Il momento di dare seguito alle parole: con il Palermo l’occasione gusta?

Il momento di dare seguito alle parole: con il Palermo l’occasione gusta?

Al momento sembra crisi nera. Al “Nicola Ceravolo” il Catanzaro dello squalificato Aquilani ha offerto una prestazione da dimenticare. Brutto e senz’anima, totalmente orfano di idee praticamente inguardabile. Un mediocre Padova, la squadra forse meno temibile tra quelle finora incrociate dai giallorossi, conquista l’intera posta in palio e se non fosse stato per Pigliacelli (migliore in campo), i veneti avrebbero certamente vinto in maniera più larga. Dopo un inizio di gara propositivo che ha visto Iemmello e compagni battere ben sette calci d’angolo nei primi quindici minuti, senza tuttavia creare alcun pericolo per la porta veneta. Poi l’indecisione di Antonini che avrebbe potuto generare sin da subito lo svantaggio: da lì in poi le Aquile hanno arretrato il proprio raggio d’azione prestando il fianco alle ambizioni degli ospiti che dopo un doppio miracolo targato Pigliacelli, sfruttavano un calcio d’angolo con Marco Perrotta (incredibilmente solo) che metteva alle spalle dell’estremo difensore giallorosso. La reazione seppur scomposta e senza costrutto del Catanzaro, fruttava un rigore che capitan Iemmello batteva malamente e sprecava. Una  prestazione, quella del capitano, da dimenticare. Una preparazione fisico atletica non all’altezza della squadra, idee e proposte solo dei singoli costante preda dei difensori biancorossi: un gigantesco nulla tattico che ha irritato tutti i presenti.

A fine gara una bordata severa di fischi da parte dello stadio, con la Curva Capraro intenta a spronare (e rispedire negli spogliatoi a capo chino) i protagonisti in campo: immagini che al Nicola Ceravolo non si vedevano da tempo. Il Catanzaro rischia seriamente di gettare alle ortiche la permanenza in cadetteria, con una proprietà chiamata a prendere in fretta decisioni se non vuole compromettere irrimediabilmente la stagione.

Le parole di Polito in conferenza hanno avuto il solo compito di provare a compattare un ambiente ormai provato dalle costanti altalene della squadra giallorossa priva di un vero progetto. La “testardaggine” di Alberto Aquilani nel proporre un credo tattico infruttuoso non può essere la sola spiegazione rispetto ad evidenti errori di mercato nella costruzione dello scacchiere giallorosso, privato quasi con violenza delle pedine migliori di quel gruppo storico che ha fatto innamorare i tifosi: Scognamillo, Biasci, Sounas insieme all’asse portante che fino allo scorso campionato nascondeva i difetti di costruzione, non ci sono più e un Iemmello quasi scarico insieme ad un Brighenti ormai avanti nell’età per disputare una serie B in modo competitivo, non bastano per tacitare eventuali malumori nello spogliatoio. Il cosiddetto “gruppo”? Pare solo un ricordo offuscato da una realtà che impone alla proprietà decisioni urgenti al fine di non compromettere i capitali finora investiti per restituire al Capoluogo di Regione la cadetteria.

E dopo un momento importante, quello della presentazione del nuovo “Ceravolo”, che rischia però di passare quasi in sotto traccia rispetto ai problemi attuali, ecco l’ambizioso Palermo in arrivo al Ceravolo. Una sorta di prova del nove contro la squadra sulla carta più forte del campionato: cadere nuovamente vorrebbe dire addio al progetto Aquilani, vincere invece potrebbe rilanciarlo più forte di prima. L’ex bomber del Milan Pippo Inzaghi giudice interessato di questa contesa.

Aggrappiamoci ancora una volta alla proprietà Noto che, ne siamo certi, provvederà a correggere gli errori che minacciano seriamente il futuro delle Aquile.

Avanti tutta Catanzaro, ricominciamo a marciare uniti!

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