Segna, soffre ma capitalizza: il Catanzaro espugna l’Adriatico. I giallorossi non cadono nella trappola Pescara

Segna, soffre ma capitalizza: il Catanzaro espugna l’Adriatico. I giallorossi non cadono nella trappola Pescara

Un primo tempo di alto livello da parte delle Aquile che hanno solo il demerito di non aver allargato il punteggio. Nella ripresa il ritorno prevedibile dei padroni di casa: nel momento più difficile Alesi manda in estasi i 300 del settore ospiti. Secondo successo di fila 

Ostacoli e insidie. Passa dalla notte dell’Adriatico l’impegno forse più difficile della settimana giallorossa. Sedimentata la vittoria corroborante contro la Reggiana, che ha messo in cascina punti e ritrovate consapevolezze, il Catanzaro fa visita alla cenerentola del torneo cadetto con l’obiettivo di proseguire e capitalizzare quanto di buono offerto nell’ultima uscita. Ma soprattutto fermare l’emorragia delle trasferte di questo primo 2026: 0 punti nelle prime 3 fuori dal Ceravolo.

Non sarà impegno semplice, data la posta in palio. La squadra di Gorgone sente di avere dalla sua forse l’ultima grande possibilità per regalarsi un finale di stagione meno annunciato, rintuzzando sulla corsa playout. Ma non solo. Perché, come se non bastasse, il Catanzaro fa visita al Pescara in una situazione di semi-emergenza: fuori Pittarello, già out con la Reggiana, Aquilani deve fare a meno di Cisse. L’uomo copertina del mercato invernale, il più atteso, tradito dall’infame lesione dell’adduttore. Tradotto: fuori almeno un mese.

Al suo posto Aquilani suggerisce Patrick Nuamah al centro, pista tattica caldeggiata alla vigilia. Fronte schieramento due cambi rispetto a sabato: sulla fascia riposo, almeno dall’inizio, per D’Alessandro. Dentro chance dal primo minuto per Di Francesco, pescarese doc. In difesa Frosinini fa rifiatare Brighenti. Gorgone gioca senza punta di ruolo: davanti ecco Caligara e Olzer. In panchina c’è Lorenzo Insigne, alla sua prima convocazione dopo il ritorno.

Serata gradevole in una cornice di pubblico che pullula di partecipazione. Tra i 6972 spettatori totali ben 296 cuori giallorossi presenti a Pescara, in un turno infrasettimanale serale.

Primo tempo frizzante, lo Zar torna in gol

Pietro Iemmello (@Us Catanzaro 1929)

Muove il pallone con personalità il Catanzaro, che conduce l’inerzia di gioco alla ricerca del pertugio giusto. Nuamah si inserisce sulla stessa linea di Iemmello, specchiando la coppia offensiva centrale. Più defilati, ma a supporto, Liberali e Di Francesco. È il capitano giallorosso a dare incipit alla prima azione giallorossa: scavetto illuminante per Favasuli, bravo a sgusciare sulla linea di difesa locale, che viene anticipato da Valzania (4’).

Al 9’ conquista un buon calcio di punizione Frosinini, ostruito fallosamente da Faraoni. Dalla battuta parte Pontisso che chiama lo schema: Antonini manca l’aggancio al volo nel cuore dell’aria di rigore e il Pescara libera la minaccia.

Cresce il Catanzaro che rintana nella propria metà campo la squadra di Gorgone. Guizzo di Liberali che controlla un pallone quasi perso, entra in area eludendo l’intervento di due avversari e scarica dietro per Iemmello che scarica il piattone non trovando lo specchio di porta (12’). Un minuto più tardi e il Catanzaro va vicino il vantaggio: delizioso lancio in profondità di Petriccione per Pontisso, il play giallorosso scappa via sulla destra e serve al centro Iemmello che aggancia ma a tu per tu con Desplanches alza sopra la traversa. Davvero ghiotta l’occasione per il Catanzaro, partito forte.

Sono le ripartenze, soprattutto sulla sinistra, a fare male al Pescara: ancora Pontisso, che vince un rimpallo, si porta avanti la sfera e dal limite scarica per Di Francesco che apre il tiro ma trova deciso l’intervento di Desplanches che esce dalla sua porta e mura la conclusione (17’).

Si gioca a una sola partita. Il Catanzaro gioca bene, a fronte di un Pescara contratto e quasi inerme, ma a mancare è il gol. Azione da rimessa laterale: Cassandro e Nuamah legano bene il gioco, lo scambio tra i due favorisce lo sprint del laterale n.84 che arriva sul fondo e serve in mezzo per Antonini, rimasto in aria da una precedente azione, che incespica sulla sfera senza buttarla in rete (20’). È Desplanches a salvare a più riprese.

Gorgone striglia i suoi e il Pescara si scuote, andando vicino al vantaggio da palla inattiva. Fanne lavora di sponda con la sfera che arriva sui piedi di Faraoni, staccatosi dal mucchio, che carica il diagonale trovando un decisivo Cassandro efficace a chiudere lo specchio della porta (22’); sulla ribattuta Gravillon calcia il destro ed è questa volta Antonini a sbarrare la strada.

Con il passare dei ritmi, la tranche agonistica prende il sopravvento lenendo l’intensità del ritmo di gioco. Proteste Pescara al 29’ per un fischio comandato dal sig. Gallipò a favore di Liberali, toccato dietro in fase di disimpegno: i ragazzi di Gorgone erano entrati in area.

Nel momento di maggiore concitazione il Catanzaro capitalizza. Transizione giallorossa imbastita da Pontisso, passaggio a Liberali che vede sulla linea del fuorigioco il taglio di Iemmello: scavetto sotto dello Zar e palla all’angolino (31’). Il Var conferma la regolare posizione di Iemmello, tenuto in gioco dal piede di Gravillon: sesta rete del numero 9 in stagione, gli stessi di Cisse. Palla a centrocampo e Nuamah impiega venti secondi per rimediare il primo giallo della gara: intervento in ritardo proprio su Gravillon.

Il Pescara si protende in avanti alla ricerca del pareggio ma, ancora una volta, si espone ai ribaltamenti di fronte del Catanzaro che va vicinissimo al raddoppio. Pigliacelli telecomanda per Liberali che si fa 50 metri di campo e dal limite serve Di Francesco: lezioso l’ex che si concede uno stop di troppo e perde il tempo per colpire a rete (34’), venendo rimontato da Faraoni.

Al 37’ Pescara reagisce ancora da situazione di palla inattiva. Faraoni è – ancora una volta – solo in mezzo all’area e impatta di testa dando grande forza alla sfera: serve un super Pigliacelli a dire di no al difensore biancazzurro. Il Catanzaro si salva. Un minuto più tardi Fanne interviene duramente su Petriccione: ammonito.

Minuto 41’. Recupero della sfera di Nuamah che appoggia a Pontisso il quale lancia Di Francesco in verticale, l’esterno rientra sul destro e scambia con Cassandro: un contatto al limite dell’area favorisce il ritorno sulla sfera di Di Francesco, in posizione di fuorigioco, che si sistema la sfera e apparecchia un tiro a giro che non lascia scampo a Gallipò. Fuorigioco e gol non convalidato tra le timide proteste del Catanzaro che sosteneva che il tocco della sfera arrivata poi a Di Francesco fosse avversario. Decisione confermata anche da Dionisi, al Var.

Prima dell’intervallo altro giallo del Catanzaro, che conferma anche sul fronte sanzioni il vantaggio: a farne le spese Frosinini, reo di aver stoppato Fanne in transizione. Un primo tempo ottimo per i ragazzi di Aquilani che, nonostante qualche patema difensivo, hanno offerto una prestazione offensiva straripante a cui è mancato solo il colpo del ko.

Il Catanzaro rischia ma poi capitalizza

Aquilani non si fida e cambia alla ripresa. Fuori i due ammoniti, Nuamah e Frosinini, dentro Brighenti e Alesi. Il Pescara ci prova subito con Fanne che riceve spalle alla porta e prova a concludere ma è sbilanciato con il corpo e la sfera si spegne sul fondo.

Insiste il Pescara che si rende pericoloso ancora su angolo con Olzer al 50’, l’attaccante impatta di testa senza dare direzione. Il Catanzaro sembra lasciare l’iniziativa ai padroni di casa in questo secondo tempo e regalano un calcio di punizione dal limite destro del vertice alto: ingenuo Liberali ad aprire il compasso con il braccio (52’). Dalla battuta calcia Brugman che coglie il palo esterno, sulla traiettoria Pigliacelli.

Simone Pontisso, uno dei migliori in campo (@Us Catanzaro 1929)

Gallipò non accetta perdite di tempo e sanziona con il giallo Antonini, reo di aver perso tempo nel comandare la ripresa del gioco dal fondo. Il clima si fa teso e ogni contatto in area giallorossa diventa pretesto per aizzare il pubblico. È una guerra di nervi, prevedibile alla vigilia, ma scaturita più che altro da un atteggiamento “passivo” dei ragazzi di Aquilani. Gallipò ferma anche Corbo, ammonito al 56’, per un’entrata dura su Cassandro.

Gorgone intuisce il momento dei suoi e comanda un doppio ingresso: in Meazzi e Di Nardo, Corbo e Fanne out. Al 64’ il Catanzaro sbaglia in fase di transizione con Di Francesco, in un 2vs2 che insieme ad Alesi avrebbe meritato maggiore possibilità. Il Pescara insiste con la sua trama provando a rompere il muro di un Catanzaro che gioca ora solo di rimessa. Brivido Catanzaro: Gravillon recupera una corta respinta di Brighenti e prova a incrociare il sinistro, dando l’illusione della rete (66’).

Aquilani richiama in panchina e inserisce D’Alessandro, subito attivo sulla sinistra: palla a Iemmello che dal limite cerca il colpo da biliardo ma la conclusione risulta centrale ed è presa facile di Desplanches (69’).  Risponde Gorgone: dentro Berardi e Acampora, fuori Faraoni e Brugman.

Minuto 71. Meazzi sguscia via dalla marcatura di Cassandro e Favasuli ma sul ritorno dell’ex Bari cade in area: vibranti proteste biancazzurri che chiedono il penalty. Lascia proseguire Gallipò che viene confortato dalle immagini: è Meazzi a cercare il contatto, allargando il piede. Si prosegue.

Il Catanzaro regge l’urto ma fatica a ripartire con lo slancio della prima frazione. C’è anche l’ingresso di Pompetti, figlio di Pescara: a fargli spazio Liberali. Osserva silenzioso Aquilani l’incedere dei minuti in cui il Catanzaro prova a difendere in tutti i modi lo strenuo vantaggio.

Soffre e non poco gli spunti di Meazzi la difesa del Catanzaro: decisivo al 77’ Pompetti che protegge bene la sfera. A bordocampo c’è Insigne pronto ad entrare, ma c’è tempo per la frittata del Pescara: lancio in avanti di Favasuli, a metà strada tra Capellini e Gravillon che non si intendono. Attacca Alesi che si inserisce e ruba il pallone, grazie anche a un rimpallo: freddo e spietato il classe 2004 che trafigge Desplanches in diagonale. È 2-0 Catanzaro, tutta la panchina di Aquilani in campo (79’)!

Entra comunque Insigne e il Pescara con cuore prova a regalarsi un finale diverso: ci prova Di Nardo in volée ma la palla finisce sopra la traversa (80’). Saltano gli schemi tra i locali e per poco Iemmello non ne approfitta ma sul più bello si allunga la sfera comportando l’uscita efficace di Desplanches.

Lo Zar lascia il campo all’85’, al suo posto Koffi. Il Catanzaro torna a fare male in ripartenza, segno degli ultimi dieci minuti, e rischia il tris con D’Alessandro: il tiro esce a fil di palo (86′). 

Nel finale la squadra di Gorgone si fa spazio in avanti, provando con Insigne a costruire trame di gioco che possano in qualche modo scardinare la difesa giallorossa. Dall’altra parte manca precisione nell’ultimo passaggio per i giallorossi che dunque aspettano solo il triplice fischio. E dopo i cinque di recupero, Gallipò comanda la fine: un successo pesante quello del Catanzaro che con carattere e senso di gruppo espugna l’Adriatico, aggancia così il quinto posto e soprattutto rompe il digiuno trasferta nel 2026. Primi tre punti e morale che vola alto. Come osano le Aquile.

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Il Giallorosso nel cuore