Iemmello: “Il coraggio prima del budget”

Iemmello: “Il coraggio prima del budget”

Ci sono dichiarazioni che durano il tempo di un titolo e altre che riescono a fotografare un’intera stagione. Nell’ultima intervista concessa alla Gazzetta dello Sport, Pietro Iemmello ha scelto la seconda strada, mettendo al centro del dibattito un tema che va ben oltre il Catanzaro: l’identità di gioco.

La frase destinata a far discutere è tanto semplice quanto potente. Secondo il capitano giallorosso, Venezia, Frosinone, Catanzaro e Juve Stabia hanno rappresentato il volto più moderno della Serie B, squadre capaci di proporre calcio, aggredire le partite e cercare la vittoria attraverso il gioco. Un modello che, nelle parole del bomber calabrese, avrebbe potuto portare addirittura Monza e Palermo a chiudere i conti per la promozione con mesi d’anticipo.

Non è una provocazione gratuita. È piuttosto una riflessione che nasce dall’osservazione di un campionato in cui spesso il peso degli investimenti non è coinciso con la qualità della proposta calcistica. Da una parte società con organici costruiti per vincere subito; dall’altra realtà che hanno compensato differenze economiche evidenti attraverso organizzazione, idee e coraggio. Il Catanzaro è stato il manifesto di questa filosofia. Anche nei momenti più difficili non ha rinunciato a costruire dal basso, ad occupare il campo con personalità e ad assumersi rischi. Lo stesso discorso vale per la Juve Stabia, autentica sorpresa del torneo, per il Venezia e per il Frosinone, club che negli ultimi anni hanno dimostrato come una precisa cultura calcistica possa diventare un vantaggio competitivo.

Le parole di Iemmello assumono ancora più valore perché arrivano da un calciatore che la Serie B la conosce profondamente. Non parla da osservatore esterno, ma da protagonista che ha vissuto sulla propria pelle le dinamiche del campionato. Quando sostiene che il calcio propositivo viene premiato, non esprime una teoria romantica: racconta ciò che ha visto accadere sul campo. In un movimento spesso ossessionato dal risultato immediato, vincere non significa necessariamente controllare, aspettare o speculare. Al contrario, può significare attaccare, rischiare e imporre le proprie idee.

Per questo il passaggio più interessante dell’intervista non è la stoccata a Monza e Palermo. È l’elogio di un modello. Un modello che mette il gioco davanti alla paura e la costruzione davanti alla conservazione. Se la Serie B del futuro seguirà la strada indicata da Iemmello, il campionato non sarà soltanto più spettacolare. Sarà anche più meritocratico.

E in attesa del nuovo mister che dovrà avere lo stesso “credo” dell’ultima stagione, forse è proprio questa la vera vittoria del Catanzaro: aver dimostrato che, anche contro budget superiori e ambizioni più rumorose, le idee possono ancora competere con il denaro.

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