Catanzaro, pareggite senza fine: la rimonta contro la Juve Stabia si ferma a metà
Saliscendi di emozioni al “Ceravolo”, con i giallorossi insufficienti nel primo tempo. L’espulsione di Cacciamani cambia la partita, ma non basta l’assedio delle Aquile a frenare l’emorragia di X
Tra ossessione e desiderio di consacrazione. La vittoria è l’ingrediente più ricercato nella serata del “Ceravolo”, con il Catanzaro ad aprire insieme alla Juve Stabia la quinta giornata del torneo cadetto. Si rivede Brighenti, esordio stagionale per l’esperto centrale giallorosso. Fuori dall’undici iniziale Di Chiara con Antonini e Bettella a chiudere l’assetto difensivo. In mezzo al campo il totem Rispoli con Pontisso mentre sulle fasce il tecnico romano punta su Cassandro assieme a Favasuli. Davanti la grande sorpresa di questo primo scorcio di stagione Cisse – diventata piacevole conferma -, con Iemmello a supporto dell’ex di giornata Pandolfi lanciato dal primo minuto. Sfida tutta da seguire con l’alter ego Gabrielloni, nuovo alfiere delle Vespe di mister Abate. In panchina Oudin e D’Alessandro.
Doppio svantaggio stabiese e il Var toglie un rigore ai giallorossi
Muove subito palla il Catanzaro, con la Juve Stabia nel classico schieramento a specchio a fare da schermo alle sortite giallorosse. E’ una serata gradevole, con la brezza settembrina ad allietare i 8884 spettatori, di cui 87 ospiti.
La prima emozione del match è di marca ospite con Gabrielloni servito in profondità, Pigliacelli esce e l’attaccante stabiese calcia defilato con Antonini a respingere il pallone dritto in porta. Ma il numero nove era in offside (5’). Risponde Pandolfi al 7’ con una bella discesa sulla sinistra, l’ingresso in area però non sortisce effetto sperato.
Si fa preferire la squadra di Abate, scesa in Calabria con l’impronta del palleggio e forse più sgombra mentalmente a fronte di un Catanzaro (ancora una volta) contratto e poco preciso nel primo quarto d’ora di gioco. La manovra giallorossa fatica ad accendersi, non solo per merito di una Juve Stabia organizzata e ben messa in campo ma anche e soprattutto per un ritmo blando, senza cattiveria. È la stessa cattiveria che al 18’ mette Gabrielloni, servito ancora in verticale: la punta scatta sul filo del fuorigioco e si trova a contatto con Bettella; l’ex Como sterza sul sinistro e cade a terra. Per l’arbitro Sacchi non ci sono dubbi: calcio di rigore. Ingenuo Bettella, ammonito nella circostanza, debole la sua marcatura nell’uno contro uno. Gabrielloni va dal dischetto e spiazza Pigliacelli, siglando lo 0-1 Juve Stabia e la prima rete con i campani per l’attaccante marchigiano.
Lo svantaggio subito non scuote i ragazzi di Aquilani che subiscono per poco il 2-0 con Cacciamani su una transizione che ha visto inerme la difesa locale. Al 25’ però altro episodio chiave: Iemmello, spalle alla porta, serve l’accorrente Cassandro che dopo un contatto – piuttosto debole, a dire il vero – con Cacciamani viene sbilanciato. Sacchi anche in questo caso non ha dubbi e comanda il penalty per le Aquile: il Var però corregge la decisione perché il contatto nasce fuori area. Si torna a giocare e Confente smanaccia il cross di Pontisso salvando i suoi da altri pericoli.
Alla mezzora si unisce anche Antonini al registro degli ammoniti, reo di aver fermato in perfetto placcaggio Maistro a campo aperto. Catanzaro con i due centrali già ammoniti. La Juve Stabia, dal canto suo, si difende con ordine aprendo il gioco quando il Catanzaro rintuzza all’indietro non senza errori, sebbene i giallorossi non riescano ad approfittarne. Serve il 38’ per vedere la prima grande occasione del Catanzaro: Pandolfi protegge bene nel cuore dell’area di rigore la sfera, scarica per Cisse che calcia di prima intenzione trovando la deviazione di Carissoni in calcio d’angolo. Dal successivo schema risulta profondo il tracciante di Pontisso, Antonini stacca di testa ma la traiettoria è preda facile di Confente.
Se al Catanzaro mancano fame e precisione, la Juve Stabia fa scuola. Al 43’ le Vespe raddoppiano con una transizione perfetta: Stabile in mezzo al campo riceve e serve in profondità Gabrielloni, lasciato senza marcatura da Bettella: la punta vede l’inserimento tutto solo di Carissoni che entra in area e trafigge Pigliacelli sotto la traversa, tra i fischi del “Ceravolo”.
Ancora un’emozione prima dell’intervallo. Al 46’ Cacciamani stende Cassandro e già ammonito viene espulso: Juve Stabia avanti di due reti ma sotto di un uomo.
I gol giallorossi nella ripresa, nel finale Giorgini salva su Favasuli
Il canovaccio tattico prefigura un Catanzaro proteso all’arrembaggio nella ripresa. Triplo cambio di Aquilani: dentro Petriccione al posto di Rispoli, Verrengia per Bettella e Di Francesco per Antonini alla prima in giallorosso. Doppio cambio pure per Abate con Mosti e Reale.
Ci prova subito il Catanzaro, palla per Iemmello sul secondo palo con Carissoni che non si fida e prolunga in corner (46’). Dal calcio d’angolo flipper in area di rigore con Pandolfi che non riesce a schiacciare in porta quel tanto che basta la palla del possibile 1-2. Al 50’ gioia strozzata in gola per il pubblico giallorosso: Iemmello impatta di testa con la sfera che muove verso la porta, ma la traiettoria calpesta involontariamente sui piedi di Brighenti ed esce a lato.
Ma è il preludio al gol che arriva due minuti più tardi. Ancora un calcio piazzato, batte Pontisso e la palla arriva sulla testa di Verrengia che si eleva in cielo e schiaccia più in alto di Correia depositando il gol che accorcia le distanze. Interviene ancora il Var, questa volta per valutare il fuorigioco del centrale delle Aquile: l’attesa, quasi snervante, spazientisce il pubblico ma gol convalidato (56’).

La rete galvanizza i giallorossi, che per la prima volta in stagione sembrano essere finalmente un tutt’uno con l’afflato del pubblico, come auspicato da Aquilani alla vigilia. Si gioca a una sola porta, quella della Juve Stabia, e non potrebbe essere altrimenti, con il catino del “Ceravolo” a spingere i ragazzi di Aquilani. Discesa di Favasuli, palla dietro a Pontisso che calcia di prima intenzione ma sulla traiettoria si frappone Di Francesco rimasto a coprire la diagonale. Una grossa occasione questa. Cisse al 58’ disegna un tiro arcuato sul secondo palo, Confente respinge con i pugni.
Abate solidifica la cerniera di centrocampo inserendo Burnete, rilevando Gabrielloni: il numero 7 impiega trenta secondi per farsi ammonire, a causa di una gomitata alta ai danni di Brighenti. Il Catanzaro continua a spingere in un match ora più frammentato, complici diversi falli ravvisati in mezzo al campo con la Juve Stabia che vista l’inferiorità numerica sembra più badare a difendere e a far trascorrere in tutti i modi i minuti di gioco.
Ancora pericolose le Aquile. Botta da fuori di Petriccione al 66’, dagli sviluppi dell’ennesimo corner: respinge il muro stabiese. Fuori Pandolfi, dentro Pittarello: Aquilani se la gioca sulla fisicità. Bella azione imbastita dai giallorossi al 68’, Di Francesco inventa per Cisse che taglia alle spalle della difesa ospite e serve in mezzo ma l’assist non trova nessuna maglia catanzarese.

È un assedio premiato al 70’. Schema perfetto del Catanzaro: Cassandro scodella in mezzo per Pittarello, intelligente a staccarsi dalla marcatura e a fare da sponda per Iemmello che di piattone infila Confente. È 2-2, partita ripresa.
Si gioca sulle emozioni nervose di un match intervallato da continui scossoni: ammonito Carissoni per un’entrata ruvida su Di Francesco, espulsi per proteste Gerbo e Gaetano Nastro, elementi dello staff di Abate. Il Catanzaro non è domo e continua al piccolo trotto a spingere, rinfrancato dalla rimonta riuscita.

Sfiora il gol del sorpasso il Catanzaro. Minuto 76: Di Francesco riceve sulla sinistra e mette in mezzo per Iemmello che sfiora senza impattare la sfera. Viene cercato spesso il fantasista ex Palermo, libero di svariare sul fronte sinistro interscambiandosi di ruolo con Cisse nella trequarti stabiese. La Juve Stabia, attutito il colpo, prova ad anestetizzare la partita. Per riaccendere il confronto, Aquilani si gioca la carta Oudin a sette dalla fine. Trazione anteriore per le Aquile: Iemmello, Cisse, Pittarello, Di Francesco con Oudin.
Cala l’intensità sul terreno di gioco, tutto appannaggio della Juve Stabia che continua ad addormentare il match. Al Catanzaro sei minuti di speranza nell’extra-time per evitare il quinto pareggio di fila. Petriccione viene murato dalla difesa in fase di tiro, Cisse alza sopra la traversa (92′). Altra occasione al 94′: Di Francesco fa secco Piscopo e viene atterrato. Calcio di punizione di Oudin dal vertice alto destro, ma il traversone si spegne sul fondo. Pittarello prova il gol della domenica colpendo al volo un cross di Favasuli ma il tiro finisce a lato sul palo alla sinistra di Confente. Allo scadere Giorgini salva sul colpo di testa a botta sicura di Favasuli. E’ ancora il Var protagonista nella circostanza per giudicare l’intercetto di Giorgini, se regolare o meno: tutto regolare. Finisce così.
Se non è ora un’ossessione, la vittoria, poco ci manca.













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