Il primo messaggio di Malagò da Presidente: “Euro 2032, non possiamo permetterci di sbagliare”
Il neo presidente della FIGC, Giovanni Malagò, ha rilasciato le sue prime dichiarazioni dopo l’elezione, affrontando diversi temi, dalla cittadinanza sportiva all’organizzazione di Euro 2032.
Le parole di Malagò. Malagò ha innanzitutto rivolto un augurio al commissario tecnico dell’Under 19, impegnato a breve in una competizione internazionale, per poi soffermarsi sul tema dei giocatori naturalizzati:“Sono rimasto colpito dal fatto che oltre il 40% dei calciatori presenti al Mondiale non giochi per la nazionale del Paese in cui è nato. Non si tratta solo di realtà come Curaçao, ma anche di nazioni come Francia e Germania.”
Sul tema dello ius soli, il presidente federale ha precisato di non essersi mai espresso in chiave politica, ma di essere favorevole a un sistema che permetta di evitare la perdita di giovani talenti: “Nel calcio non può esistere questo limbo: arriva un altro Paese, concede il passaporto al ragazzo e lo perdi. È una situazione inaccettabile. Spero di poter mettere a disposizione la mia esperienza per affrontare questo problema.”
Malagò ha citato come esempi il caso di Lamine Yamal e quello di Ekaterina Antropova, sottolineando le difficoltà burocratiche incontrate per il riconoscimento della cittadinanza sportiva.
La sfida di Euro 2032.Un passaggio importante è stato dedicato all’organizzazione di UEFA Euro 2032, torneo che l’Italia ospiterà insieme alla Turchia. “Euro 2032 è una sfida nella sfida. Ho parlato con Aleksander Čeferin, che ringrazio, e ho ricevuto messaggi anche da Gianni Infantino. Non possiamo permetterci di fare brutta figura: servono cinque stadi da consegnare.”
Malagò ha infine ribadito la volontà di affidarsi alle figure incaricate del progetto, evitando interferenze e concentrandosi sugli obiettivi organizzativi necessari per arrivare preparati all’appuntamento continentale.



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