Aquile, scatta “l’ora T”: Marco Turati pronto a raccogliere l’eredità giallorossa
Il Catanzaro ha da tempo individuato il profilo a cui affidare la guida tecnica della squadra: per Marco Turati come nuovo allenatore manca soltanto l’annuncio ufficiale, per una scelta che si dimostra coerente col progetto.
Una scelta che conferma la linea adottata dalla società nelle ultime stagioni: investire su allenatori giovani, preparati e con idee innovative, capaci di sviluppare un calcio moderno e propositivo, senza rinunciare all’identità. Turati arriva da una stagione esaltante alla Siracusa Calcio 1924, culminata con la promozione in Serie C, dopo un lungo percorso di formazione vissuto accanto a Vincenzo Italiano tra Spezia Calcio e Fiorentina. Per il tecnico sarà il debutto assoluto da primo allenatore in Serie B, un banco di prova prestigioso che rappresenta il naturale passo successivo della sua crescita.
Un’identità costruita sull’intensità. L’impronta tattica di Turati è figlia dell’esperienza maturata al fianco di Italiano. Intensità, pressing organizzato, ricerca costante dell’iniziativa e coraggio nell’occupazione degli spazi sono i principi che caratterizzano il suo modo di intendere il calcio. Il sistema di gioco privilegiato è il 4-2-3-1, un modulo che garantisce equilibrio e allo stesso tempo permette di sviluppare un gioco offensivo attraverso esterni dinamici, un trequartista libero di muoversi tra le linee e una doppia mediana incaricata di proteggere la difesa e dare ritmo alla manovra. Le sue squadre cercano di mantenere il baricentro alto, recuperare il pallone il più rapidamente possibile e verticalizzare con continuità. Il possesso palla, nella sua filosofia, non è mai fine a sé stesso, ma rappresenta uno strumento per creare occasioni e imporre il proprio dominio territoriale.

Più continuità che rivoluzione. L’arrivo di Turati non sembra destinato a stravolgere il percorso intrapreso dal Catanzaro negli ultimi anni. La società ha costruito la propria crescita attraverso un’identità tecnica ben definita, fondata su qualità di gioco, organizzazione e mentalità offensiva. Sotto questo aspetto, il nuovo allenatore appare il naturale continuatore del lavoro svolto da Alberto Aquilani. Pur con differenze tattiche e metodologiche, entrambi condividono la volontà di proporre una squadra protagonista, capace di comandare il gioco e mantenere un atteggiamento aggressivo.
Il nodo tattico: difesa a tre o ritorno al 4-2-3-1? Uno dei temi che accompagneranno l’inizio della nuova stagione riguarda inevitabilmente il modulo. Aquilani aveva trovato il giusto equilibrio con il 3-4-2-1 dopo un iniziale utilizzo della difesa a quattro, modificando l’assetto per valorizzare le caratteristiche della rosa. Turati, invece, ha sempre dimostrato una particolare predilezione per il 4-2-3-1.
Non è escluso, però, che il nuovo tecnico scelga un approccio graduale. Molto dipenderà dalle caratteristiche dei calciatori già presenti in organico e dalle operazioni che verranno completate durante il mercato estivo. L’obiettivo sarà trovare il sistema più funzionale senza rinunciare ai principi di gioco che lo contraddistinguono.

Mercato e valorizzazione dei giovani. Il Catanzaro riparte da un gruppo che negli ultimi anni ha saputo valorizzare numerosi giovani di prospettiva. Profili come Mamadou Cissé, Costantino Favasuli e Mattia Liberali sono finiti nel mirino di diverse società di Serie A e rappresentano un patrimonio tecnico ed economico per il club. Eventuali cessioni potrebbero finanziare nuovi investimenti mirati alla costruzione di una rosa adatta alle richieste del nuovo allenatore. Se il 4-2-3-1 diventerà il sistema di riferimento, sarà fondamentale individuare esterni offensivi capaci di incidere nell’uno contro uno, un trequartista di qualità e centrocampisti in grado di sostenere ritmi elevati sia in fase di possesso sia nelle transizioni.
Una scelta coerente con il progetto. L’approdo di Marco Turati rappresenta una scommessa solo sul piano dell’esperienza, non certo delle idee. Il Catanzaro continua a perseguire una strategia precisa, scegliendo un allenatore giovane ma formato in contesti di alto livello e pronto a misurarsi con un campionato competitivo come la Serie B, inserendolo in un contesto ormai collaudato e che ruota attorno al suo capitano, Pietro Iemmello, uomo-simbolo di questo percorso giallorosso. Dopo il percorso al fianco di Vincenzo Italiano e la positiva esperienza vissuta a Siracusa, per Turati arriva la sfida più importante della carriera. Per il Catanzaro, invece, è l’ennesima conferma di una filosofia societaria che mette al centro progettualità, competenze e qualità del gioco.
Il giudizio definitivo arriverà dal campo, ma la direzione intrapresa appare già chiara: il Catanzaro vuole continuare a essere una squadra riconoscibile, aggressiva e votata all’attacco. Con Marco Turati in panchina, l’identità giallorossa sembra destinata a proseguire lungo il solco tracciato negli ultimi anni.



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