“Match analysis”: il Monza di Paolo Bianco, prossimo avversario delle Aquile

“Match analysis”: il Monza di Paolo Bianco, prossimo avversario delle Aquile

Settima giornata di campionato per i giallorossi di mister Alberto Aquilani, impegnati in trasferta contro il Monza di Paolo Bianco.

Seconda trasferta consecutiva per le aquile di mister Aquilani, dopo il turno infrasettimanale contro la Sampdoria a “Marassi” valso il sesto pareggio stagionale. Il match contro i Doria è stato di fondamentale importanza perché restituisce comunque una squadra che inizia ad avere un’identità precisa, soprattutto nella fase di possesso, sia pur con evidenti problemi in fase realizzativa. Dopo sei giornate di campionato, la squadra giallorossa ha dunque collezionato altrettanti pareggi consecutivi: un percorso lineare, ma privo di slanci. Si tratta di un “record” a livello europeo e storico in B che dura da 92 anni (Spezia, stagione 1933-34).  Sei punti in sei partite, senza mai assaporare né la gioia della vittoria né il rammarico della sconfitta. Un equilibrio che, se da un lato testimonia una certa solidità difensiva, dall’altro evidenzia una preoccupante sterilità offensiva e una mancanza di incisività sotto porta. La rosa guidata da capitan Iemmello in fase realizzativa, al momento non ha dimostrato una sua precisa forza. Le aspettative di inizio stagione, che parlavano di ambizioni da play-off, si stanno lentamente scontrando con una realtà più grigia, da squadra che lotta per non retrocedere. Il possesso palla è la nota lieta ma la manovra appare spesso prevedibile, privo di guizzi, salvo l’accensione dei singoli, su tutti Cissé.

Il Monza, da par suo, dopo un avvio di inizio stagione promettente, regalando perle nelle amichevoli estive, in campionato è partito con tanta sofferenza, al punto tale da raccogliere 8 punti in 6 partite, bottino misero rispetto al desiderato. Il Ko casalingo contro il Padova ha lasciato grosso malumore nell’ambiente, al punto da mettere sulla graticola mister Bianco obbligandolo a vincere contro il Catanzaro, soprattutto dopo il pari contro l‘Empoli. La classifica, seppur corta, va rimpinguata di punti e, più in generale, una vittoria è fondamentale per ridare fiducia al gruppo e stabilizzare la posizione in panchina del tecnico ex Modena e Frosinone.

La redazione ilgiallorosso.info, rinnova la collaborazione con il match Analyst, presentando il tecnico Paolo Bianco e il suo credo tecnico-tattico.

Buona Lettura!!!

Brianteo Stadium | SCHIAVI S.p.A.

La 7° giornata del campionato di Serie BKT 2025-26 ha inizio sabato 04 ottobre con i match delle 15:00 “Venezia vs Frosinone – Monza vs Catanzaro – Bari vs Padova e Avellino vs Mantova”. Si conclude la giornata con il match di domenica delle 19:30, Modena vs Entella.

Ora passiamo al tema principale dell’articolo, come anticipato in apertura, vedremo di seguito come gioca il MONZA di mister Paolo Bianco: il suo modello di gioco, i suoi principi di gioco, le tattiche utilizzate e i moduli o sistemi di gioco nelle varie fasi.

Bianco ha un credo tattico ben definito: difesa a 3 come Tudor e come Juric, a cui si ispira. Il modulo di partenza è il 3-4-2-1. L’aggressione e il pressing a tutto campo, altra cifra distintiva, sono lezioni apprese da Gasperini.

Paolo Bianco, arriva alla guida del Monza quest’estate dopo la retrocessione del club lombardo dalla massima serie. L’obbiettivo della nuova proprietà è ritornarci il primo possibile. La scelta di Bianco è caratterizzata dal progetto di continuità tattica a mister Bocchetti e Alessandro Nesta. I due predecessori, adottavano un assetto difensivo a tre. Questo sistema prevede una difesa a tre, con due centrocampisti centrali e due esterni sulle fasce, supportati da due trequartisti a ridosso dell’unica punta“come sarebbe bello vedere a Catanzaro con Iemmello e Liberali/Cissè/Oudin dietro la punta Pandolfi/Pittarello”.

In fase offensiva, la squadra cerca di sfruttare le fasce laterali, con gli esterni che avanzano per fornire ampiezza al gioco. I due trequartisti hanno il compito di creare occasioni per l’attaccante centrale, cercando combinazioni rapide e inserimenti tra le linee difensive avversarie. Nonostante l’approccio propositivo, il Monza ha incontrato difficoltà nel mantenere l’intensità per l’intera durata delle partite, evidenziando cali di concentrazione nel secondo tempo. Inoltre, la squadra ha faticato a reagire dopo essere passata in svantaggio, mostrando una certa fragilità psicologica. Bianco è consapevole di queste problematiche e sta cercando soluzioni per migliorare la tenuta mentale e fisica dei suoi giocatori.

Il Monza può decidere, in base anche all’intensità del pressing avversario, se adottare una costruzione bassa oppure diretta. La costante possiamo notarla in fase di costruzione bassa in quanto l’azione, nella maggior parte dei casi, inizia proprio dal portiere il quale davanti a se vede sistemarsi la squadra con un 4+2 dove troviamo i due centrocampisti o in diagonale o in verticale l’un l’altro e mai piatti e troviamo l’esterno destro molto alto lasciando spazio al braccetto di destra di allargarsi e al trequartista di destra di calcare zone centrali del campo facendosi trovare pronto in caso di verticalizzazione in linea con l’esterno destro e l’altro trequartista e iniziare la prima azione manovrata. Notiamo come si tenda sempre a cercare uno dei due play che ha il compito di far sviluppare l’azione su una delle due fasce facendo avanzare la propria squadra.

In fase di rifinitura il Monza ha come obiettivo quello di essere molto pericoloso e cinico sfruttando i propri esterni e occupando l’area di rigore avversaria con la punta, i trequartisti e l’esterno opposto rispetto a dove si sta effettuando l’azione. In genere troviamo almeno 4/5 giocatori a riempire l’area.

L’approfondimento integrale insieme a pillole tattiche di match analysis, la storia del mister e il focus sui punti di forza e deboli dei lombardi, nel Settimanale in edicola o in formato digitale

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