Catanzaro, mal di trasferta: terzo ko nel 2026, successo storico del Sudtirol

Catanzaro, mal di trasferta: terzo ko nel 2026, successo storico del Sudtirol

Castori sfata il tabù e regala il quarto successo consecutivo ai suoi, il primo nella storia altoatesina contro il Catanzaro. Prestazione altalenante delle Aquile, la difesa sotto la lente d’ingrandimento

Insidie e voci che si annidano sul terreno di gioco, aggrovigliato da freddo e qualche spruzzata di neve dei giorni scorsi. Passa da Bolzano il momento verità del Catanzaro: di quello che potrà essere in questo, ormai prossimo, rush finale del campionato. Ma anche di quello che non dovrà essere: contratto di quanto fu all’andata proprio contro il Sudtirol, alla prima di Aquilani, in quello che fu un Catanzaro embrionale. E contratto adesso, in queste ore di calciomercato che va chiudendosi, senza farsi distrarre – sempre se sia facile non farlo – dalle voci dei partenti.

Aquilani ritrova Antonini al centro della difesa, con l’inossidabile Brighenti ministro giallorosso. Cassandro a completare la cerniera mentre sulle fasce spazio a Favasuli e D’Alessandro. La grande novità è Liberali dal primo minuto, con Cisse non convocato e al centro di una triangolazione di mercato che potrebbe clamorosamente tenerlo alla corte di Aquilani (leggi qui le ultime). Davanti il consumato tandem Iemmello-Pittarello: da loro, oggi pomeriggio, ci si aspetta qualcosa di più rispetto a quanto offerto nelle ultime uscite. Dall’altra parte il Sudtirol di Castori, che ha all’attivo tre vittorie consecutive: un momento d’oro per gli altoatesini. 

Il sole si fa spazio al “Druso” di Bolzano, colorato di giallo e rosso grazie alla nutrita presenza di tifosi ospiti. Sono 568 i supporters giallorossi che anche nella trasferta più lontana dell’anno hanno scelto di sostenere il Magico.

Avvio veemente del Sudtirol, Pittarello illude

Parte forte il Sudtirol desideroso di proseguire in scia delle ultime prestazioni. Proteste locali al 2’: Merkaj traccia in mezzo per l’accorrente Pecorino che viene toccato da Antonini in un normale contrasto di gioco, per l’arbitro Turrini non c’è rigore. Ma la squadra di Castori reagisce con veemenza e trova il vantaggio: conclusione potente di Tait da fuori area, Pigliacelli si supera smanacciando la traiettoria ma sulla ribattuta Zedadka impatta trafiggendo la difesa giallorossa, ferma nella circostanza (3’).

Il vantaggio non tramortisce le Aquile. Azione in stile Aquilani: Petriccione e Pontisso scambiano corto, la palla arriva su Iemmello che favorisce di tacco il break di Liberali; l’ex Milan vede in verticale l’imbucata di Pittarello e lo serve: il numero 8 si fa largo sulla destra e incrocia bucando Adamonis. 1-1 Catanzaro, in soli 7 minuti.

La gara è vibrante, merito dell’atteggiamento vivace di entrambe le squadre che si affrontano senza badare ai tatticismi. Al 13’ altro episodio contestato dal Sudtirol, dagli sviluppi del corner: incrocio di gambe tra El Kaouakibi e Petriccione nel cuore dell’area di rigore. L’altoatesino cade a terra ma, ancora una volta, Turrini con l’ausilio del Var decide di proseguire.

Filippo Pittarello dopo il gol del momentaneo pareggio (@Us Catanzaro 1929)

Il Catanzaro, dal canto suo, riparte sfruttando le transizioni e dando la sensazione di poter colpire a piacimento una volta superata la prima linea di pressione. Interprete migliore Mattia Liberali, che al 18’ colpisce di testa su cross di D’Alessandro: l’ex Adamonis blocca facile. Un minuto più tardi chance di Pittarello che viene stoppato ancora da Adamonis, dopo una disattenzione di Kofler.

Non c’è un minuto di pausa e al 21’ il Catanzaro combina la frittata: rimessa laterale a favore dei padroni di casa, Zedadka sponda anticipando Cassandro; la palla schizza in profondità per Silvio Merkaj che elude l’intervento di Brighenti – a vuoto nel tentativo di colpire la palla – e a tu per tu con Pigliacelli lo fa secco. Nuovo vantaggio Sudtirol, difesa del Catanzaro da rivedere.

Si iscrive al tabellino delle occasioni Iemmello, che intravede Adamonis fuori dalla propria porta e tenta di sorprenderlo con un pallonetto senza misura (24’). Ci riprova Pittarello, spalle alla porta, ma il tentativo di trasformazione su assist di Favasuli non è vincente.

Tanti gli errori in mezzo al campo, anche di facile lettura, per una partita godibile anche se a pagare lo scotto sembra essere più il Catanzaro: in difficoltà, proprio come all’andata, a fronte della fisicità e del pressing aggressivo degli avversari.

Al 35’ azione giallorossa conclusa da Pittarello che, senza volerlo, anticipa di testa Iemmello ben appostato: la palla termina comoda tra le braccia di Adamonis.

Sempre Pittarello sciupa un’altra grande occasione: discesa di D’Alessandro che punta e sgasa sulla sinistra, il cross al centro sembra disegnato su Pittarello che si china con il corpo per impattare la parabola ma schiaccia centralmente; Adamonis para senza patemi (38’).

Manca di mordente l’azione giallorossa al netto di un Sudtirol pienamente consapevole e in fiducia: giallo di Petriccione al 46’ per un tocco robusto ai danni di Merkaj. Con merito la formazione di Castori chiude la prima frazione sopra di una lunghezza.

Le Aquile attaccano ma non sfondano: torna in campo Pompetti

Nessun cambio a rientro dall’intervallo. Attacca al piccolo trotto il Catanzaro peccando di imprecisione e indolenza, soprattutto con D’Alessandro che si procura un tiro dal limite da dimenticare (51’). Ci prova pure Pietro Iemmello, che riceve lo spiovente dall’out di sinistra, ma manca l’aggancio migliore e la conclusione abbozzata risulta scoordinata (54’).

Mattia Liberali autore di un buon primo tempo (@Us Catanzaro 1929)

Al 58’ Castori concede riposo al beniamino Tait e lancia in campo Crnigoj, stesso discasi per Tronchin rilevato per Frigerio. Due innesti a dare manforte all’impianto altoatesino. Ancora Iemmello, al 63’, su azione insistita dei giallorossi ma la trasformazione – ancora una volta – non trova lo specchio della porta.

Prova a cambiare Aquilani: fuori D’Alessandro e Brighenti, dentro Di Francesco e Frosinini. Il Catanzaro continua ad attaccare a fronte di un Sudtirol più speculativo ora, rinfrancato dal vantaggio: Cassandro prova a distendersi sulla fascia, arriva sul fondo e calcia trovando la parte alta della traversa (72’).

Ma è un Sudtirol che non sta a guardare: doppio passo di Crnigoj, strappo su Cassandro e tiro secco dal vertice basso dell’area piccola: la palla attraversa l’area con Pecorino che manca di un soffio il tap-in (73’). Ancora cambi, nello stesso frangente: fuori Casiraghi e Bordon, dentro Odogwu e Bordon mentre in casa Catanzaro fuori Liberali e Pontisso, dentro Pandolfi e il ritorno tanto atteso in campo di Pompetti. Lui che è un ex da queste parti.

Il Catanzaro costruisce ancora: servizio in profondità per Pittarello, intercettato sul più bello da El Kaouakibi bravo a respingere il tentativo di conclusione (74’). Si lamenta al 77’ Di Francesco dopo essere sgusciato via dal laterale difensivo locale cadendo giù: piuttosto morbido il contrasto di gioco. Si prosegue.

Ancora Di Francesco protagonista al 79’, dopo l’ennesimo sforzo di Pittarello a proteggere la sfera: l’attaccante giallorosso arriva sul fondo e scarica dietro; il pallone viene recuperato dall’ex Palermo ma il tiro sbatte su Molina.

Manca il colpo del ko il Sudtirol, con Raphael Odogwu, che impatta bene di testa su un tentativo aereo dei padroni di casa ma a mancare è la precisione (82′). Esce Iemmello successivamente, al suo posto Nuamah.

E’ un Catanzaro che prova, non senza impegno, a trovare il pertugio per il pareggio ma sembra mancare il guizzo che sul finire del 2025 aveva incantato Aquilani e ambiente. Al 95′ l’episodio più sfortunato di una partita disgraziata: mischia in area Sudtirol, la palla carambola su Pittarello che calcia a botta sicura trovando Odogwu sulla linea a proteggere la vittoria finale.

Le forze al lumicino, le oggettive difficoltà a trovare la via della rete – nonostante la buona prova di Pittarello – riconsegnano un Catanzaro che a pochi giorni dalla fine del calciomercato ha forse bisogno di nuove frecce al proprio arco. Ma, soprattutto, l’atteggiamento di una squadra presente sul campionato.

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