Catanzaro, tanti (troppi) errori: la decidono Monterisi e Ghedjemis, Aquile all’asciutto
Passa il Frosinone con il gol dell’ex Monterisi e del fantasista. Una partita che il Catanzaro non ha demeritato e che anzi, per la mole di occasioni create, avrebbe meritato altro punteggio. Direzione di gara nebulosa
Anno nuovo, stesse ambizioni. Il Catanzaro apre il 2026 in casa della capolista Frosinone: l’impegno solcato al termine del girone d’andata, che ha regalato la striscia di risultati più importante per le Aquile in Serie B. Una partita sentita, anche per i ciociari che hanno in cuor loro il desiderio di chiudere il giro di boa con il titolo di Campione d’inverno, e un confronto che può consolidare sogni proibiti schiusi sul finire del 2025 per le Aquile giallorosse. Ma anche per sfatare un altro tabù: mai il Catanzaro ha vinto in terra laziale.
Un solo cambio per Aquilani, c’è Frosinini dall’inizio sulla fascia preferito a D’Alessandro che si accomoda in panchina. Davanti Pittarello, con Iemmello a fare da spola tra attacco e centrocampo. Dietro tutto confermato per un Catanzaro trascinato da oltre mille cuori giallorossi.
Cielo nuvoloso allo “Stirpe” ma passione che ribolle da ambo le due tifoserie, rispettose nel minuto di silenzio per commemorare le vittime della tragedia di Cras Montana.
Frosinone sciupone, ma anche il Catanzaro…

Partenza convinta delle Aquile, che si fanno vedere dalle parti di Palmisani. Ci prova Pittarello al primo di gioco, su filtrante di Cassandro: la palla esce larga sul fondo. Lo stesso attaccante giallorosso sporca i guantoni di Palmisani al 2’, blocca centralmente la conclusione l’estremo difensore giallazzurro.
Rischio Catanzaro al 5’. Leggerezza di Petriccione in fase di uscita, la palla si trasforma in un passaggio per Kvernadze che dalla lunetta del limite d’area di rigore lascia partire il destro a mezza altezza: la conclusione si spegne poco sopra la traversa.
È un avvio equilibrato con la fase di studio a condensare l’inerzia della partita. Si iscrive al match Pietro Iemmello all’11’, interessante lo scambio con Pittarello: meno la conclusione a botta sicura, strozzata e che finisce larga sul fondo.
I padroni di casa abbozzano qualche sortita, prediligendo la manovra dal basso, spesso inframezzata dalla buona e compatta guardia difensiva dei giallorossi. Occasione Frosinone al 18’: serie di batti e ribatti in area giallorossa, Bracaglia va alla conclusione ma Antonini mura la traiettoria. Interessante discesa del Catanzaro un minuto più tardi: Cisse illumina per Iemmello in profondità, lo Zar manca l’aggancio per involarsi davanti alla porta con Calvani a sbrogliare via la matassa.
Si supera Frosinini al 22’, provvidenziale intervento su Oyono servito da Bracaglia in profondità dopo una buona transizione locale. Crescono i ritmi di gara e il Catanzaro sciupa una ghiotta occasione: Petriccione recupera la sfera in mezzo al campo e avvia il contropiede giallorosso, ma al momento di entrare in area scivola e perde un tempo di gioco. Nella stessa azione un fallo sanzionato dal direttore di gara, il sig. Dionisi, irretisce Pittarello (23’).
Al 26’ la più nitida delle azioni. Grande azione di Cichella che scende sulla destra, semina due difensori giallorossi e scarica dietro per Raimondo che manca il tap-in per bucare Pigliacelli. Alla mezzora per poco il Catanzaro si condanna da solo: retropassaggio avventato di Iemmello per Pigliacelli, Calvani attacca lo spazio e deve intervenire Pigliacelli a frapporsi alla conclusione dell’attaccante ciociaro.
Prova a rifarsi subito il capitano giallorosso, dai suoi piedi l’occasione (finora) migliore delle Aquile. Discesa imbastita da Favasuli che dalla destra serve nel cuore dell’area di rigore: non perfetta la retroguardia del Frosinone, si inserisce Iemmello che prova la conclusione di primo rimbalzo a Palmisani battuto; la sfera sorvola la traversa (33’).
Manca il killer instinct Cisse, servito da Petriccione tutto solo: il fantasista giallorosso entra in area ma sul più bello confeziona un diagonale che è preda facile di Palmisani (35’).
È l’imprecisione a fare da spartito della sfida, con le due squadre desiderose di dare profondità alle proprie azioni di gioco.
Altra palla gol per il Frosinone con Cichella, servito da Ghedjemis (una furia sulla fascia), ma il numero 16 alza la sfera da buona posizione. E il Catanzaro non sta a guardare, Cisse fa viaggiare Pittarello che taglia in profondità scattando sul limite del fuorigioco: l’attaccante veneto prova a smarcare Palmisani in uscita ma la sfera carambola sull’estremo difensore, senza nulla di fatto (37’). Grossa chance per i ragazzi di Aquilani.
Proteste Catanzaro al 41’ dagli sviluppi di un calcio d’angolo: la palla di Petriccione, respinta dalla difesa del Frosinone, carambola su Kvernadze in piena area di rigore: in presa diretta non è chiaro se il tocco sia avvenuto con il braccio mentre il replay dà fede alla condotta regolare del giocatore di casa. Per Dionisi, comunque, non ci sono gli estremi per il penalty. Il direttore abruzzese però ammonisce Pontisso al 44’, reo di aver stoppato un’interessante sortita offensiva a cura di Bracaglia a campo aperto. E’ l’ultima emozione di una prima frazione frizzante, a cui è mancato solo lo scoppio.

Iemmello ha la palla del vantaggio, Monterisi punisce
Non ci sono cambi all’intervallo. Riparte forte il Catanzaro che al 51’ va vicino al vantaggio con Pittarello: di forza l’attaccante giallorosso riceve la sfera spalle alla porta, si gira e da buona posizione apre il tiro, ma la conclusione è ciabattata.
In campo c’è solo il Catanzaro. Transizione fiammante di Pontisso che manda in porta Iemmello: l’attaccante tutto solo calcia senza pensarci due volte ma trova la super risposta di Palmisani; sulla corta respinta si avventa Pittarello che al momento di impattare dalla sfera viene anticipato da Bracaglia (51’). L’ennesima azione di un Catanzaro che senza timore reverenziale dimostra tutto il suo carattere.
La reazione del Frosinone si accende sui piedi di Kvernadze (56’) con l’attaccante giallazzurro colpisce male spedendo alto. Ma è nella stessa azione che la partita cambia: intervento scriteriato di Frosinini su Cichella in ritardo che ha la peggio – Dionisi aveva applicato il vantaggio -, il Var richiama Dionisi al termine dell’azione e decreta per il rosso diretto del laterale giallorosso. Catanzaro in dieci al 59’ ma le proteste non si placano con Dionisi che concede la punizione dal punto del fallo non ravvisato inizialmente su Cichella: peccato che l’azione si era conclusa, avendo dato il vantaggio. Decisione a dir poco nebulosa della direzione di gara ma il Catanzaro continua a reggere l’urto.
Aquilani mette mano alla panchina e al 61’ ridisegna lo spartito: fuori Iemmello e Pontisso, dentro Verrengia e Rispoli.
L’inferiorità numerica appesantisce la gara, resa nervosa da continui interventi che rasentano l’agonismo. Brutta entrata di Calvani su Cisse al 65’, giallo per il difensore laziale.
È un Catanzaro che sembra prestare il fianco in questa fase di gioco, complice l’espulsione di Frosinini che ha inevitabilmente consegnato alle Aquile una gara dal livello di interpretazione ancora più difficile di quanto non lo fosse. Il Frosinone, dal canto suo, attacca ad ampio raggio provando a scardinare una difesa, quella ospite, fin qui perfetta.
Si esalta Pigliacelli al 70’: giocata balistica notevole di Raimondo che, spalle alla porta, stoppa e calcia in girata al volo ma il numero uno giallorosso dice di no con la mano di richiamo.
Alvini si gioca le carte Gelli, Marchizza e Cittadini: fuori Kvernadze, Anthony Oyono e Calvani. Dionisi ammonisce Pigliacelli al 73’ per aver ritardato la ripresa del gioco. E l’equilibrio permane anche sul taccuino degli ammoniti: giocata ubriacante di Favasuli che sterza sul centro-sinistra, converge verso la trequarti e si invola verso la porta venendo abbattuto da Cittadini. Giallo anche per lui e interessante calcio di punizione per il Catanzaro sui venti metri circa: va Petriccione alla battuta ma la conclusione si spegne sulla barriera.
Con l’incoscienza dei più giovani – Cisse e Favasuli su tutti – e la grinta del suo gruppo, il Catanzaro rialza i giri del motore e mostra ancora una volta che le cinque vittorie consecutive non sono un caso. In campo sembra di assistere a un perfetto 11 contro 11, con le Aquile a sopperire la mancanza di un uomo con carattere.
Qualche perplessità al 79’ con il calcio d’angolo a favore del Catanzaro: Dionisi ammonisce Petriccione, reo di aver perso tempo. Giallo pesante per il play giallorosso che era diffidato e salterà la trasferta di Venezia.
E i dubbi permangono al minuto 81. Calcio d’angolo a favore del Frosinone, tra lo scetticismo generale: Calò disegna una parabola arcuata per Monterisi che impatta di testa e trafigge Pigliacelli. Vantaggio Frosinone, nonostante le immagini – anche in presa diretta – evidenzino una cintura del capitano giallazzurro su Antonini in fase di elevazione. Tutto da rifare per il Catanzaro, trafitto in una partita giocata con personalità.
Aquilani irrobustisce allora l’attacco: dentro Liberali e Pandolfi, saltano gli schemi. Il Frosinone bada alla sostanza, poggiando sui piani sull’ostruzionismo la sua condotta di gara. Nei sette di recupero c’è spazio pure per Nuamah: il Catanzaro fatica a dare efficacia ai suoi attacchi, mancando di lucidità e avvolta da un nervosismo seppur comprensibile ma deleterio.
Il risultato finale è una stretta conseguenza: ripartenza Frosinone, fa tutto da solo Ghedjemis che supera Pigliacelli a pochi secondi dal triplice fischio (96′). Frosinone campione d’inverno e tabù “Stirpe” che si conferma per il Catanzaro. Una gara che avrebbe potuto continuare a dare gioie in questo percorso esaltante ma gli episodi – sia quelli costruiti che quelli subiti – hanno raccontato altro. Sabato a Venezia l’atteso riscatto.





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