Venti giorni alla fine del calciomercato: cosa manca a questo Catanzaro?

Venti giorni alla fine del calciomercato: cosa manca a questo Catanzaro?

Una punta da doppia cifra o un altro esterno? Cosa serve a questo Catanzaro? L’analisi reparto per reparto, postulando sul vecchio adagio del gioco delle coppie

Meno di due settimane all’inizio del campionato, poco più di tre dalla fine del calciomercato. Date che si sommano al bagliore della nuova stagione del Catanzaro, lasciando sul crinale della riflessione sensazioni contrastanti. Se da un lato è vero che le Aquile hanno ben figurato nei test pre-season – e francamente non ci sarebbe ragionevole motivo, ad oggi, per sostenere il contrario con il progetto tecnico del tutto rinnovato appena avviato senza gravi contraccolpi in termini di prestazione e risultato -, dall’altro il pensiero (misto a curiosità) è se da quel mercato così fagocitato di entrate è lecito aspettarsi ancora qualcos’altro.

Aquilani e un diktat impregnato di saggezza

Mister Aquilani, in sede di conferenza stampa di presentazione, aveva esposto le sue idee sulla gestione del gruppo: massimo 25 elementi, nessuno di più ma neanche di meno. Come se, in cuor suo, l’attento Aquilani avesse centrato uno dei temi più viscerati sull’inizio fiacco e stentato di Fabio Caserta in giallorosso: quello dei troppi giocatori in rosa. L’anno scorso, quasi di questi tempi, ci ritrovavamo trenta elementi in rosa, di cui cinque arrivati quasi sul gong nell’ultima giornata, e i primi grattacapi da affrontare sull’adattamento e la possibilità di impiegare tutti. Senza creare scontentezze e tenere un livello di attenzione e prestazione alto in chi non giocasse sempre. Ripetere lo stesso errore, a distanza di dodici mesi or sono, sarebbe oggi delittuoso ma soprattutto poco intelligente.

Perché forse, a differenza della passata stagione, l’acquisto in più potrebbe risiedere nel volume del gioco tanto caro ad Aquilani. In parole semplici: meno figurine, intese nell’individualismo dei giocatori più rappresentativi, e più coralità. Con il gioco a colmare i comprensibili gap tecnici, insiti nel raffronto con quelle che – almeno ai nastri di partenza – saranno indicate le big della categoria. Tanto per intenderci, Palermo e company.

L’analisi della rosa attuale del Catanzaro

A venti giorni dalla fine del mercato la situazione in casa Catanzaro è frastagliata. Ancora qualche giocatore da piazzare in uscita – tra loro la priorità è legata ai calciatori promossi dalla Primavera che dovrebbe uscire per andare a farsi le ossa nel mondo dei Pro, seguendo l’esempio di Maiolo alla Cavese -, qualche altro invece da salutare in via definitiva (Biasci è oggetto prezioso e caldeggiato nelle discussioni social: su di lui ci torneremo più avanti). Guardando reparto per reparto, la rosa offre tre portieri secondo un ragionamento tecnico simile agli anni passati: Pigliacelli l’indiscusso titolare, accanto a lui i giovani Marietta (che vanta comunque diverse esperienze in Lega Pro) e Borrelli che potrebbe restare sulla panchina giallorossa per la terza stagione consecutiva, senza tuttavia aver collezionato presenze.

La difesa è il reparto finora maggiormente impegnato e segnato da cambiamenti importanti. Due le uscite che il Catanzaro ha registrato con Bonini e Scognamillo – e per uscite si intende i giocatori sotto contratto, non coloro che erano in prestito o hanno terminato la propria esperienza in giallorosso -, con un paio di punti fermi. Tra loro Antonini, che sembrava a inizio estate sul piede di partenza e invece intoccabile in queste prime uscite (la speranza è di rivedere l’Antonini maestoso nelle aree di rigore avversarie, così come avvenne al suo arrivo due stagioni fa, senza più infortuni tormentati), e l’highlander Brighenti. Trentasei compiuti giorni fa e la tenacia dei giorni migliori, la testimonianza di un calciatore d’altri tempi. Sulle fasce praticamente i primi colpi over messi a segno dal ds Polito con Di Chiara e Frosinini: prospettiva duplice, frutto anche di annate ed esperienze consumate diversamente tra loro, ma che hanno in comune la voglia di emergere nel Catanzaro. A loro si aggiungono anche i centrali Bashi, Bettella e Verrengia: tutti difensori centrali, adattabili ad ogni modo come esterni. Ragionando secondo il vecchio adagio del gioco delle coppie, la zona che sembra poter essere ancora implementata è quella delle corsie difensive, con i dubbi fisici che accompagnano le scelte di Frosinini e Di Chiara: chi come Frosini reduce da qualche intoppo nella passata stagione o chi come Di Chiara a cui è mancata la continuità in campo in questi anni.

Centrocampo, il reparto che tradisce aspettative

Centrocampo, il reparto che tradisce aspettative e anche qualche ansia. La più insistente è storia recente, con l’infortunio di Pompetti che ha rimescolato le carte oltre che i programmi di società e staff tecnico. I tempi di recupero non accettano miracoli e il play abruzzese non si rivedrà in campo prima di gennaio. Se è vero che il reparto offre già due registi dai piedi deliziosi come Petriccione e Pontisso, il gioco delle tre “P” manca di un centrocampista giovane, di visione e soprattutto che sappia dare dinamismo alla manovra. Questo il maggior grattacapo che sembra attraversare i pensieri ricorrenti di Polito: tanti i nomi che sono stati fatti – dalla suggestione Ghion ai ritorni di fiamma per Bianco e Amatucci -, con la realtà che al momento suggerisce prudenza prima di provare ad affondare il colpo. Ad ogni modo, il Catanzaro potrebbe pure puntare tutto sul giovane Rispoli – interessante la sua prova contro il Fasano, anche se è lecito aspettare il ragazzo su banchi di prova più stimolanti -, dando comunque per certo che in termini numerici dovrà esserci una pedina in più per non lasciare vuoto di rincalzi la zona nevralgica del campo. A dare respiro al centrocampo è arrivato di recente Favasuli, che dalla sua potrà garantire gamba e profondità: un elemento su cui la società ha investito con serietà, facendo firmare all’ex Viola un contratto di quattro anni.

Catanzaro, abbondanza sulla trequarti

Scorrendo verso le zone più calde, quest’anno a tornare in auge è la batteria dei trequartisti. L’atteggiamento tattico di Aquilani d’altronde non concede spazio a ulteriori interpretazioni: che sia 3-5-2, 4-4-2 o 4-2-3-1, il Catanzaro avrà nelle sue richieste quello di aprire il gioco sulle fasce. È proprio sulla trequarti che le Aquile hanno investito maggiormente: sono arrivati Alesi, Cissé, Nuamah, Seha e Liberali a cui aggiungersi il redivivo D’Alessandro (intoccabile quasi come Antonini nel pre-campionato), il confermato Buso e Volpe, oggetto del mistero che potrebbe salutare per accasarsi altrove. Si potrebbe obiettare sull’esperienza di alcuni di questi profili citati (a parte D’Alessandro), ma almeno numericamente la squadra sembra completa da questo particolare punto di vista. Chissà se il mercato regalerà altro.

Due considerazioni sull’attacco

Infine l’attacco. A parte la certezza, con Re Pietro Iemmello, il reparto offensivo presenta qualche dubbio. L’anno scorso il capitano ha tolto tante (troppe per chi scrive) volte le castagne del fuoco evidenziando un’avidità disarmante da parte dei colleghi. Chi rimasto fuori per scelte tecniche (vedi Biasci), chi lontano parente dalle precedenti esperienze (vedi Pittarello). Su loro il Catanzaro sembra volerci investire ancora, a meno che Biasci non vada via a fronte di una proposta ufficiale di qualche club interessato – e su questo gli ultimi giorni di mercato potrebbero essere risolutivi -, insieme al giovane Arditi che rappresenta sì un’incognita ma anche un’opportunità che stuzzica la fantasia. Iemmello a supporto di una giovane scommessa, pronta ad esplodere da un momento all’altro. Le coppie sono al momento rispettate con i giochi di ruolo delle staffette, ma sulla qualità e la quantità di reti che si potranno ottenere da questo reparto permangono delle grosse remore. Biasci rappresenta senza dubbio amore puro con la piazza giallorossa, l’incarnazione di un attaccante cuore e grinta, vuoi per la faccia del bravo ragazzo, vuoi anche e soprattutto per i tanti gol segnati con la camiseta giallorossa. Con quel numero 28 che tante volte ha riempito le immagini della Curva Capraro in festa. Dal canto suo, se Biasci dovesse partire, la necessità sarebbe senz’altro di trovare un suo sostituto all’altezza: un giocatore che garantisca la doppia cifra. Ma siamo sicuri che un investimento non possa essere fatto anche restando tutti così? Alzare a cinque lo slot degli attaccanti centrali, in altre parole. Pittarello ha sete di rivalsa dopo un solo gol segnato l’anno scorso, Arditi è una scommessa da vincere, mentre Iemmello si ritroverà un altro anno sulle spalle, con tutto quello che può conseguire. Appellarsi ancora (e solo) allo Zar è la soluzione più funzionale? Su questo crediamo che la società possa fare uno sforzo importante.

Insomma, sarà importante coltivare la semina del terreno senza farsi trovare impreparati qualora questi venti giorni dalla fine del calciomercato possano nascondere sorprese non preventivate. Un infortunio, una cessione dolorosa e chissà che altro. Avere il classico “piano B” aiuterebbe e non poco.

1 commento

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Enzo

manca una punta, un centrale di difesa e un centrocampista.

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