Un film sul Catanzaro, dalla fondazione a oggi: “Un viaggio nel tempo, spero che qualcuno lo possa distribuire”

Un film sul Catanzaro, dalla fondazione a oggi: “Un viaggio nel tempo, spero che qualcuno lo possa distribuire”

Si chiama “Gli anni d’oro del Catanzaro” ed è l’ultima fatica di Vittore Ferrara che racconta in esclusiva ai microfoni de Il Giallorosso: “Un racconto che rende onore”

“Gli anni d’oro del Catanzaro”, di cosa tratta

Dal 1908 ad oggi, tutti d’un fiato in due ore di filmati, retroscena e racconti che fanno brilluciccare gli occhi da così tanta fierezza. “Gli anni d’oro del Catanzaro” è l’ultima fatica di Vittore Ferrara: il giornalista e documentarista catanzarese ha finito in queste settimane la produzione di uno dei contributi più importanti sulla storia giallorossa.

Vittore Ferrara con il maestro Ennio Morricone

Un viaggio scandito dalla memoria degli anni più lucenti delle Aquile, tra i vicoli nascosti della sua città con le usanze delle epoche attraversate dalla cinematografia. “Si tratta di un vero viaggio nel tempo – spiega Ferrara in esclusiva ai nostri microfoni de Il Giallorosso -, che racconta gli usi e i costumi di epoche diverse attorno la gloriosa squadra giallorossa, un viaggio nei racconti dei protagonisti di questa città che ha subito trasformazioni e modifiche nel tempo, storie dimenticate ma raccontate con grande passione ed amore per questi colori”.

Alcune delle immagini utilizzate

Un viaggio nel tempo che parte da lontano, dalla Scalfaro e la Braccini, due squadre che daranno vita all’epopea catanzarese. “Partiamo da un periodo in cui non c’era una squadra ma solo due squadre che facevano calcio a livello dilettantistico: con l’avvento del Barone Talamo nacque nel 1927 la Catanzarese, sulla scia della fusione tra la Scalfaro e la Braccini. Il nostro primo allenatore, il magiaro Géza Kertész, a portarci in Serie B e una storia che con l’arrivo del presidente Ceravolo divenne gloriosa. Si racconta della prima promozione in B con Ceravolo presidente nel 1949-50, la seconda negli anni Sessanta con un aneddoto molto speciale di Dino Bigagnoli, il terzino roccia giallorosso, su Nicola Ceravolo e ovviamente gli anni della A. C’è anche spazio per la storia di Piero Ciampi e il suo lavoro insieme ai suoi amici e al cantautore catanzarese Pino Pavone: si conobbero in Calabria e frequentando le spiagge di Copanello e della nostra bella Calabria scrissero la canzone “Aquile”. Parliamo della metà degli anni Settanta e Pino Pavone che si portò in giro per l’Italia Ciampi, un livornese, a tifare Catanzaro”.

E poi ancora Palanca, la mitica squadra del 1981-82 guidata da Bruno Pace che stabilì il miglior piazzamento in Serie A della nostra storia oltre alla semifinale di Coppa Italia con l’Inter. “L’epoca Albano – aggiunge Ferrara -, gli scontri con il Cosenza, la presidenza Cosentino e la promozione in C1. E poi, finalmente, si arriva alla bellissima promozione in Serie B dell’ultimo presidente Floriano Noto, che ha raccolto un’eredità non facile e ha fatto rinascere in questa piazza l’amore per il Catanzaro. Guardando al futuro c’è una proiezione su Pietro Iemmello”.

“Ricostruito fotogramma per fotogramma, un lavoro di 2 anni”

Un lavoro immane che porta con sé una storia immensa, avvolta nei fotogrammi delle pellicole in bianco e nero, dei filmati in Super 8 e di patine ingiallite che trovano nuova, verde, vita grazie all’uso dell’intelligenza artificiale. “Parliamo di un lavoro durato due anni. Abbiamo ricostruito fotogramma per fotogramma le pellicole che hanno rivissuto così una seconda giovinezza. Ho fatto un racconto che ha tanti episodi, i quali appartengono alla città, in questo filmato vedremo la città come si è trasformata con usi e costumi. In ogni epoca si evolve con i racconti e le immagini che ho digitalizzato grazie anche ai miei collaboratori: i miei figli Lorenzo e Andrea Ferrara, Pino Iannì e Pietro Macchioli con cui abbiamo utilizzato l’intelligenza artificiale per ricostruire e animare le foto storiche. Tutto questo è stato reso possibile anche grazie all’aiuto dei vecchi cineoperatori di Catanzaro Vittorio Letizia, Pino Ranieri e Aldo Paparo che girò i filmati negli anni Sessanta, dello stadio Militare e di come sorgeva. E un grazie, doveroso, anche a chi mi ha aiutato per la collaborazione giornalistica: Sergio Dragone, Antonio Ludovico, Giuseppe Ranieri, Aurelio Fulciniti, Carlo Talarico e Sasà Costantino”.

Manca un produttore: “Disponibile anche a parlare con Comune e società”

Il film è pronto e finito. Manca però un tassello fondamentale: un produttore che possa distribuire il film. “Resta da trovare chi possa accettare il film, prenderlo e dargli vita. Si tratta di un prodotto che riguarda tutta la comunità di Catanzaro, è un racconto della nostra città. Per questo, mi rivolgo anche alla società del Catanzaro Calcio o anche allo stesso Comune di Catanzaro: il film è a disposizione”.

Qual è il messaggio che vorresti che passasse con questa tua opera? “Che quando vedrai questo lavoro resterai colpito dalla nostra storia, sentirai l’orgoglio di tifare questa storia. Un racconto che ti rende onore”.

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