Dal ritiro di Livigno all’esordio di Vicenza: il Catanzaro apre un nuovo capitolo

Dal ritiro di Livigno all’esordio di Vicenza: il Catanzaro apre un nuovo capitolo

Il nuovo cammino del Catanzaro inizierà a Vicenza, ma ora è tempo di ritiro.

Dopo la settimana nel campo di Giovino, la squadra oggi parte per Livigno, dove Giorgio Gorgone avrà il compito di gettare le basi del nuovo Catanzaro. Saranno giorni fondamentali non solo dal punto di vista atletico e tattico, ma anche per costruire l’identità di un gruppo profondamente rinnovato sfruttando i paesaggi mozzafiato e il clima ideale della località valtellinese per rigenerare corpo e mente, affinare l’intesa tra i reparti e ritrovare il giusto focus mentale. Il quartier generale  della spedizione calabrese sarà l’Hotel Intermonti mentre a disposizione delle “Aquile” ci sarà il centro di preparazione olimpica “Aquagranda”, un complesso dotato di ampi spazi e servizi dedicati, perfetti per garantire la massima efficienza nella gestione quotidiana del gruppo. Nel mezzo le amichevoli programmate con Giugliano e Japan University il 5 e 6 agosto.

In un organico che attende ancora innesti importanti dal mercato, il lavoro in altura servirà a creare spirito di squadra, assimilare i principi di gioco del nuovo allenatore e favorire l’inserimento dei tanti giovani arrivati in giallorosso. Il ritiro rappresenta così il primo vero banco di prova di una stagione che si preannuncia ricca di sfide, nella quale il Catanzaro dovrà trasformare entusiasmo, programmazione e pazienza in risultati sul campo.

E all’orizzonte un esordio dal sapore particolare contro l’ex capitano Nicolò Brighenti. Sarà un debutto che, simbolicamente, metterà subito di fronte il passato recente e il futuro delle Aquile. Perché quella che sta nascendo non è semplicemente una squadra rinnovata, ma un Catanzaro che sembra aver scelto di ripartire quasi da zero.

Dopo la disputa dei playoff e la beffarda eliminazione di Monza, in molti si sarebbero aspettati un rilancio delle ambizioni. La conferenza stampa di presentazione del nuovo direttore generale, del tecnico Giorgio Gorgone e la conferma di Ciro Polito avevano alimentato aspettative importanti. Al momento solo cauto entusiasmo, partenze eccellenti (ultima in termini di tempo quella di Pontisso) e un taccuino ricco di giovani interessanti.

Per chi immaginava un atteggiamento diverso e una decisa volontà di riprovare l’assalto alla Serie A dopo una promozione sfumata per appena un gol, l’impatto è stato inevitabilmente forte. Nelle stagioni precedenti, nel rispetto di un progetto costruito con continuità, l’organico era stato modificato gradualmente: qualche cessione mirata, l’inserimento di giovani talenti e il sostegno garantito dall’ossatura composta dai senatori. Una formula che aveva prodotto risultati importanti. Il Catanzaro che si appresta a disputare il prossimo campionato, invece, sembra aver imboccato una strada completamente diversa. Ma, si sa, la proprietà giallorossa ci ha abituati ad imprese inaspettate alla vigilia, come il prologo di Monza dopo un avvio della gestione Aquilani che ha destato più di una preoccupazione.

Le idee di Giorgio Gorgone sono chiare. Come ha sottolineato nella sua conferenza stampa, il nuovo Catanzaro dovrà essere composto da giocatori motivati e pienamente coinvolti nel progetto giallorosso. Tuttavia, accanto ai giovani sarà fondamentale inserire, possibilmente già nel mese di luglio e non nelle battute finali del mercato, altri elementi di esperienza e di categoria capaci di guidare un gruppo profondamente rinnovato, che andranno ad aggiungersi agli unici (al momento) acquisti di categoria, quelli del difensore Postiglione (in gol nella prima partitella in famiglia ieri sul rettangolo di Giovino) e dell’esperto Candela che vanta anche presenze nella massima serie col Venezia. In attesa dell’ufficialità del colpo Pafundi.

Negli ultimi anni i dubbi iniziali di una parte della tifoseria sono stati sempre cancellati dai risultati ottenuti sul campo. C’è però una differenza sostanziale: quelle squadre conservavano un’importante continuità tecnica e caratteriale. Stavolta il cambiamento appare molto più radicale. L’esperienza maturata da Ciro Polito a Bari rappresenta forse il principale elemento che può rassicurare il popolo giallorosso, oggi comprensibilmente preoccupato ma consapevole che il mercato è ancora aperto. Proprio per questo il direttore sportivo dovrà accelerare le operazioni, consentendo al nuovo allenatore di lavorare con un gruppo il più possibile vicino a quello definitivo.

Chi ama il Catanzaro vive inevitabilmente anche di timori. Ma sono preoccupazioni che nascono dall’attaccamento alla maglia e non da uno spirito polemico.

A rendere ancora più particolare l’inizio della stagione c’è poi il rifacimento dello stadio Nicola Ceravolo. I lavori sull’impianto di via Paglia rappresentano un’altra sfida importante. Le rassicurazioni del sindaco, che ha indicato il 31 ottobre 2026 come data per la riconsegna dell’impianto completamente rinnovato, comporteranno inevitabili sacrifici sia per la società, che dovrà rinunciare a parte degli introiti, sia per i tifosi, costretti ad assistere alle gare utilizzando soltanto alcuni settori dello stadio.

Ogni difficoltà, però, può trasformarsi in un’opportunità. Se proprietà, società e tifoseria continueranno a remare nella stessa direzione, questo apparente “anno zero” potrà rappresentare il punto di partenza di un nuovo ciclo.

Avanti tutta, Catanzaro. È tempo di riprendere, insieme, il cammino interrotto a Monza!

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