Floriano Noto: “Rosa rafforzata nell’ultima finestra. Valutiamo terreni per la nuova casa del Catanzaro”
Il numero uno giallorosso ha fatto il punto in conferenza stampa dopo la sessione estiva del calciomercato tra passato, presente e futuro: “Si dice che ogni anno il Catanzaro cambia 15-16 giocatori, ma è fisiologico, se dobbiamo migliorare o crescere va fatto mercato”.
Floriano Noto, l’intervento in conferenza stampa

L’occasione di voltarsi indietro e pensare alle stagioni vissute sul crinale dei ricordi e delle soddisfazioni più grandi ma anche di tracciare nuove rotte che fanno il paio con le ambizioni personali di un presidente che, prima di tutto, è un tifoso delle Aquile. Floriano Noto si è presentato a briglie sciolte – l’unico “drappo”, si fa per dire, la sciarpa giallorossa – rispondendo alle domande dei cronisti presenti. “Siamo molto contenti per la stagione passata e ringrazio tifosi e stampa che ci sono stati vicini in momenti delicati – il bilancio sul precedente campionato – Non sempre cambiare allenatore porta i suoi benefici, per fortuna abbiamo mantenuto la barra dritta nonostante le spinte dell’ambiente e la scelta ci ha dato ragione visto che siamo riusciti a mantenere la Serie B che è un campionato difficilissimo“.
Sul campionato appena iniziato e che verrà incombe il “caso” della rosa considerata ampia: “Il campionato è lungo e nella rosa abbiamo 4 nazionali e non sappiamo per il mondiale under 20 se perderemo due o tre pedine. Sicuramente è un po’ overdose, ma teniamo conto di 3 ragazzi della Primavera. Siamo 31, manca Pompetti, su 31, 3 o 4 sono della Primavera con Arditi, Paura e Oliviero – il ragionamento di Noto – Abbiamo anche Seha nel quale crediamo, è un giovane promettente. I ragazzi della Primavera pensiamo di tenerli in prima squadra per fargli avere un preparatore atletico più da adulti che serve a farli crescere. Quest’anno abbiamo investito nelle strutture e possiamo mandarli due categorie sotto. Le prime scelte dei giovani andranno in C e gli altri in D“.
“L’obiettivo? La salvezza, restando piedi per terra”
“Oggi dalla squadra costruita mi aspetto come gli altri presidenti la salvezza restando coi piedi per terra. Abbiamo fatto una rosa molto competitiva rafforzata nell’ultima finestra di mercato – prosegue il presidente del Catanzaro – La campagna acquisti è stata all’altezza sia della piazza che degli obiettivi; la crisi generale ci ha portato a virare sui giovani ma è una rivoluzione che tutta la categoria ha abbracciato e che come riflesso ha avuto il livellamento delle rose. Abbiamo una squadra competitiva per essere speranzosi. Chi ha investito di più può arrivare ultimo e viceversa. Noi due anni fa e l’anno scorso la Juve Stabia, siamo l’esempio di questo”.
Noto risponde ai tanti cambi: “Fisiologici se vogliamo migliorare”
A chi fa notare che il Catanzaro cambi molto in fatto di giocatori di anno in anno, Noto risponde così: “Si dice che ogni anno il Catanzaro cambia 15-16 giocatori, ma è fisiologico, se dobbiamo migliorare o crescere va fatto mercato, lo fanno tutte le squadre e il calcio è questo. Il mandato che la società dà al ds ha dei paletti su età media, numero di componenti, prestiti, settore giovanile, giovane di proprietà sotto i 21 anni. Mantenere l’armonia in un gruppo non è semplice: dando 500mila euro a qualcuno poi ci si troverebbe nella situazione di dover livellare verso l’alto tutti. La forza della nostra società è stata fin qui mantenere l’omogeneità degli stipendi. Ci potremmo permettere altro ma non so se gioverebbe. Abbiamo tanti giovani consolidati e questo significa che abbiamo acquistato bene”. E sulle uscite più pesanti: “Nel calcio ci sono cicli naturali e il sistema funziona così, ci sono calciatori che dopo 3 o 4 anni hanno bisogno di stimoli nuovi. Iemmello è legato alla sua città, Brighenti è arrivato a 35 anni e avrà un futuro anche da dirigente, è la vita del calcio che è così, cerchiamo di alzare l’asticella tutti, noi dobbiamo farlo molto nelle competenze interne a livello societario, ma le cose si stanno facendo anche a livello strutturale stiamo individuando quella che dovesse essere la nuova casa del Catanzaro”.
La scelta di Aquilani e la questione stadio
Su Aquilani: “Il dna costruito in questi tre anni è quello di una squadra che gioca. Prendere un allenatore che non fa questo tipo di cose sarebbe stato sbagliato. È stato preso per una questione di continuità“. Sul Ceravolo: “Sullo stadio non ho notizie di ultim’ora. So che stanno verificando il computo metrico ma da quanto mi pare di capire manca veramente poco per la presentazione del progetto“.
Il grande sogno resta la costruzione del centro sportivo: “Stiamo valutando dei terreni per costruire la futura casa del Catanzaro. In testa ho l’immagine del centro sportivo del Chievo Verona, uno dei primi che vidi all’inizio della mia esperienza alla guida del club ed è questo quello che vogliamo realizzare. Un posto dove prima squadra e giovanili siano costantemente a contatto, dove si possano fare anche i ritiri pre partita. Se riuscissimo ad acquistare il terreno entro l’anno, in un anno e mezzo si potrebbe fare tutto, foresteria compresa. Gli sponsor? Ben vengano. Quando dico che “siamo aperti a soci”, lo dico perché serve per migliorare. Il modello Lecce è quello a cui faccio riferimento. Se un fondo/socio entra in società con me, va ad investire in una società strutturata”.



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