’è Tchaouna e Alesi mentre sulle fasce i confermati Dorval e Candela. Davanti Iemmello e Koffi: Pafundi si accomoda ancora in panchina. Impianto collaudato per Diamanti: Gelli prende il posto di Ilic, tridente con Cristian Shpendi prima punta e a caccia della vittima che gli manca nel suo score, ovvero i giallorossi. In campo anche gli ex D’Andrea e Pagano. Minuto di silenzio prima dell’inizio gara per ricordare Jesus De Miguel Alameda, giovane calciatore venuto a mancare tragicamente mentre faceva quello che più amava: giocare a calcio.
Catanzaro accorto dietro, Cesena impreciso
Fase di studio tra le due formazioni, a confrontarsi in una giornata proibitiva sul fronte meteorologico. Libera il destro dal limite Alesi, confezionando il primo tiro nello specchio della porta: blocca comodo Siano (6’). Il Catanzaro però acquisisce fiducia provando a fare la partita. Risponde Pagano, destro da fuori deviato da Mosti in spaccata (8’).
Al 13’ si iscrive al match Shpendi, che prende il tempo a Imperiale e impatta di testa dagli sviluppi di un calcio d’angolo: la traiettoria non prende il giro giusto, per fortuna del Catanzaro, con la palla che viene bloccata da Pigliacelli.
Minuto 17. Discesa di Pagano che entra in area, si allunga leggermente il pallone trovando il rimpallo favorevole di Frosinini e apre il tiro da posizione invitante: la sfera termina sopra la traversa. Grossa occasione non sfruttata dai padroni di casa.
Qualche scatto della gara tra Cesena e Catanzaro (credits: Us Catanzaro 1929)
Prova a riscattarsi Frosinini al 20’ di gioco, colpisce con il corpo sbilanciato in avanti l’ex Trento e il suo colpo di testa non sortisce effetti sperati. Conclusione senza troppi fronzoli di Frabotta al 27’, Pigliacelli blocca in due tempi.
Con il passare dei minuti l’inerzia di gioco fa preferire la formazione di Diamanti, che trova più verve nel proporsi in avanti a fronte di un Catanzaro più guardingo e che sceglie di colpire in transizione. Giallorossi poco incisivi alla mezz’ora dagli sviluppi di un calcio d’angolo: Antonini colpisce senza trovare lo specchio della porta.
Faticano a ripartire i giallorossi che non sembrano avere idee dalla cintola in su, non ne approfitta il Cesena che si mostra impreciso sulla linea degli ultimi trenta metri. Senza sussulti si spegne un primo tempo a dir poco entusiasmante: qualche timido fischio a suggellare la fine delle ostilità.
C’è Fiori dal primo minuto del secondo tempo: l’ex Mantova si posiziona sulla sinistra rilevando Druiventak, apparso claudicante nella parte finale della prima frazione. Mignani riparte dallo stesso undici.
Frabotta salva sulla linea, Gelli “gela” i giallorossi
Minuto 52. Iemmello recupera sfera e avvia la transizione: palla appoggiata ad Alesi che si fa spazio sulla sinistra, vede la posizione del capitano giallorosso fuori area e lo serve. A memoria Iemmello invece di calciare opta per un filtrante delizioso per Mosti che non capisce l’intenzione e così la palla si spegne sul fondo.
Risponde il Cesena con D’Andrea, finta e tiro a giro che non trova la direzione giusta: la palla si esaurisce in curva (57’).
All’ora di gioco Mignani opera il doppio cambio: fuori Mosti e Iemmello, dentro Frank Tchaouna e Giovane. Diamanti rileva invece D’Andrea al posto di Caprini. Si ferma Bohinen, entra Guidi.
Al 68’ l’occasione più grossa del match ce l’ha il Cesena: Ciofi recupera su un erroraccio di Dorval, Shpendi si invola verso la porta e serve Fiori che arriva di gran carriera colpendo a rete. Palla che esce di pochissimo, sibilando la traversa, con Pigliacelli praticamente battuto. La gara si accende: rischia anche il Cesena, Frank Tchaouna si mette in proprio che ha l’intelligenza di servire Koffi meglio piazzato. Il tap-in, da rigore in movimento, viene neutralizzato da Frabotta sulla linea di porta (70’).
Il match continua a rimanere bloccato, ammonito alla mezzora Pagano. Al 79’ scocca l’ora di Buso, dentro al posto di Koffi: coppia offensiva inedita, Buso e Frank Tchaouna, per i giallorossi. Davvero buono l’impatto del giovane ex Enna, gemello di Franky, desideroso di regalarsi l’esordio dei sogni.
Diamanti prova a spezzare l’inerzia, che sembra ora favorire il Catanzaro, inserendo Debenedetti. Frosinini commette fallo e l’arbitro Di Loreto comanda punizione per i padroni di casa. Fabrotta si incarica della battuta, la palla giunge sul secondo palo con Gelli che schiaccia in torsione e buca Pigliacelli: 1-0 Cesena al minuto 83. Ennesima rete da palla inattiva subita dai giallorossi, che ora si trovano a ripartire da capo dopo una gara convincente più sul piano difensivo che altro.
Mignani si gioca la carta Pafundi, fuori Alesi. Sono minuti finali convulsi quelli del Catanzaro, che colleziona calci d’angolo anche se a mancare sono le idee. Il Cesena ringrazia e sfiora il raddoppio con Caprini – Pigliacelli ci mette il piede -, festeggiando al triplice fischio. Notte più fonda che ci sia per il Catanzaro, ora la sosta a provare a schiarirsi le idee e infondere il Mignani pensiero.











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