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Il Punto | Saper perdere, aiuta a vincere: nessuna rassegnazione!

Scritto da  Giuseppe Mangialavori Mar 14, 2022
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Il Catanzaro stecca nella partita più importante della stagione, che deve però ancora finire...

Sconfitta figlia di più concause: dall’arbitraggio del sig. Feliciani (già preventivato sin dalla sua designazione e non per essere prevenuti) all'attuale fragilità caratteriale dei giallorossi di Vivarini, l'ansia da prestazioni (in calo nell'ultimo periodo) in tutto l'ambiente. Nonostante un "Nicola Ceravolo" tornato a ruggire come ai vecchi tempi, stracolmo di passione e di speranza, anche dal lato ospite, la fragilità caratteriale della squadra è quella che più ha destato preoccupazione e meraviglia: dopo il rigore causato dall’ingenuità di un Bayeye in evidente difficoltà al cospetto dell'esperto D'Errico, i fari giallorossi si sono affievoliti e quasi spenti, così come il calore sugli spalti. Da capire ma da non giustificare questa reazione con ancora un tempo da disputare.

E quest’ultimo aspetto è quello che più fa riflettere, soprattutto in ottica playoff: una pericolosa rassegnazione associata a poca lucidità a partita ancora in corso e con il risultato aperto! A tale proposito, bisogna dare atto a mister Vivarini di avere fatto - a giusta ragione - da pompiere anche quando gli entusiasmi legittimavano grandi speranze. Come nel girone d'andata fu determinante la defezione per infortunio di Rolando, nel girone di ritorno lo è stata quella di Martinelli, ieri sia pur presente ma in condizioni fisiche a dir poco precarie. Ed a proposito di defezioni c’è da sottolineare quella di Branduani, assente da parecchio tempo, forse troppo, per quanto il pur bravo Nocchi abbia provato a non farlo rimpiangere.  Tuttavia, da quando il numero uno dei giallorossi è assente, la difesa non appare così sicura come prima: semplice casualità? Corsi e ricorsi che riportano la memoria allo scorso campionato quando un'indecisione di Di Gennaro costò l’uscita anticipata dai playoff, nella medesima porta in cui D’Errico ha messo a segno il gol vittoria barese. Il portierone titolare, che proprio lo scorso 8 marzo ha compiuto 33 anni, è out dal 22 febbraio scorso. Quali le cause di un’assenza così prolungata? Quesiti che richiederanno uno sforzo in più per mister Vivarini che ha mal digerito la prestazione del direttore di gara, tra l'altro suo conterraneo. Con la solita eleganza, il mister giallorosso in sala stampa non ne ha fatto troppo mistero, mettendo in evidenza gli episodi che hanno generato la sconfitta. Ha fatto altresì bene a rimarcare come il campionato non sia finito perché ci sono ancora un secondo posto da difendere ed i playoff da disputare in condizioni psico-fisiche (ci si augura) all’altezza delle situazioni. 

Per rimettere le cose a posto bisognerà riprendere la mira per indirizzarla al nuovo obiettivo (secondo posto) e con rinnovato entusiasmo da parte di tutti, tifosi inclusi. Troppo arrendevole l’atteggiamento di tutti nel big match andato di scena al Ceravolo, come si trattasse di un copione visto e rivisto. Come se la paura di vincere tormentasse addetti ai lavori e non. Così non va bene perché si fa molto presto a decidere di buttare nel vicino Ionio tutto quello che di buono si è fatto. Prima, tutti campioni. Dopo tutti brocchi? Forse la verità sta a metà strada e non per nulla il mister ha richiamato più volte tutti ad un sano equilibrio nelle valutazioni nei tempi in cui, complici le ubriacature dei galletti di mister Mignani, il Popolo giallorosso ha iniziato a sognare ad occhi aperti.

Nei corsi e ricorsi, così come lo scorso anno, l’oramai ricorrente “post Palermo”, quest'anno a dare la carica e catechizzare i giocatori ci ha pensato mister Vivarini che a partire dalla trasferta di Catania, ha iniziato una rimonta miracolosa stoppata a Monopoli. Il miracolo è rimasto ora incompiuto, ma ancora ci sono i playoff che possono salvare una stagione iniziata con errori di valutazione imperdonabili, pesati non poco sulle casse societarie, con  un girone di andata letteralmente sprecato. Molto spesso la sorte non concede troppe chances: il nuovo mister chiamato al capezzale di un ammalato grave, lo ha resuscitato con il lavoro, diamogli una mano a non gettare alle ortiche il buon lavoro fatto. Saper perdere aiuta a vincere.

Con rinnovato entusiasmo: avanti tutta Catanzaro!

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