Amarezza per tremila cuori giallorossi. Occorre reagire | Il Punto
Un misto di errori, tra lettura della gara ed arbitrali, confezionano la prima sconfitta stagionale del Catanzaro

Tremila cuori al Brianteo o U-Power Stadium che dir si voglia. Oltre al sold-out del settore ospiti, le tribune sono state prese d’assalto da sognatori giallorossi non proprio ripagati dai propri beniamini. Alberto Aquilani per la prima volta dall’inizio di stagione, conferma gli undici che mercoledì avevano impattato al Marassi con la Sampdoria: soluzione che ha ben ripagato il mister ma solo per una frazione di gara, salvo poi perdersi alle prime difficoltà . Segnale di una tenuta caratteriale a dir poco precaria.
Eppure il Catanzaro era riuscito ad andare avanti grazie al solito Cisse, divinamente servito nell’occasione da capitan Iemmello. Il Catanzaro sembra avere la forza per poter raddoppiare, ma la manovra è troppo lenta e si sviluppa solo per linee orizzontali, tanto è vero che quando in fase di ripartenza Cisse ha l’opportunitĂ di lanciare un compagno, non trova nessuno e spreca l’occasione. Ma le verticalizzazioni latitano nel modulo voluto dal tecnico. Corsi e ricorsi, storie giĂ vissute. La scorsa stagione nel prologo di Bari-Catanzaro scese in campo anche la proprietĂ per catalizzare quei processi che portarono a compattare spogliatoio e mister Caserta che successivamente abbandonò le sue idee votate al 4-2-3-1, per riesumare quel 3-5-2 che portò poi il Catanzaro alla conquista delle semifinali playoff.

Alberto Aquilani non è il tipo da accettare compromessi e lo ha dichiarato esplicitamente e a muso duro anche nelle varie press conference che hanno preceduto i sei pareggi e la sconfitta in terra lombarda. Se a lui viene garbatamente posto qualche quesito in tal senso, il tecnico dimostra di non gradire, perché questo è il suo concetto di gioco. E così dopo aver provveduto alla sostituzione che ha visto l’ingresso in campo di uno spento D’Alessandro al posto di un Cassandro che fino a quel momento aveva fatto più del suo dovere nel tentativo di rintuzzare le minacce dell’onnipresente Azzi, il Monza diventa padrone assoluto della sua fascia sinistra da cui nasce il gol vittoria.

La mancata espulsione di Birindelli per il fallaccio su Cisse, autore dell’assist che ha portato al pareggio e poi del gol della vittoria dei lombardi, per una manata sulla nuca di Cisse con il Catanzaro ancora in vantaggio, non può giustificare gli errori di lettura del match, altrettanto determinanti al pari degli errori arbitrali e del solito VAR. Ecco, quest’ultimo punto inizia ad essere una costante che la societĂ dovrĂ per forza di cose iniziare ad attenzionare.
Dopo il triplice fischio, per la prima volta da tre anni e piĂą a questa parte i giocatori del Catanzaro che si sono recati sotto una curva, sono stati catechizzati dalla numerosa tifoseria, prima con i fischi e dopo con discorsi molto chiari e diretti. E’ vero, “cinquemila km in una settimana” sono tanti, troppi per ottenere un solo punto. Mentre le concorrenti iniziano a vincere e le Aquile in graduatoria si ritrovano ai confini dell’inferno. Una situazione pericolosa che richiede la massima attenzione anche da parte di Morganti nelle vesti di DG (allo stadio si penserĂ dopo…) e di chi ha costruito la squadra, il DS Polito. La proprietĂ , che giustamente è tanto attenta alla gestione delle risorse umane, dovrĂ intervenire prima che il tessuto si sfilacci, perchĂ© dalle dichiarazioni riguardanti la famosa asticella, alla faccia cupa dello stesso capitano dopo la sostituzione, il futuro sembra non promettere nulla di buono. Occorre reagire, e in fretta!
La pausa sarĂ durissima e probabilmente carica di tensione, perchĂ© al “Ceravolo” dopo lo stop arriverĂ quel Padova che qualche anno addietro regalò tante amarezze e delusioni al Popolo giallorosso che ha occupato le gradinate del Brianteo. SarĂ obbligatorio vincere senza “se” e senza “ma”, altrimenti le nubi che giĂ si addensano sui giallorossi, potranno minare anche quel consolidamento tanto caro alla stessa proprietĂ . I sogni? Per ora urge riporli nel cassetto e chiuderli a chiave, alla ricerca di una concretezza che latita dall’inizio della stagione.
Avanti tutta Catanzaro, urge rinascere!



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