Catanzaro-Avellino: Il “Ceravolo” si prepara a una notte da playoff
Catanzaro contro Avellino, non è soltanto un turno preliminare playoff: è una sfida carica di significati, di incroci emotivi e di pressioni diverse. In palio c’è la semifinale contro il Palermo, una delle grandi favorite per la promozione, ma soprattutto la possibilità di continuare a inseguire il sogno Serie A.
Il Catanzaro arriva all’appuntamento con due risultati su tre a disposizione. Il regolamento premia il miglior piazzamento in classifica: in caso di parità dopo i supplementari sarebbero infatti i giallorossi a passare il turno. Un vantaggio non banale, soprattutto in una gara secca dove la tensione rischia di pesare più della qualità tecnica, ma non bisogna affatto cullarsi di questo perché un pareggio sarebbe difficile da gestire fino alla fine e soprattutto non sarebbe un gran biglietto da visita per la semifinale. Ma di questo ne sarà certo il grande condottiero di questo splendido Catanzaro, mister Aquilani!

I giallorossi, pur chiudendo la regular season senza particolari assilli di classifica, ha avuto il merito di gestire energie e uomini chiave. Il gruppo giallorosso ha mostrato durante l’anno identità, palleggio e personalità, soprattutto in casa, dove il “Ceravolo” è tornato a essere un fortino capace di trascinare emotivamente la squadra. Diverso il percorso dell’Avellino. I biancoverdi si presentano ai playoff con l’entusiasmo di chi sente di avere poco da perdere e tanto da guadagnare. I “Lupi” irpini arrivano in Calabria con fame, intensità e orgoglio. E proprio il simbolo del lupo crea un curioso parallelismo con il grande rivale storico del Catanzaro, il Cosenza , da sempre identificato anch’esso con il soprannome dei “Lupi”. Per una notte, dunque, il Catanzaro si ritroverà ancora a sfidare dei “lupi”, seppur di colore e provenienza diversa. Un dettaglio simbolico che inevitabilmente accende ulteriormente la tensione emotiva della vigilia tra tifoserie calde e passioni profonde.
L’impressione è che il Catanzaro abbia qualcosa in più sotto il profilo tecnico e ambientale. La pressione sarà forte, ma il pubblico giallorosso conosce il peso di queste partite e spingerà all’interno del suo tempio, il “Nicola Ceravolo”, la squadra dal primo all’ultimo minuto. L’Avellino, invece, dovrà convivere con un obbligo preciso: vincere, non esistono calcoli per i biancoverdi. E questo potrebbe aprire spazi ideali per le ripartenze delle Aquile.

Poi ci sono le storie dentro la storia. Gli ex sono inevitabilmente il sale della vigilia. Tommaso Biasci torna da avversario nello stadio dove è diventato simbolo della rinascita giallorossa. Gol pesanti, promozione, playoff: a Catanzaro il suo nome evoca ricordi recentissimi. Anche Dimitrios Sounas ritroverà il suo passato. Il greco era uno dei leader emotivi del Catanzaro “dei miracoli” in Lega pro, uomo di corsa e carattere, amatissimo dalla tifoseria. Stavolta, però, saranno accolti da avversari in una serata che non concede spazio ai sentimentalismi.
Curiosamente, molti nell’ambiente catanzarese ritengono che il Cesena sarebbe stato un avversario più gestibile: i romagnoli nel finale di stagione erano apparsi meno brillanti e più vulnerabili mentalmente rispetto ad un Avellino che invece arriva con energia, fisicità e con quella leggerezza tipica di chi sente di avere già fatto il proprio dovere. Ed è proprio questo il principale (e forse unico) pericolo per il Catanzaro.
La sensazione è che sarà una partita bloccata, nervosa, probabilmente decisa dagli episodi. Il Catanzaro parte favorito per qualità, fattore campo e vantaggio regolamentare, l’Avellino ha l’atteggiamento della squadra che può complicare tutto. E il Palermo, in semifinale, osserva già con attenzione…
Con coraggio, consapevolezza e la giusta dose di umiltà, andiamo a conquistarci questa semifinale playoff!



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