L’ultima idea del Como: “Biglietti gratis in curva”. E a Catanzaro come siamo messi?
C’era una volta quel ramo del lago di Como, dove una proprietà straniera faceva sognare a occhi aperti la piazza lariana. Il profumo dei soldi inebriato da quella che, poco a poco, sta diventando una realtà competente e capace di attrarre i futuri campioni in un contesto, quello di Como, quale invidiabile cartolina turistica per lo star system.
L’ascesa del Como
Della forza imprenditoriale dei fratelli Hartono ne hanno scritto i principali quotidiani nazionali: la proprietà più ricca della Serie A, con un fatturato che secondo Forbes si aggira intorno ai 48 miliardi di dollari grazie a investimenti tra il settore bancario e quello del tabacco dove la loro storia è cominciata. Ma qui si parla anche della capacità: perché di società che spendono e spandono ne sono nate a profusione mentre a Como sembra che i miliardari indonesiani abbiano tutta l’intenzione di non fare il passo più lungo della gamba.
Dal 2019 all’interno del contesto lariano, il Como ha vissuto una graduale ascesa su tutti i fronti. La promozione di due anni fa in Serie A – e noi del Catanzaro ne sappiamo qualcosa -, la creazione di un progetto editoriale multimediale che racconti tutti i giorni Como e le sue squadre e poi l’attenzione per il calcio femminile con l’acquisizione del titolo dal Chievo Women e l’avvio ai nastri di partenza, dal prossimo anno, del campionato di Serie B 2025-26. Il progetto del Como vira anche su figure di riferimento: su tutte il presidente Mirwan Suwarso mentre a livello tecnico lui, Cesc Fabregas.
Per capire la forza e la serietà del progetto Como, bisogna tornare indietro di qualche settimana. Di quando l’Inter, per ripartire dalla delusione post Champions, aveva trovato nell’ex calciatore di Arsenal e Barcellona tra le altre, il successore di Simone Inzaghi. I contatti, l’apprezzamento di Fabregas e qualche avvicinamento non sono bastati a far tergiversare la proprietà lariana che ha detto chiaramente di poggiare il futuro sulle idee di Fabregas. E non c’è stata tanta obiezione nerazzurra, in un comprensibile gioco di forze e rapporti in campo dove a fare voce grossa è stato il Como. La squadra neopromossa, decima nel suo ritorno in massima serie, a fronte della squadra detentrice dello Scudetto.
Insomma, soldi sì per sviluppare un progetto ma anche idee e solidità. Una visione che stuzzica il panorama internazionale. È di questi giorni l’inaugurazione al “Sinigaglia” della prima edizione della Como Cup: un torneo internazionale dove sulle sponde del lago si stanno affrontando squadre come Celtic, Ajax e Al-Ahli insieme ovviamente ai ragazzi di Fabregas. “Non credo nelle amichevoli in cui vinci 10-0, non si impara molto. Cerco test di altissima qualità, perché ti obbligano a stare sempre al massimo per vincere”, questo quanto dichiarato dal tecnico in conferenza stampa. E poco importa se lo stadio sia stato o meno riempito, nel periodo di ferie e calura estiva, perché la società dalla sua ha una visione e la tiene a sé. “Se dobbiamo spendere soldi per andare via, meglio investirli per portare qui club importanti”, ha dichiarato giorni fa il presidente Suwarso.
A Como entro tre anni biglietti gratis in curva e a Catanzaro?
L’ultima idea del club potrebbe somigliare a una provocazione: biglietti gratis in curva. A spiegare i contorni di questa iniziativa è stato proprio il presidente Suwarso ai colleghi della Provincia di Como: “Tramite l’arricchimento del pacchetto dedicato alle aziende e alle sale Vip, contiamo di abbassare progressivamente il prezzo dei biglietti per i settori più popolari. L’obiettivo è arrivare alla curva gratis in tre anni”.
Qualcosa di mai visto in Italia, almeno nell’ambito professionistico. Il Como parrebbe intenzionato a emulare il modello Fortuna Dusseldorf, in Germania. “Giocano in Seconda Divisione e hanno creato il programma Fortuna fur alles, puntano a offrire gratuitamente le partite. Clamoroso? Fattibile”. Nel frattempo, però, ad alimentare i dubbi se questa sia soltanto propaganda c’è l’altro risvolto della medaglia con i biglietti che quest’anno hanno fatto registrare un rincaro. Suwarso sempre al quotidiano locale ha tuttavia precisato che il rincaro si è reso necessario per “far fronte ai costi e a un impianto di dimensioni ridotte, in attesa di poter far partire il “progetto Fortuna”.

E a Catanzaro potremo mai vedere un’iniziativa simile? La stretta attualità rimanda all’utopia di tale progetto ma nella vita non si sa mai. Chiaro anche che a dipendere sulla realizzazione di tale progetto è il contesto. Se a Como pensano di poter far entrare i tifosi gratis è perché nello scenario economico e finanziario il Como può fare altri ragionamenti, non essendo vincolati strettamente da ricavi. Certo, la lungimiranza imprenditoriale dei boss lariani ha mostrato di non restare ancorati a logiche stereotipate – del capo padrone che caccia i soldi solo per il gusto di cacciarli -, anzi ha mostrato i segni di una filosofia utilitaristica. Con il pensiero della curva, il settore più popolare di uno stadio nell’accezione originaria, con il benestare ovviamente degli altri settori, “rei” di pagare. Oltre al fatturato, una grossa fetta di questa analisi può essere fatta andando a considerare il comparto degli sponsor, ad alimentare entrate senza la voce di spesa dei tifosi.
A Catanzaro, bisogna riconoscere, che molto è stato fatto dall’avvento dei Noto in termini di campagna marketing e di sponsor con tante piccole e medie attività commerciali a sostenere le Aquile. Ma da qui a pensare ad altro, alla possibilità che gli sponsor o altre voci di entrata possano sostituire il costo dei biglietti della curva, ce ne passa. In gioco sembra esserci anche una questione culturale, del nostro Paese: dove il bene collettivo è spesso messo in secondo piano, di fronte all’egoismo e alle necessità individuali. È giusto che chi va in curva non paghi e io magari che vado in un altro settore debba pagare? Magari il doppio per ricalibrare il vuoto economico della curva? La realtà racconta anche altro, ci mancherebbe. Ad esempio, di società che in passato e anche oggi mettono a disposizione biglietti a favore dei gruppi organizzati. Una logica di opportunismo, qualcuno potrà obiettare, ma che ha l’intento mirato di non disperdere quello che è il cuore pulsante di uno stadio: la curva, lì dove il tifo ha il compito di spingere una squadra.
La campagna abbonamenti tocca quota 2mila
Aspettando se il progetto Como decollerà, non resta che ripartire dalle certezze. Da fatti concreti. A Catanzaro è partita la campagna abbonamenti, con la scelta della società di non ritoccare i prezzi. Una scelta intelligente, sicuramente calmierata dal mancato impatto dei lavori del Ceravolo che partiranno a fine stagione. L’auspicio è di poter eguagliare il record dei 6mila dello scorso anno: al momento la quota ha toccato le 2mila anime. C’è tempo fino al 29 luglio per la prelazione dei vecchi abbonati, poi il 30 e il 31 luglio la possibilità sempre per gli abbonati dello scorso anno di cambiare settore mentre dal 4 agosto sarà vendita libera. Siamo sicuri che gratis o meno, l’apporto dello stadio con la sua magica Curva Capraro non mancherà.



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