Veterani? No, grazie. Il Catanzaro investe sui baby aspettando quei “giocatori bravi” che Aquilani chiede

Veterani? No, grazie. Il Catanzaro investe sui baby aspettando quei “giocatori bravi” che Aquilani chiede

Tra una settimana l’inizio della nuova stagione con i primi test in città e poi la partenza per Pinzolo. Il Catanzaro abbraccia tre giovani, aspettando il mercato dei big…

Una settimana e si comincerà a fare sul serio. Pochi giorni separano il Catanzaro dal primo vagito della stagione 2025-26. I test fisici in città e poi la partenza della truppa in direzione Pinzolo, dal 15 al 27 luglio. Nel mezzo tre amichevoli – manca ancora in questo senso un cronoprogramma ufficiale degli impegni, anche se fonti qualificate hanno già indicato il test di chiusura ritiro contro il Napoli campione d’Italia – e tanto lavoro per Aquilani e il suo staff in vista del primo impegno ufficiale contro il Sassuolo il giorno di Ferragosto (piccola postilla: era davvero necessario far giocare sti ragazzi il 15 agosto?). Ovviamente senza tralasciare la preparazione al prossimo campionato, di cui ancora però non si conosce forma dato che le note vicende extra-campo protrarranno la presentazione dei calendari in quel di Mantova verso (forse) la fine di luglio.

I giorni che vanno a concludere questa, di settimana, riportano di un Catanzaro attivo sul fronte mercato con l’innesto di tre giovani. Qualcuno direbbe “di belle speranze”. Nel gergo tecnico, dedicato agli operatori di mercato, i giallorossi si sono assicurati due profili under – in particolare, il portiere Christian Marietta e il fantasista Gabriele Alesi, rispettivamente classe 2002 e 2004 – con l’inserimento (sulle fasce, secondo il suo ruolo) del terzino classe 2001 Ruggero Frosinini primo acquisto over. Da quest’anno infatti, per la Serie B, le regole impongono di tesserare un massimo di 18 giocatori over (i nati fino al 31 dicembre del 2001) e due giocatori “bandiera”: nel nostro caso Pietro Iemmello e da quest’anno Stefano Scognamillo, baluardo difensivo che con le Aquile ha superato il requisito minimo delle quattro stagioni consecutive per risultare bandiera a tutti gli effetti.

Sul fronte di campo, possiamo già osservare alcuni spunti interessanti. Per primo l’investitura di Alesi, giovane del team Raiola che arriva dal settore giovanile del Milan, fantasista nella sua accezione tattica a cui servirà un comprensibile (e naturale) periodo di rodaggio anche perché l’unica esperienza senior fatta è stata nella deludente apparizione in C del Milan Futuro. Lui il successore di Pagano? Potrebbe darsi, di certo c’è che Polito sembra averci scommesso parecchio. Il secondo spunto arriva dal portiere Marietta, punto di riferimento della retroguardia dell’Albinoleffe nella passata stagione – un campionato più che positivo per i seriani di mister Lopez, giunti al quarto posto nel girone A – con all’attivo diverse esperienze pure tra Alessandria e Rimini. Un prospetto giovane che dimostra comunque di aver già disputato delle partite. Ma indubbiamente non di categoria, e questo il dato che perplime di più perché chi scrive ritiene che senza Pigliacelli non si è mai deciso di investire su un portiere di categoria. Il terzo e ultimo dato proviene invece da Frosinini. La sua umiltà ha colpito subito, la storia di un ragazzo che fino a qualche anno fa giocava in Promozione. La tempra di chi ha superato insidie e fa dell’ambizione la sua cifra valoriale sembrano non mancargli affatto, ma la cosa più interessante appartiene al suo ruolo in campo. Frosinini è un difensore che negli ultimi anni ha lavorato come terzino, implementando quel ragionamento della difesa a quattro che Aquilani potrebbe rincorrere. All’occorrenza Frosinini ha ricoperto anche il ruolo del famigerato “braccetto”. Una duttilità che l’ex Trento metterà a disposizione dei giallorossi. Quanto non è ancora dato a saperlo, difficile prevedere ora se Frosinini sarà un titolare, a lui – come per gli altri – la facoltà di spostare gli equilibri nei pensieri di Aquilani magari già durante il ritiro di Pinzolo.

C’è da sottolineare che tutti e tre hanno firmato un contratto triennale. Una tipologia contrattuale di cui ha fatto spesso ricorso la società. Una durata non casuale ma che attesta la volontà di investire su profili di questo tipo, spostando la logica del solo utilizzo di campo a quella di un giocatore da patrimonializzare a prescindere dalla categoria. Giovani su cui investire, dare una possibilità ma non disperderli nel momento in cui ci si renda conto che per la categoria o per una piazza come quella giallorossa, loro, non siano ancora pronti. E allora ecco il giro di prestiti – e di esperienza – in altri contesti che possano meglio valorizzarli con il Catanzaro attore protagonista nelle interlocuzioni di mercato. Un caso interessante, in questo senso, è quello di Giovanni Volpe: arrivato l’anno scorso dal Potenza, Volpe non ha mostrato nelle (pur poche) presenze con il Catanzaro tutto il suo potenziale ritrovandosi dopo sei mesi di nuovo in C. Dando tuttavia un grande contributo all’Audace Cerignola di mister Raffaele che ora sembra volerlo a Salerno.

Da qui ai prossimi giorni, prima della partenza per il Trentino, è lecito aspettarsi altro materiale tecnico. Radiomercato ipotizza altri giovani, profili under che Polito sta osservando per consegnare un rinnovato assetto ai giallorossi. In quella che sarà una prima fase del calciomercato. Quella che sta caratterizzando in generale il mercato della B, con i migliori giovani che stanno riempendo le caselle transfer dei club. Prima che il calciomercato possa far accendere i fuochi d’artificio, con attenzionati i big della categoria.

Un ragionamento su cui giocoforza si poggerà la seconda parte del lavoro di Polito, vuoi perché ad ora le pretese dei big sono inflazionate dalle richieste altisonanti dei club di appartenenza e vuoi anche perché si è in una fase generale di interlocuzione. Tante chiacchiere, insomma, con i fatti che attendono. Una cosa sembra essere certa, anche per lo storico delle due sessioni estive del calciomercato giallorosso sia con Magalini che con Politodi “veterani” della B, dei giocatori scafati e da ingaggi super il Catanzaro ne farà a meno. E chissà se quei fuochi d’artificio il Catanzaro non possa farli fra un anno, con qualche giovane di belle speranze buttato dentro la mischia e valorizzato al massimo. Bonini docet.

Come per l’entrata, anche il fronte uscite del Catanzaro si farà più caldo. Ancora qualche giorno e le questioni di Bonini e Biasci – in questo momento i giocatori che più sembrano sul piede di partenza, per motivi diversi – verranno dipanate cercando di trovare la migliore soluzione. La speranza del Catanzaro è ovviamente di “battere cassa”, mettere a bilancio dell’anno prossimo le entrate e rifinanziare così il mercato. Oltre a loro, non mancano richieste per altri protagonisti dell’Uesse, la sensazione è che qualche sorpresa possa accendere il corso di queste settimane.

 

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