Il Punto | Aquile, una coperta (di qualità) troppo corta?

Il Punto | Aquile, una coperta (di qualità) troppo corta?

Il Catanzaro ritorna nell’alveo della normalità (o meglio) torna a guardare all’obiettivo di inizio stagione. Il miracolo dell’ottimo Aquilani si è interrotto dinanzi alle due immeritate sberle rimediate in casa delle due battistrada del campionato dove le carenze dell’organico finora rimaste sopite grazie alle vittorie consecutive ma soprattutto alle soluzioni tattiche dell’allenatore romano, sono emerse a ragion veduta.

Comune denominatore delle ultime stagioni, gli interpreti storici di una rosa che ha bisogno di forze fresche: Iemmello, Brighenti, Petriccione, Pontisso, rappresentano infatti la continuità, da tre anni spina dorsale del Catanzaro, da Vivarini a Caserta ed ora ad Aquilani. Buon per lui (e per tutti noi) che il neo tecnico giallorosso abbia trovato il bandolo della matassa adottando un modulo di fatto 3-6-1 (3-7) nel quale la squadra gioca necessariamente corta , con un Iemmello a tutto campo ma che arriva spesso scarico in zona gol; Cissè che in quel di Verona occupava la posizione di prima punta, dà una mano e ripiega a centrocampo e lo stesso Pittarello diventa uomo di quantità arretrando il suo raggio d’azione. L’ultimo gol arrivato su azione da un attaccante, proprio quello del buon Filippo nella gara casalinga al cospetto del Cesena di Mignani. La gran parte delle rimanenti segnature sono arrivate da inserimenti dei centrocampisti o dei difensori (vedi Cassandro), con i giallorossi disposti a non dare punti di riferimento all’avversario di turno. E con un Favasuli potenzialmente pronto per la categoria superiore.

Se la coperta è troppo corta in qualità, non lo è in quantità: ben trenta giocatori in rosa, molti dei quali arrivati nel capoluogo con la formula del prestito, rimasti al palo perché non funzionali al progetto, ma i loro stipendi pesano ugualmente sulle casse societarie :  a Venezia come a Frosinone, due regali offerti dalla fascia sinistra, ancora orfana di interpreti all’altezza della cadetteria. Inesperienza? Superficialità? La salvezza non è stata ancora conquistata e lo scricchiolio delle ottime prestazioni, malgrado i zero punti conquistati, potrebbe essere pericoloso. Urge dunque mettere mano a questa rosa senza attendere gli ultimi secondi del mercato di gennaio perché – la recente storia insegna – il rischio di non riuscire alla fine ad alzare la famigerata “asticella”, è alto!

Lo snellimento della rosa e soprattutto l’acquisto di un attaccante di cadetteria, di un esterno sinistro e di un difensore, richiedono la massima urgenza anche in relazione alla futura stagione. Antonini e Petriccione arrivarono nel mercato invernale e malgrado Aquilani intelligentemente tenga la bocca cucita sul tema mercato, un Progetto serio , anche pluriennale, ha la necessità di apporre mattone su mattone nell’organico e una visione chiara. Dal mercato si capiranno quali sono gli orizzonti nel breve e soprattutto nel lungo periodo, perché montare e poi smontare a fine stagione non porta a nessun risultato.

La gara con la Sampdoria si prospetta già come fondamentale se si vuole rialzare la testa e riconquistare il sorriso smarrito per le due sconfitte immeritate. Bisognerà tenere alta la concentrazione così come ha sentenziato il mister giallorosso in sala stampa, anche perché le ingenuità non sono ammesse in questo campionato che non perdona.: il Ceravolo dopo le due trasferte consecutive è pronto a riabbracciare le Aquile che certamente faranno di tutto per riprendere il loro volo.

Avanti tutta Catanzaro!

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