Questione di principi, questione di personalità: da Rispoli a Liberali nasce il Catanzaro che verrà

Questione di principi, questione di personalità: da Rispoli a Liberali nasce il Catanzaro che verrà

Da San Siro a San Vitaliano, la stella rossonera accolta come una star. Fasano, il giorno dopo: Rispoli e gli applausi di Giovino sposteranno le gerarchie?

Il Liberali-day, Lamezia e poi Giovino prima della firma

La faccia pulita del ragazzo di quartiere, gli occhi vispi e il sorriso strappato qua e là per esprimere il suo stato d’animo. Felice, quasi tramortito da così tanto affetto: sentendosi forse per la prima volta – davvero – un calciatore con la maiuscola improntata sul petto.

Nel candore della sua giovinezza i primi saluti, gli autografi e qualche selfie a dei giovanissimi tifosi giallorossi. La fotografia del Catanzaro di oggi, di giovani che incontrano altri giovani, fantasticando sul loro nuovo idolo. Non da apporre su un poster in cameretta, magari come si faceva fino a qualche anno fa, ma da postare sulla propria schermata dello smartphone.

Mattia Liberali e il Catanzaro si sono legati ufficialmente nel bagno di folla di Giovino. Qualche simpatico del web potrà obiettare che San Siro è un’altra cosa, eppure a Catanzaro Liberali sembra aver già iniziato a capire che cosa può rappresentare per un ragazzo di belle speranze entrare a far parte del contesto giallorosso. I primi selfie a Lamezia, con i video già diventati virali, poi l’arrivo nel training center e l’attenzione che prima verteva sul match contro il Fasano (su cui ci torneremo dopo) per spostarsi languidamente sull’arrivo della piccola stella rossonera.

La gestione Milan e l’ironia (sguaiata) sui social

A proposito di Milan. Ha creato un certo scalpore, se non imbarazzo, l’onda polemica – seguita da una coda velenosa – del passaggio “aggratis” di Liberali sulla città dei Tre Colli. Il dietrofront interno della dirigenza rossonera, il volo programmato per martedì cancellato di soppiatto e la comparsa sulla scena del Torino come “guastafeste” hanno romanzato una delle più classiche trattative estive. Non sono mancati, tra le voci dell’onda, i più disparati pareri sulla destinazione di Liberali dando poco valore o, peggio ancora, disprezzando la piazza di Catanzaro. Per avere la riprova, basta imbattersi in qualche video su Youtube di qualche simpatizzante tifoso rossonero – o cronista del Diavolo – che cacofonicamente pronunciando le iniziali della città giallorossa ha cercato di attirare attenzione.

Il tempo, si sa, è galantuomo e offre la possibilità di consolidare l’immagine e la reputazione di una società. Che a suo modo vanta storia e blasone che, come tali, vivono il compito di essere tramandati. A coloro i quali sono sembrati scettici sull’arrivo di Liberali (senza polemica da parte di chi scrive) è di guardare in casa propria. Perché se Liberali è solo l’ultima testimonianza di una visione miope e poco lungimirante sui giovani del vivaio, la retrocessione in D del progetto Milan Futuro ancora oggi fa fatica a spegnere il suo clamore, sarebbe utile forse scandagliare i motivi di tale “andazzo” piuttosto che spostare l’attenzione su una società, il Catanzaro, che in maniera del tutto legittima ha fiutato l’affare e si è mostrata nei confronti del ragazzo con le migliori intenzioni.

Pare che in tutta questa vicenda a rappresentare un segnale tangibile e forte sia stata la volontà del ragazzo di accettare il Catanzaro. E trovare in un ragazzo di diciott’anni tale personalità decisionale sembra già un biglietto da visita importante. A lui ora il compito di rispettare le aspettative ma con una promessa doverosa: questa rivolta al pubblico di Catanzaro, che possa sì cullare i sogni di un ragazzo di talento e di grande prospettiva. Ma ancora nel pieno della sua crescita, da plasmare e non affossare ai primi errori che fisiologicamente arriveranno. L’entusiasmo contagioso visto ieri sia la miccia continua a non spegnere i sogni (reciproci) di gloria.

Catanzaro-Fasano, gli appunti del giorno dopo

Ieri è andata in scena l’amichevole (vai a capire perché ora si ostinano a chiamarlo allenamento congiunto) contro la squadra pugliese dell’Us Fasano. Vittoria di misura delle Aquile, che è vero avranno segnato solo un gol – per l’aggiunta tramite l’autorete avversaria, nel mezzo anche un rigore sbagliato –, ma procreando segnali incoraggianti sui principi di gioco di Aquilani. Tra tutti segnaliamo i tanti applausi per Fabio Rispoli, colui che avrebbe dovuto affiancare nel gioco delle coppie Pompetti: in quel ruolo il diesse Polito è al lavoro per garantire esperienza e vivacità nella manovra giallorossa sostituendo il play abruzzese costretto ai box fino a gennaio, ma Rispoli da Como sembra abbia tutta l’intenzione di mostrare tutto il suo potenziale. E chissà che le gerarchie, a lungo andare, non possano cambiare….

Il test ha dato anche altri segnali e indizi, indubbiamente di mercato. L’utilizzo stringato di Biasci sembra dare manforte alla logica della cessione con la punta pisana che potrebbe salutare da qui alle prossime settimane. Di offerte ufficiali non ne sono arrivate a via Gioacchino da Fiore, le prossime ore saranno comunque maggiormente indicative in tal senso. Per il resto, l’atteggiamento mostrato dalla truppa di Aquilani è stato camaleontico, con la cerniera difensiva ad aprirsi a fisarmonica in fase di attacco ricordando per certi versi il lavoro di Vivarini. Brighenti e Antonini sembrano rappresentare ancora oggi il caposaldo della difesa, reparto che sempre ieri ha salutato il suo goleador Federico Bonini. Al ragazzo di Massa, arrivato dalla C nonostante qualche scampolo di B con l’Entella, il saluto dopo un solo anno ma che anno. Nove reti a condire una stagione – soprattutto la prima parte – semplicemente sopra le aspettative. Tornando invece allo schieramento sul terreno di Giovino, se c’è qualcosa su cui Aquilani farà fede sin da subito è senza dubbio la profondità offensiva ricercata sulle fasce. I più attenti osserveranno che uno degli intoccabili di queste prime uscite stagionali è stato D’Alessandro: colui che Aquilani aveva già allenato a Pisa, con buoni riscontri. Due stagioni in più, la carta d’identità che presenta il conto ma lo spessore e la qualità del fantasista ex Monza possono rappresentare un dettaglio non da poco per la rosa giallorossa. E in particolare lo spogliatoio.

Liberali in cerca della sua nuova San Siro

Già, lo spogliatoio. Con i suoi vuoti da colmare, vedi l’uscita di diversi senatori tra cui Scognamillo, Situm e Bonini (giusto per citarne alcuni). Gli ultimi giorni di mercato potrebbero regalare altri sussulti, con profili più maturi, ma è anche vero che il Catanzaro potrebbe ragionare in un’altra ottica smentendo la ricerca quasi spasmodica dell’esperienza. Pensando invece a quella Generazione Z di cui abbiamo parlato in un precedente articolo. Perché se come colpo di mercato presenti il ragazzo di Milanello, con tanto di accoglienza da star, beh vuol dire che la musica è decisamente cambiata.

Certo, la gestione e il minutaggio sarà tutto da valutare per un ragazzo atteso dal suo primo campionato in B. A Liberali l’augurio di trovare la sua nuova “San Siro” tra il vento dei due mari e il culto di San Vitaliano. Al Catanzaro quello di regalarsi un altro campionato scoppiettante.

Commento all'articolo

Il Giallorosso nel cuore