Catanzaro, così non va: troppe leggerezze, il Venezia ringrazia e condanna i giallorossi

Catanzaro, così non va: troppe leggerezze, il Venezia ringrazia e condanna i giallorossi

Un ottimo primo tempo non basta ai ragazzi di Aquilani per portarsi a casa i primi punti del 2026. Gara che è sembrata fotocopia a quella di Frosinone: decisiva l’espulsione di Verrengia, ma da rivedere è tutto il secondo tempo del Catanzaro

Rialzarsi subito per mostrare la propria forza. Rialzarsi, provando a cancellare l’amarezza di Frosinone e regalarsi il primo acuto del 2026. Ma è il come ci si rialzerà che servirà a misurare la reale dimensione di questo Catanzaro.

Seconda forza del torneo sulla strada dei ragazzi di Aquilani che a Venezia cercano l’atteso riscatto dopo il rocambolesco ko di Frosinone inaugurando il girone di ritorno. Le Aquile affrontano in laguna una delle squadre candidate alla promozione diretta ma i ragazzi di Aquilani, come hanno dimostrato in questo campionato, non hanno lesinato personalità a prescindere dalla caratura dell’avversario.

Due cambi rispetto a Frosinone, di fatto obbligati: Petriccione è squalificato, al suo posto in cabina di regia arretra Rispoli accanto a Pontisso. Sulla sinistra D’Alessandro prende il posto dello squalificato Frosinini. Stroppa sente il profumo della vetta e si affida alla coppia più prolifica della B lì davanti: Yeboah e Adorante.

Clima mite al Penzo, con circa 800 supporters giallorossi – per la precisione 739 – a suonare la carica per un Catanzaro che ha tanta voglia di riprendere la strada interrotta a Frosinone quando la striscia di vittorie si era prolungata a cinque, a fronte di un Venezia che – dal suo canto – è a quota quattro vittorie di fila. Prima del calcio d’inizio, un minuto di silenzio al centro del rettangolo verde di gioco per commemorare la scomparsa di Rocco Commisso, presidente della Fiorentina, venuto a mancare questa notte.

D’Alessandro gela il Penzo, Aquile toniche

D’Alessandro in occasione del momentaneo vantaggio giallorosso (@Us Catanzaro 1929)

Primo squillo del Venezia che al 2’ va al tiro da fuori area: spunto di Yeboah che regala un pallone delizioso a Doumbia che calcia a giro non trovando di poco lo specchio della porta. Risponde al Catanzaro al 5’: Cisse protegge la sfera e scambia con Iemmello; lo Zar vede l’inserimento di D’Alessandro che taglia sul filo del fuorigioco la difesa in profondità, lo serve e il n.77 entra in area e calcia incrociando il sinistro: trafitto Stankovic e vantaggio Catanzaro. Lungo conciliabolo tra Ayroldi e Serra al Var, ma la rete viene confermata per pochi centimetri.

Grossa chance mancata da Pittarello al 12’: l’attaccante intercetta la diagonale sul non perfetto disimpegno di Kike Perez, ma si allunga troppo la sfera; sarebbe stato solo a involarsi contro la porta avversaria. I ragazzi di Aquilani mostrano un atteggiamento compatto, stretto dietro la linea del pallone a fronte di un Venezia beffato in occasione del vantaggio.

Ma di rabbia il Venezia perviene al pareggio: Sagrado riceve sulla sinistra, scarica in area per Adorante che non colpisce benissimo ma la traiettoria si trasforma in un assist per Busio che, in spaccata, angola sotto la traversa il pallone (17’). Pareggio, anche in questo caso con il supporto del Var, e nuovo equilibrio al Penzo. Non perfetta la copertura difensiva nella circostanza.

Il Venezia aumenta i giri del motore: ancora Sagrado protagonista, Kike Perez lo vede con un filtrante illuminante e l’esterno, dimenticato da Favasuli, impatta cogliendo la traversa (19’). Altra ottima chance per il Venezia con Adorante al 25’, una serie di rimpalli in area favoriscono l’ex Juve Stabia che perviene alla conclusione ostacolata dall’intervento efficace di Antonini: palla che termina a lato.

Il Catanzaro fatica a uscire dalla propria metà campo, palesando qualche difficoltà nella fase di costruzione per merito anche di un Venezia aggressivo e sul pezzo. Al 32’ azione insistita di Favasuli che pesca Cassandro in profondità: il braccetto dal limite tenta la conclusione anche se l’esito risulta debole, Stankovic blocca in presa bassa.

Il Catanzaro torna in partita e sfiora il nuovo vantaggio: carambola in area di rigore, lo spiovente giunge in zona Iemmello che controlla e calcia al volo; la sfera esce di poco a lato con Stankovic che non ci sarebbe arrivato sulla traiettoria (35’). Due buone occasioni per i giallorossi, andando a pareggiare – quantomeno sul piano delle occasioni – l’equilibrio del match.

Il Venezia legittima, Catanzaro abulico

Pietro Iemmello (@Us Catanzaro 1929)

Non ci sono cambi a inizio ripresa. Il canovaccio non assorbe modifiche rispetto ai primi 45 minuti di gioco: è il Venezia a fare la partita, protendendosi in avanti con aria minacciosa, mentre il Catanzaro aspetta per ripartire e provare a creare qualche grattacapo alla difesa dei lagunari, apparsa non imperforabile.

Attacca al piccolo trotto il Venezia, il Catanzaro stringe le cinghie. Proteste Venezia al 57’ su un contatto in area giallorossa con Antonini a marcare Svoboda ma per Ayroldi è semplice dinamica di gioco. Si prosegue: decisione piuttosto coerente del direttore di gara pugliese.

È una fase più convulsa quella che si gioca al Penzo, sicuramente meno qualitativa rispetto alla prima frazione. Il Catanzaro sembra più badare alla solidità difensiva, apparecchiando – quando le è possibile – transizioni che mancano però di precisione. Il primo cambio operato da Aquilani è piuttosto eloquente: fuori D’Alessandro, marcatore giallorosso, e dentro Verrengia.

Al 65’ il primo tiro della seconda frazione: Sagrado, il migliore dei suoi, riceve la sfera, converge verso il centro e scarica in porta non trovando di poco il palo alla sinistra di Pigliacelli. Si iscrive al match Yeboah che tenta il gol del campionato: lancio di Busio e sforbiciata al volo dell’attaccante, palla che esce larga sul fondo (68’).

Il Catanzaro si complica la vita al 69’: leggerezza di Verrengia che, nel tentativo di smarcare Yeboah, scivola al momento del passaggio e si fa scippare la sfera da Yeboah ostacolando – da terra – la palla con il braccio. Cartellino giallo – tra le proteste dei padroni di casa che avrebbero voluto altra sanzione – e punizione dal limite. Il Var però dà ragione ai lagunari: Ayroldi richiamato da Serra cambia il colore del cartellino estraendo il rosso diretto al difensore. Catanzaro in dieci. Un errore madornale, simile in egual misura a quello di Frosinini sette giorni fa.

Il forcing del Venezia ora è totale. Miracolo di Pigliacelli alla mezzora: serie di batti e ribatti in area, la palla arriva sul dischetto con Sagrado che calcia a botta sicura; l’ex Palermo risponde bloccando con il polso di richiamo. Aquilani irrobustisce la cerniera difensiva: dentro Nuamah e Di Chiara; Stroppa annusa la possibilità del colpaccio e manda dentro Compagnon, ex di giornata. Ci prova proprio al 78’ su una transizione fiammante, la trasformazione però è da dimenticare.

Al 79’ il Venezia manca di un passo il vantaggio. Di Chiara sporca il traversone di Compagnon, la traiettoria arriva sui piedi di Kike Perez che a botta sicura tira una conclusione mortifera che va a stamparsi sulla traversa.

Ancora Venezia, azione in stile Compagnon: l’ex Catanzaro ubriaca di passi Di Chiara e calcia secco, Pigliacelli blocca non senza qualche patema (81’).

Troppa sofferenza e il Catanzaro capitombola. Recupero palla del Venezia, su un contatto ai danni di Cassandro non ravvisato dall’arbitro, Kike Perez scambia con Yeboah ma sul ritorno dello scambio viene frapposto con il corpo da Antonini in campo aperto e a palla lontana: per Ayroldi non ci sono dubbi; calcio di rigore per il Venezia e giallo ad Antonini (diffidato, salterà la Sampdoria). Dal dischetto si presenta Adorante che fa secco Pigliacelli: 2-1 Venezia, rimonta completata per la squadra di Stroppa (85′). 

Tante, troppe le leggerezze, pagate a caro prezzo dal Catanzaro. Nel finale fuori Pontisso e Brighenti, dentro Buglio e Liberali. Ma è un Catanzaro che non sembra avere più forza di proporsi in avanti, soprattutto nell’arco dell’intera seconda frazione di gioco. 

Ci sarebbe anche il terzo gol del Venezia, con la doppietta di Busio, ma il contatto di Doumbia con Buglio viene ritenuto irregolare: annullata la rete, si rimane 2-1. Mal 93′ Casas firma il tris dopo aver vinto un contrasto su Cassandro, palla all’angolino opposto a quello di Pigliacelli. Ed è questo il risultato finale che matura dopo i sei minuti di recupero. Catanzaro punito dai suoi stessi errori, ancora una volta: contro la Sampdoria servirà un netto cambio di rotta. 

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