Aquilani in casa dello Spezia: “Andiamo lì con entusiasmo, voglio una squadra spavalda. Di Francesco? L’ho chiesto io”
Conferenza stampa di vigilia del tecnico del Catanzaro. Tra tattica e mercato: “Dubbi e certezze ci sono sempre, farò dei cambiamenti. I tanti giovani? Non mi pentirò mai di farli scendere in campo”. E su Petriccione…
Aquilani, la conferenza stampa
Da sempre dopo una delusione la prima occasione è utile per riscattarsi. Nel caso del Catanzaro sarebbe forse meglio aggiungere mezza a delusione, visto il pareggio raggiunto contro il Sudtirol. Su questo e molto altro è intervenuto mister Alberto Aquilani nella conferenza stampa di vigilia pre La Spezia: il match valido come secondo atto del campionato di Serie B è in programma domani sera, sabato 30 agosto, alle ore 21 al “Picco”.
“E’ una partita difficile, affrontiamo una squadra strutturata e di valori – il pensiero di Aquilani – Come abbiamo detto l’altra volta, le partite sono tutte complicate. Le squadre hanno caratteristiche diverse ma la difficoltà è sempre molto alta. Ci siamo preparati bene, andiamo con entusiasmo. Voglio una squadra spavalda, leggera, brava nel fare determinate cose. Lo Spezia proverà a venire forte, noi dobbiamo capire che possono esserci altri vantaggi ma dobbiamo sapere quali possono essere. A livello individuale bisogna alzare la prestazione. Dobbiamo capire il momento della partita e in base a come arrivano le squadre noi avere la contrapposizione giusta. Bisogna crederci e migliorare rispetto al Sudtirol ma abbiamo fatto una buona settimana, siamo motivati”.
Inevitabile il rimando a domenica scorsa. “Abbiamo analizzato la partita contro il Sudtirol: avevamo voglia di dare una soddisfazione al pubblico, di fare una partita più pulita. Questo entusiasmo dell’esordio lo volevamo ripagare con una vittoria ma il fatto di aver portato a casa un punto, in una situazione complicata, dobbiamo dargli valore. Dopo l’1-1 ho visto una squadra che voleva vincerla, anche se poi effettivamente non abbiamo fatto tanto per riuscirci. Dobbiamo capire che per fare determinate cose bisogna occupare meglio lo spazio e avere personalità in più a livello individuale nel vincere duelli tecnici, ma anche fisici e mentali. Siamo all’inizio, ci aspettiamo miglioramenti”.
Sul mercato: “Biasci ha salutato, non abbiamo un esterno destro puro”
Il Catanzaro che scenderà in campo domani sera avrà un vestito differente? “Ho giocatori che mi mettono dubbi, quando parliamo di alzare l’asticella è quello secondo me il focus. I ragazzi si allenano bene. Se questo dubbio sparisce per me è un problema. Questa è una squadra che ha un dna preciso, se voi pensate che il cambiamento è un cambiamento di metodologia di lavoro, se giocheremo come il Sudtirol, rispondo di no. Abbiamo scelto dei giocatori che credono in questo, in caratteristiche per forzare un tipo di gioco. Cambio di modulo? Quello è variabile a seconda delle partite che giochiamo. Siamo all’inizio, c’è un mercato aperto, siamo in costruzione: abbiamo certezze e non certezze. Oggi, ad esempio, Biasci è andato via. Poi dipenderà da chi arriva: ci auguriamo dal 1 settembre, con la rosa al completo, abbiamo più certezze”.
Spazio al mercato e all’acquisto (manca solo l’annuncio) di Federico Di Francesco. “Di Francesco è un giocatore importante, che ho chiesto io. Che può darci una gamba diversa per un campionato come la B, una personalità spiccata, parliamo di un giocatore che può darci l’uno contro l’uno, un profilo esperto che può far crescere i giovani che sono qui. Gli ultimi giorni di mercato? Come siamo messi noi così lo sono tutte le squadre, gli obiettivi sono un po’ per tutti quelli alla fine. Mi fa sorridere che si arriva all’ultimo per fare le cose, ma forse è una cultura italiana. Per un allenatore è meglio avere giocatori a disposizione prima, ma fa parte di questo mondo che abbiamo accettato e quindi ci adeguiamo, sapendo che dietro c’è una società seria, partecipe. Se arrivano giocatori che alzano asticella sono contento”.
Forse potrebbe arrivare altro sulle fasce? Aquilani non sembra avere dubbi su ciò che manca. “I tanti esterni? Chi sono? (chiede ironicamente al giornalista, ndr). Secondo me se giochi con due esterni offensivi alti devi averne due per ruolo. Di Francesco viene perché non siamo in tanti, a destra non c’è un esterno puro come lo intendo io. Abbiamo D’Alessandro che secondo me è più bravo a giocare a sinistra. Il Compagnon di turno per intenderci non l’abbiamo. Ho sempre giocato con un calciatore di gamba, a piede invertito, non ce ne sono tanti in giro”.
I giovani e il “caso” Petriccione
In sala stampa c’è spazio infine per una considerazione sui giovani impiegati e su Jacopo Petriccione, rimasto in panchina nella gara d’esordio. “Petriccione è un giocatore molto importante, ho chiesto il suo rinnovo: è un pilastro. Abbiamo scelto di giocare a due in mezzo al campo, l’altro anno giocavate a tre. Abbiamo in rosa tre centrocampisti e devo capire chi è il sostituto, a parte Alesi che stiamo provando ad abbassare. Io quello che vedo in settimana, di chi mi dà le sensazioni giuste lo lascio giocare, in questo caso è toccato stare fuori a Jacopo. Ma ciò non toglie che è un giocatore che voglio rimanga qua, nel corso della stagione è un titolare della squadra. Poi se al suo posto ha giocato un ragazzo del 2006, che tra l’altro ha fatto bene (il riferimento è a Fabio Rispoli, ndr), non vedo dove sia un problema. Pentito dei tanti giovani in campo? No e mai mi pentirò. Mi pento se non rendono, se non hanno coraggio: ovvio che mi aspetto più ma pentirmi per aver fatto giocare un giovane al posto di qualcun altro, da me come discorso non lo sentirete mai”.



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