Temperamento, appartenenza e voglia di esserci. La panchina di Polito

Temperamento, appartenenza e voglia di esserci. La panchina di Polito

Non avrà messo piede in campo, ma Ciro Polito la sua partita l’ha giocata eccome. Contro la Carrarese, il direttore sportivo del Catanzaro è rimasto per tutti i novanta minuti in panchina, trasformandosi nel più classico dei “panchinari di lusso”.

Solo che, nel suo caso, la panchina è tutt’altro che sinonimo di tranquillità. Polito vive la gara con la solita intensità, con quella carica che lo porta a partecipare, soffrire, incitare e trasmettere energia. Seduto sì, spettatore certamente no.

Il suo ruolo è diverso da quello dei calciatori, ma la sua presenza a bordo campo racconta molto del personaggio: temperamento, appartenenza e voglia di esserci. Anche dalla panchina, Polito sembra pronto a entrare in campo da un momento all’altro.

E forse è proprio questa la sua forza che trasmette ai giocatori un campo: non servono novanta minuti con gli scarpini ai piedi per farsi sentire.

Grande direttore!!

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