Insidia Juve Stabia, Aquilani: “Gruppo solido, dovremo essere bravi a non abbassare il ritmo”
La vigilia dell’allenatore giallorosso sull’impegno di domani sera, sabato 18 aprile, in quel di Castellamare di Stabia con calcio d’inizio alle ore 19. Il tecnico delle Vespe Abate: “Catanzaro squadra forte, se gli lasci metro ti puniscono”
Aquilani, le parole pre-Juve Stabia
Alla vigilia della trasferta in casa della Juve Stabia, il tecnico dell’US Catanzaro, Alberto Aquilani, fa il punto sul momento della squadra dopo il pareggio maturato con il Modena, per la terza volta di seguito con un gol subito nei minuti di recupero: “Abbiamo analizzato la partita, gli aspetti tecnici e tattici che possiamo e dobbiamo migliorare – le sue parole ai microfoni del club – Abbiamo affrontato anche il discorso psicologico e mentale, che in determinati momenti della partita e della stagione è fondamentale. Come sempre abbiamo fatto un’analisi completa”. Quella che attende i giallorossi sarà un’altra sfida complessa: “Affrontiamo una squadra organizzata, una squadra intensa. Dovremo essere bravi a non abbassare il ritmo, a rimanere dentro la partita in tutte le situazioni che si presenteranno e a fare al meglio le nostre cose”. Le numerose assenze – Pontisso per squalifica, in infermeria Iemmello, Petriccione e Favasuli – non preoccupano Aquilani: “Ci capita da un po’ di avere infortuni o squalifiche, ma quando arrivi a fine stagione sono situazioni che possono starci. Siamo pronti, come abbiamo dimostrato finora: questo è un gruppo importante, solido, che si fa trovare pronto e che crede in quello che fa”.
Tra le note positive, la crescita di Fabio Rispoli, che contro il Modena, oltre a fare una importante prestazione, ha segnato il suo primo gol in serie B: “Se gli individuassi un ruolo preciso come mediano o trequartista gli farei un torto, perché è un giocatore che può fare diverse cose all’interno del campo. Sono contento per la sua prima rete, perché ci era andato vicino tante volte. È un giocatore che ha anche gol nel suo repertorio: deve essere soddisfatto, ma capire che deve continuare a spingere e andare avanti così”.
I convocati giallorossi: out Favasuli, Iemmello, Petriccione e Pontisso; torna Brighenti
PORTIERI: 1. Marietta, 12. Madia, 22. Pigliacelli
DIFENSORI: 2. Esteves, 4. Antonini, 5. Bashi, 6. Fellipe Jack, 23. Brighenti, 26. Verrengia, 62. Frosinini, 83. Castro Rombolà, 84. Cassandro
CENTROCAMPISTI: 14. Liberali, 21. Pompetti, 28. Oudin, 30 Alesi, 32. Rispoli, 98. Buglio
ATTACCANTI: 8 Pittarello, 19 Nuamah, 39 Koffi, 81. Ardizzone, 82. Gjoka, 94. Di Francesco
Abate, le parole pre-Catanzaro
La Juve Stabia ha vissuto gli ultimi giorni di campo – e soprattutto extra-campo – segnati da svariati sussulti. Prima la notizia di una possibile difficoltà nel rispettare le scadenze di ieri, 16 aprile, relative a stipendi ed emolumenti di gennaio-febbraio (a seguito del percorso di amministrazione giudiziaria e della nuova proprietà). Poi, la smentita di un empasse sciolto in mattinata, secondo cui i pagamenti sarebbero stati assolti regolarmente.
E infine il campo, che ha prodotto un’altra stagione importante per il club campano. Di questo e non solo ha parlato Ignazio Abate in sala stampa: “In questi mesi abbiamo cercato di costruire sul campo il presente e il futuro del club – afferma – Devo fare un applauso enorme ai miei giocatori: hanno lavorato con un rumore di sottofondo costante e non è stato facile. Hanno sempre avuto dedizione e concentrazione, avvertendo il peso della piazza. lo so cosa abbiamo vissuto e sono orgoglioso di allenare questo gruppo. Ora arriva il momento più bello della stagione e queste difficoltà possono unirci ancora di più. Sono convinto che faremo un grande finale se resteremo compatti”.
E sul Catanzaro: “Il Catanzaro una squadra forte, dinamica, con qualità e un buon mix tra giovani ed esperti. Se gli lasci mezzo metro negli ultimi 30 metri ti puniscono. La partita passerà anche dalla gestione della palla: bisogna capire quando verticalizzare e quando mantenere il possesso, perché recuperarla non sarà semplice. Poi le partite si vincono anche con la testa: serve intelligenza, capire i momenti, sapere quando attaccare e quando soffrire“.



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